La donna espansa

BoteroA un primo sguardo, nessuno direbbe che Virna abbia acquistato peso.

La sua ferrea dieta e l’asticella della bilancia continuano infatti ad andare perfettamente d’accordo, e Virna rimane la regina indiscussa della magrezza, a Tol Defferate, piccolo paesino montano sul confine di alcune non meglio identificate regioni d’Italia.

«Sei un ramoscello, Virna cara!» la virgolettano le amiche, quando passa con gamba snella e tacco rabdomante per le vie del paesino.

«Ancora un poco e ti si dovrà indovinare, mica incontrare» l’apostrofano i vecchietti prendendosi una pausa dalla nullafacenza pensionistica a ridosso di cantieri in perenne rallentamento.

A Tol Defferate, con le sue cinquecentosedici anime, Virna è un’autorità in fatto di salute e forma fisica. Diete prima proteiche e poi vitaminiche, prima vegane e poi rossosangue; integratori di secchezza e dispensatori di energia; costolette d’insalata e poi foglie d’agnello. Virna Maldestri segue pedissequamente la ricetta stavolta di quel guru e l’altra di quel santone, poi del nutrizionista RAI per finire dell’ultimo libro sull’alimentazione birmana. Il sorriso di Virna Maldestri cresce in proporzione al ritirarsi della carne, del grasso, delle curve.

«Se ti metti di profilo neanche ti si vede» ammiccano gli uomini con un filo di eccitazione nella voce.

E Virna non ha acquistato nemmeno un grammo, nonostante tutto.

Dico nonostante tutto perché le vicende che sono capitate a Tol Defferate negli ultimi giorni, e dei quali con poca tranquillità mi accingo a raccontarvi, potrebbero dimostrare l’esatto contrario.

Io me lo ricordo, quando tutto ha avuto inizio. Ce ne stavamo da Sbarbie, al secolo Romano Mefisti, il parrucchiere di Tol. Lui tagliava e noi chiacchieravamo della sconfitta del Defferate per sette a uno contro il Patriarca. Lui radeva e noi commentavamo le natiche della Pimbini, sacerdotessa delle curve di Tol a cui noi tutti dedicavamo le nostre preghiere virili per tanta abbondanza. È stato allora che ho visto una guancia di Virna Maldestri fare capolino dalla porta del negozio di barbiere. Avete letto bene: una guancia. Non Virna, nella sua snella interezza, no. Per un solo secondo la porta ha sbattuto e ha mostrato il fugace profilo di una guancia, quella inconfondibile macchiata di phard fucsia di Virna. Una guancia, vi rendete conto? Come un’apparizione aliena, come le acque del Mar Rosso che si spaccano, come i marziani che sbarcano a Busto Arsizio.

L’abbiamo vista tutti, la guancia, ma nessuno ha detto nulla perché era troppo impossibile, troppo improbabile, ché Virna poi è così magra.

Amici miei, se mai avessimo sottovalutato quel piccolo insignificante evento forse oggi Tol Defferate non sarebbe la zona di guerra sulla quale sembrano transitati tutti gli eserciti del mondo.

E invece abbiamo deciso che no, non abbiamo visto nulla.

Dopo un paio d’ore s’è visto il dottor Medrangeli correre come un pazzo su per la salita che porta alla chiesetta. I testimoni dicono ch’è uscito di corsa dal suo studio urlando «Signorina Maldestri, smetta di crescere!» e tiene sottobraccio le cornici con i diplomi, alcune penne di valore, fascicoli con documenti che svolazzano ovunque. Il viso paonazzo, la bocca spalancata in un’espressione di puro terrore, la voce che ripete «Sta crescendo! Cresce a dismisura!», e tutt’intorno la gente che non comprende e compatisce il poveretto, «Guardate come si può ridurre un signore cosi distinto!»

E anche lì, tutti che guardano il dottore e nessuno che si accorge del top viola che si gonfia alle finestre e il seno di Virna che trasborda dai balconi dello studio di Medrangeli. Tutti che lo inseguono dicendo «Fermo, dottore, fermo che la portiamo all’ospedale» e nessuno che si chiede che cosa sia quella coscia immensa che si dilata e schianta la porta di casa del commercialista con grande ignorato fracasso.

Nessuno che s’accorga dell’incantesimo e dica «Gente c’è Virna che s’espande!»

