Être de gauche: considerazioni su Tsipras

Sono un uomo di sinistra e non gioisco per il risultato elettorale in Grecia. 
Chiariamo però subito una cosa: Syriza mi piace, Tsipras mi convince, il mio malcontento non dipende assolutamente dall’entità politica che esce vittoriosa dalle elezioni politiche in Grecia. Il mio malcontento non nasce nemmeno dalla retorica di chi in Italia continua a ripetere che “qui non avremo mai un Tsipras” perché siamo pecoroni, perché non ce lo meritiamo o chissà per quale altro motivo.
Sono un uomo di sinistra e non gioisco perché la scelta in Grecia non è una scelta di sinistra.

Partiamo subito quindi da una disamina: che cosa significa “essere di sinistra”? 
Gilles Deleuze, nel suo meraviglioso Abécédaire, diceva che “essere di sinistra (être de gauche) significa essere minoritari”. Questa formula viene ulteriormente specificata dal filosofo francese: “Essere minoritari significa invertire la tendenza che proietta all’orizzonte la nostra individualità e portare invece l’orizzonte nella nostra individualità. Être de gauche significa partire dall’orizzonte, non da se stessi”. Ciò significa moltissime cose, e qui cerco di elencarne alcune: avere a cuore non l’interesse privato ma quello collettivo; “mettersi nei panni” del più debole; scommettere sui rapporti umani, non sui contratti; infine, come diceva un altro grande filosofo, cioè Günther Anders: “Considerare le generazioni future come fossero i miei vicini di casa”.

Essere minoritari perciò vuol dire spogliarci dell’individualità e diventare comunità. 
E come? Con un atto di fiducia nelle relazioni, nel collettivo, in ciò che ci accomuna, non in ciò che ci divide, non nei privilegi, non nei confini. Significa proiettare l’orizzonte dentro la nostra piccola dimensione individuale, significa allargarci, in ogni senso in cui possiamo farlo. Vuol dire metterci in ascolto, metterci al servizio e donarci, non venderci, non sopraffare, non rinchiuderci.

Perciò, io sono un uomo di sinistra (de gauche) scontento del risultato elettorale greco. 
Non per il risultato in sé! Sono scontento per le motivazioni che hanno portato a quel risultato e che, dal mio punto di vista, minano in partenza la possibilità di successo di un uomo genuinamente di sinistra come Tsipras. Spiegherò brevemente questo mio pessimismo e proverò a essere chiaro e conciso. Tutto ciò che ho detto sopra non può nascere come “risposta” a uno stato di cose esistente. Tutto ciò che ho esposto e citato non può né deve essere una “reazione” a una minaccia o a un bisogno. La sinistra è il contrario della reazione: la sinistra è azione e attività, è potenzialità e possibilità, di fare, pensare e dire. E la scelta greca è invece la “reazione” a qualche cosa che è avvenuto, a un ambiente, a una causa scatenante.

Se davvero il valore della sinistra è la libertà, beh, in Grecia non si è scelto liberamente. 
Per scelta libera intendo la possibilità di pensare un’alternativa slegata dall’ambiente circostante, dalle sue aberrazioni, dalle ingiustizie. Per scelta libera intendo la capacità di immaginare un modo completamente nuovo (“minoritario”) di intendere noi stessi, nel mondo e per il mondo. Intendo il cambiamento di un modo di pensare, non di un modo di fare commercio. Intendo una società che non si basi più sul “contrattualismo” (= sfiducia, protezione, confine), ma una società basata sulla relazione e sulla creatività libera, sulla possibilità di esprimere se stessi nel modo più libero e comunitario. Essere di sinistra non significa proteggere privilegi, significa eliminare i privilegi. Non significa ritornare a quando stavamo bene, significa cambiare totalmente la definizione di “stare bene” e cercare un nuovo modo per stare bene. Essere di sinistra significa non avere paura di perdere qualcosa perché so che, procedendo in avanti, perderò sicuramente qualcosa ma il guadagno sarà molto più grande.

