Audiocorso di Scrittura (e Lettura) Creativa! Disponibile online!

Il corso che ho tenuto quest’anno in Accademia Orwell è stato magnifico, con tante idee, tanti autori e una montagna di richieste provenienti da tutta Italia: “Come faccio a seguire le lezioni?!?

Così, ho deciso di audioregistrare integralmente il corso di Scrittura Creativa e di renderlo disponibile per il download.
Il corso consta di 20 lezioni (15 di scrittura creativa, 5 di lettura creativa), quasi 14 ore di registrazione tra esercitazioni originali, teoria della letteratura, autori di ogni genere, filosofia e narrativa, e il suo fine è quello di fornire utili strumenti per scrivere e raccontare nel modo migliore possibile! La scrittura creativa è il mezzo perfetto per comprendere cosa possiamo fare della scrittura e questo corso è l’occasione migliore per farlo!

Il costo del corso è di 60€ e una volta effettuato il pagamento tramite PayPal (a QUESTO link) provvederò a inviare il link dal quale scaricare il pacchetto con tutte le lezioni e i power point delle lezioni! I file audio potranno poi essere ascoltati ovunque: sul cellulare, iPod, in radio mentre guidate!
Per ulteriori info: accademiaorwell@gmail.com

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Il Genio, l’Idiota e poi Noi – Thiene, 18.07

Mercoledì 18 luglio alle ore 21 presso la Biblioteca Civica di Thiene (VI) avrò il piacere di tenere il mio nuovo monologo “Il Genio, l’Idiota e poi Noi”, tratto dal mio ultimo libro “Elogio dell’idiozia“. Si tratta di una serata a partecipazione gratuita tra filosofia, letteratura e risate. Non mancate! 😉
Durante la serata sarà possibile acquistare una copia del libro.
QUI l’evento Facebook. 

E se l’idiozia fosse simile alla genialità? E se i geni della storia che tanto ammiriamo non fossero altro che idioti all’ennesima potenza? E la nostra idiozia, al cospetto di tutto ciò, che cosa diventa? “Il genio, l’idiota e poi noi” è un monologo filosofico e letterario che scandaglia l’animo dell’essere umano, in cerca della chiave che ci permette di essere quello che siamo. 

L’idiota è sempre un altro. Aborriamo l’idea di essere noi stessi gli idioti, nonostante le evidenze siano molto spesso contro questa tendenza universale. Eppure, l’idiozia non è una forza distruttiva: non solo essa soggiace come leitmotiv ad ogni nostro comportamento, poiché ognuno di noi è sempre l’idiota di qualcun altro, ma la genialità stessa che ha permesso le grandi conquiste dell’umanità, tanto in campo letterario quanto in quello scientifico, tanto nella filosofia quanto nell’arte, non avrebbe mai potuto toccare le vette raggiunte senza la parte inalienabile di idiozia presente in ogni uomo. 
L’idiozia è in fin dei conti ciò che ci ha permesso di pensare, di creare, di comprendere e di sopravvivere in un mondo difficile, e attraverso di essa possiamo essere capiti più a fondo, al fine di non perderci in questo cosmo, solitari e abbandonati alla nostra supposta mancanza di idiozia.

genio

Milano, 11.7: “Il Cielo di Tolkien”

Per la terza volta sotto la cupola del meraviglioso planetario di Milano si terrà lo spettacolo “Il cielo di Tolkien”, un meraviglioso viaggio nell’astronomia della Terra di Mezzo! Un’occasione unica per vivere un’esperienza straordinaria tra scienza e immaginazione, tra realtà e fantasia!

«Aiya Eärendil Elenion Ancalima!»
«Ti saluto o Eärendil, la più luminosa delle stelle!»
Il Planetario può regalarci il cielo stellato che si vede da ogni angolo del mondo. Ma la volta celeste di un mondo immaginario? L’universo creato dalla penna di Tolkien è ricalcato sul nostro per le lingue parlate, la mitologia e, naturalmente, per il cielo stellato. Con l’uso del Planetario potremo quindi osservare quanto c’è di reale nell’universo Tolkeniano e quanto c’è di questo universo nella realtà. Ci immergeremo in una fantasia che non è composta solo di magia, ma anche di stelle che sorgono e tramontano, di costellazioni ancestrali che si stagliano oltre la Terra e che permettono ai personaggi, ma soprattutto ai lettori più attenti, di orientarsi in quella vasta terra meravigliosa chiamata “Fantasia Umana”.
«Naturalmente la narrazione viene al primo posto, ma suppongo che la solidità di un mito si misuri anche sulla capacità di resistere a un’analisi razionale»
J.R.R. Tolkien

Quanto costa?
5€ l’intero, 3€ il ridotto per minorenni e over 65
Quanti posti ci sono?
375, è il più grande planetario d’Italia!
C’è la prevendita?
Sì, 200 biglietti sono disponibili al sito http://booking.lofficina.eu
Per altre informazioni: http://lofficina.eu/

Elogio dell’idiozia a Bologna (10.07)

Martedì 10 luglio alle ore 18 l’Elogio dell’idiozia arriva a Bologna, presso la libreria Ubik di via Irnerio, 27! Ad aiutarmi nella presentazione ci sarà Riccardo di WesaChannel, e per un’oretta cercheremo di raccontarvi l’idiozia, di sviscerarla e di convincervi del fatto che IL MIO LIBRO VA LETTO, OCCHEI?