Perché vedete, Virna mica ha iniziato a ingrassare, proprio no. Ha piuttosto cominciato a dilatarsi, in ogni senso. Lei non è cresciuta di un solo chilo, ma il suo corpo s’è ribellato ai confini, il suo contorno ha spaccato le dimensioni. Come se la sua immagine avesse d’un tratto scoperto di poter crescere, senza che Virna crescesse di un solo grammo: ecco il corpo si spande, ecco l’ombra s’ingigantisce, ma Virna resta magra come un ramo secco.

Non so se mi sono spiegato.

Improvvisamente, Virna ha cominciato a espandersi dappertutto a Tol Defferate.

Al supermarket, i pomodori hanno cominciato a venir sparpagliati ovunque, mentre tra gli scaffali spuntano e s’ingrossano le protuberanze della signorina Maldestri: dita di qua, unghie di là, falangi falangine falangette dappertutto e senza ordine, dove al caso piace di più! Vetrine che vengono sventrate da un piede di Virna che spunta dal marciapiede e manichini che si trasformano in immense parti del corpo della donna: orecchie, nasi, lingua. Gente che scappa di qua e di là perché in casa è entrata una natica espansa della donna, dentisti che vengono scaraventati giù dalle loro poltrone perché un canino di Virna sboccia dal pavimento o dal soffitto. E poi talloni che spremono parco-giochi, alberi che vengono inghiottiti dall’ombelico, automobili ingurgitate da strade che diventano esofago, faringe, bocca, mentre il vigile viene scagliato lontano dall’epiglottide di Virna, catapulta umida e vivente di Tol Defferate.

Ma questo è nulla, signori miei. Perché Virna ha cominciato a espandersi pure nei discorsi delle persone, della radio, della televisione. E quindi, ecco che il giornalista del TG comincia a parlare con la voce della ragazza, rendendo ridicolo il resoconto di cronaca! Il meteo prevede precipitazioni di capezzoli di Virna, lacrime di Virna, forfora di Virna, giù per tutta la vallata, in pianura, sulle colline! La gente inizia a parlare con i concetti di Virna, con le idee di Virna, con gli accenti e le sgrammaticature di Virna, e pian piano comincia a fare le sue diete, a mangiare ciò che mangia lei, la donna espansa: espansa nello spazio e nelle idee, nelle immagini e nelle abitudini.

La donna espansa è ormai ovunque, e ovunque cresce a dismisura.

Virna invade Tol Defferate, spunta dalle strade, dai discorsi, dai manifesti elettorali. La donna si espande nelle discussioni, tra i fili d’erba, dove fioccano spalle, lingue, occhi, tutti di Virna, la donna espansa che si prende l’universo intero: case esplodono piene di lei, uffici vengono ingolfati da troppa presenza della donna espansa, che cresce e cresce e cresce ancora, in altezza larghezza profondità, in parole opere e omissioni, in lungo e largo e stretto, ma assolutamente non in peso.

La donna espansa si prende Tol Defferate, si prende le voci e gli occhi, si getta dai tetti e ricade come uno tsunami di immagini per le strade, inondando di Virna le vie del paesino. La gente viene travolta e chi non viene travolto si trasforma in pezzi di Virna, che s’espande come una radiazione, invade come un esercito, si diffonde come un’epidemia, si prende tutto come una vorace creatura impossibile. Virna è magra come uno stecco, ma contagia, esplode, brulica e scorre ovunque, senza metter su un solo chilo.

Se solo avessimo dato importanza a quella guancia, avremmo potuto evitare tutto questo. Non saprei come, ma di certo avremmo potuto fare qualcosa. Forse scappare, anche se dalla donna espansa non si può scappare. Forse ucciderla, ma la pallottola sarebbe diventata un capezzolo di Virna, il coltello la lingua di Virna, la donna espansa.

Virna si prende tutta la realtà, Tol Defferate è diventata Virna, oppure è lei a esser diventata Tol Defferate, non si può capire davvero. Io me ne sto qui, oggi inizio una dieta iperproteica per diventare la natica rotonda e soda di Virna, che si è presa tutto: la città, la squadra di Defferate, la chiesetta, il commercialista, le case e i discorsi. Si è presa pure me, perché non ci siamo accorti in tempo che la donna espansa si sarebbe presa tutto quel che c’era da prendere.

Però io ve lo dico.

Virna non ha preso nemmeno un chilo, nonostante tutto.

Siamo davvero un figurino.

***

(inizialmente pubblicato qui)

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