Arte Generativa

rizomaLa lotta con il caos non è altro che
lo strumento di una lotta più profonda contro l’opinione,
poiché è dall’opinione che provengono le sventure degli uomini.
Gilles Deleuze, Felix Guattari
Che cos’è filosofia

Le idee generano il mondo.
Non c’è altra lotta se non quella che contrappone coloro che delle idee vogliono fare una proprietà privata a coloro che considerano le idee un patrimonio collettivo di liberazione dell’umanità. Non esiste guerra al di fuori della liberazione o della coercizione della creatività umana.

L’Arte Generativa è il pensiero che pone la produzione creativa non come una conseguenza di un mondo pre-esistente, ma come la condizione necessaria di esistenza di quel mondo che noi oggi vediamo intorno a noi. L’immaginazione crea il mondo. Adamo immagina la propria mano germogliare dal braccio, e solo in quel momento la mano prende forma, come una creazione attiva di un pensiero artistico autonomo. Eva immagina la mela e il serpente, e questi la tradiscono, perché l’immaginazione si ritorce contro la realtà, dopo averla costituita. L’Arte Generativa è l’incantesimo materiale.

Non c’è autore perché l’autore stesso viene prodotto dal generarsi dell’opera. 

L’opera d’arte si genera entro un campo creativo probabilistico in cui si intersecano le molteplicità del mondo: l’occhio del fruitore e la mano dell’artista, il suono ambientale e le polveri del pavimento, l’interpretazione del critico e la sofferenza della madre dell’autore. Una volta generata, crea un suo proprio ambiente generativo, nel momento in cui modifica con la sua stessa esistenza l’occhio dello spettatore, la mano dell’artista, l’ambiente circostante, venendone a sua volta modificata. L’opera generativa è flusso, non punto, è macchina desiderante e non meccanismo autonomo.
Non è prodotto, è organismo producentesi producente.

Il mondo si divide tra chi possiede economicamente l’opera e chi ne viene posseduto, possedendola spiritualmente e carnalmente. La guerra del nostro tempo, come ogni guerra di ogni tempo, si basa sul possesso delle idee, sulla loro natura, ma soprattutto sulla loro liberazione. Il web è il linguaggio principale con il quale oggi combattiamo la liberazione della creatività, è il sentiero battuto (ma non ancora a sufficienza) per raggiungere la meta che i due opposti schieramenti si sono posti: rinchiudere la creatività dentro le mura del possesso, dell’io, dell’ego e dell’economia, oppure liberarne le forze creative, mettendole a disposizione di ogni mente, ogni uomo, ogni singolarità esistente, come un’opportunità.

Imprigionare l’immaginazione o permetterle di liberarci, liberandola?

Io sono schierato dalla parte di chi combatte per liberare l’immaginazione perché la mia coscienza, la mia persona, il mio pensiero non mi appartengono. Sono il frutto di macchine desideranti, flussi collettivi, campi magnetici e probabilistici che mi prevedono come una casualità necessaria e inevitabile, e come tale mi chiedono di essere flusso libero e non punto egotista.

Io sto dalla parte di chi vuol restituire all’intelligenza comune il suo primato sull’economia d’interesse personale.

L’Arte Generativa è l’immagine della creatività del nostro tempo.

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