Ci vediamo martedì a Bologna! 😉
QUI l’evento Facebook!

FLYERbologna

Martedì Sberle: Assomigliare a me stesso

La peggior sberla filosofica che io abbia mai ricevuto mi è arrivata con un secolo di rincorsa, direttamente da Nietzsche: “Diventa ciò che sei! Diventa te stesso!”
Ma come, fu la mia risposta d’acchito, con la guancia ancora violacea, io sono me stesso, maledizione! Guardami, mi vedi? Eccomi qua, in tutto questo identitario splendore! Osservami, io sono come mi vedi.
E invece no.
C’è una certa fatica della vita umana, una fatica che con ogni probabilità altri esseri animati non percepiscono poiché sprovvisti di un forte senso di autocoscienza, ed è la fatica del somigliare a se stessi. È una frase che può far sorridere i più sprovveduti ma che porta con sé un carico di angoscioso abisso per chi sappia scrutarne le profondità: devo assomigliare a me stesso. Ciò implica che il lavoro del pensiero è quello di far aderire ad un qualcosa intangibile, inarrivabile, irraggiungibile, ovvero a “me stesso”, quella cosa che spesso usiamo per gioco, inconsapevolmente e spesso con troppa leggerezza, ovvero… “me stesso”.
C’è una scissione faticosa e incolmabile tra quello che sono e quello che dovrei essere, tra il mio stato attuale e la mia potenza, avrebbero detto Spinoza e Bergson. C’è un divario incolmabile tra la mia attualità e la mia inattualità, tanto per dirla con Nietzsche (e sono così in imbarazzo a parlare di questo argomento che devo per forza prendere a prestito le parole d’altri). C’è un salto insostenibile tra ciò che vedo ora allo specchio e la natura di ciò che io sono. E il mio lavoro non è affatto quello di riconoscermi, guardarmi, osservarmi, ma è quello di divenire, di ascoltare una trasformazione, di assecondare un mutamento. Il mio lavoro è pensare in un modo che assomiglia a ciò che sto diventando, comportarmi in un modo che aderisca alla tensione che incarno, parlare in una maniera che rappresenti non quello che sono, ma quello in cui mi trasformo di continuo.
Molto spesso oggigiorno si sente ripetere che la libertà sta nell’accettarsi. Ma si tratta di un pensiero incompleto, poiché se accettassi quello che sono ora, nella mia attuale forma mentale e corporea, probabilmente dovrei tramutarmi in pietra, come i troll sorpresi dall’alba repentina. Non ci si accetta per ciò che si è, ma si accetta la trasformazione che continuamente ci pervade, il divenire che incarniamo, la mutazione in cui siamo coinvolti. Accettiamo la scissione tra ciò che vediamo di noi stessi e quello che diventeremo poi, troppo piccoli per decidere quando fermarci, troppo impotenti per determinare il momento in cui basta. Possiamo convincerci in ogni momento di aver trovato l’Eldorado o la Terra Promessa, ovvero il luogo e il tempo in cui quello che sono e quello che dovrei essere corrispondono perfettamente: è quello il Paradiso, il posto nel quale la trasformazione, la tensione faticosa della vita trova finalmente riposo. Ma quella convinzione sarà di nuovo fatta a pezzi da qualcosa di potente, di incontenibile, di inestinguibile.
Questo accade perché siamo totalmente ciechi tanto a quello che siamo (poiché il presente ci sfugge, l’attualità è già scomparsa nel momento in cui tento di osservarla) quanto a quello che dovremmo essere (dal momento che non abbiamo alcuna via d’accesso al luogo da cui proveniamo, non sappiamo com’è fatto il nostro animo, non abbiamo alcuna idea della natura che ci compone). Quella cecità, quell’oscurità che viene prima (“The darkness that comes before”, per prendere a prestito le parole di Scott Bakker) siamo esattamente noi, siamo la tensione tra il prima e il dopo, siamo lo scollamento tra l’attuale e l’inattuale, siamo il movimento di trasformazione. La sberla più grande è quella che riceviamo quando, convinti di aver trovato il nostro luogo di pace, ci accorgiamo di essere di nuovo in viaggio, controvoglia e controvento, presi in quel turbine di ceffoni che è la vita. E abbandoniamo la pesantezza dell’essere per gettarci nella corsa del diventare, di nuovo, qualcosa d’altro, qualcosa che assomigli ancora di più alla mia vita.
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elogioIl 6 giugno è uscito “Elogio dell’idiozia”, il mio nuovo libro per edizioni Tlon. Lo puoi trovare su Amazon (QUI in formato ebook) o IBS! La prossima presentazione si terrà martedì 10 luglio presso la libreria Ubik di Bologna! QUI tutti gli eventi futuri!