La Grecia ha scelto Tsipras per paura. 
Stiamo parlando di una cultura familiarista, ortodossa, tradizionalista e conservatrice che ha sempre cercato questi valori e che oggi, a causa della perdita di alcuni privilegi, ha scelto di cambiare strada. Come il guidatore ubriaco che, per non incappare nuovamente nel vigile, prende un sentiero di montagna: non per amore del sentiero, ma per paura di una multa. E nel sentiero, ovviamente, si perde e si schianta. La Grecia non ha scelto Tsipras per una scelta “de gauche”, ma l’ha scelto per conservare e ritrovare privilegi perduti. L’elettore greco oggi si aspetta di trovarsi 200€ in più nelle tasche, non di veder mutare radicalmente il suo modo di stare in società. È la paura di perdere qualcosa di più che lo spinge a fare una scelta, non il desiderio di trasformare il mondo che lo circonda e, insieme a esso, anche se stesso! La scelta greca è un atto re-attivo, perché è una semplice risposta organica a una minaccia virale chiamata “neoliberismo” (fino alla crisi tranquillamente avallato da una società che ha navigato nella possibilità dell’indebitamento perpetuo, ndr).

La sinistra salverà il mondo solo se il mondo la sceglierà liberamente. 
Solo di fronte alla libera scelta di un mondo completamente e radicalmente diverso potremo salvarci dal baratro che ci attende. La scelta “reattiva” della Grecia porterà immediatamente a un paradosso: se Tsipras farà tutto ciò che ha promesso, il cittadino greco si opporrà perché non saprà accettare la trasformazione radicale della sua società individualista, monetaria e commerciale in una società solidale, sostenibile e umana, nella quale a un vantaggio corrisponderà inevitabilmente la perdita di qualche privilegio (culturale, religioso o burocratico); se invece Tsipras non farà tutto ciò che ha promesso, il cittadino greco lo esautorerà e darà il potere ancora più in fretta ad Alba Dorata (perché “ogni fascismo nasce da una rivoluzione fallita”, e sono convinto che Tsipras abbia in testa qualcosa di simile a una rivoluzione dai piedi d’argilla).

Essere di sinistra significa essere pronti a lasciarsi qualche cosa alle spalle. 
Per esempio: valori religiosi, privilegi economici, egocentrismi, individualismi. Guardiamoci noi, in Italia, saremmo pronti a fare questo? No, perché viviamo anche noi in una società familiarista e tradizionalista, e ciò che ci ha spinto a votare Renzi (“sinistra”?) sono stati gli 80€ in più nelle tasche. Nient’altro. E fino a che non sapremo compiere una libera scelta da popoli autodeterminati, allora cadremo nei micro e macro-fascismi di questo secolo, sempre pronti a sciacallare la carcassa di un progetto di sinistra fallito.
E la Grecia, purtroppo, si appresta a cadere in un macro-fascismo.
Ma non per colpa della Troika, virus maledetto del nostro tempo. Per colpa della propria refrattarietà a cambiare radicalmente la propria identità.

In conclusione. 
Così come la civiltà “è la capacità di rompere il circolo vizioso della vendetta”, sono convinto che la sinistra sia “la capacità di rompere il circolo vizioso del meccanismo azione-reazione”, di creare nuovi paradigmi sociali che non siano una “reazione” a ciò che esiste, ma che siano la libera scelta e la libera immaginazione di una comunità fatta di cervelli. Essere di sinistra significa avere l’ambizione di cambiare il mondo e noi stessi insieme al mondo, significa voler “divenire” qualcosa di completamente diverso, scegliendo liberamente e non per la paura di perdere qualcosa. Essere di sinistra porta con sé un ottimismo sfrenato, quasi utopico, ma che dobbiamo fare nostro nuovamente.
Senza questo, che sia la Grecia, l’Italia, la Germania o il pianeta Terra, non potremo mai uscire dall’impasse di civiltà che la nostra specie sta affrontando.

Spero che Tsipras e la Grecia sappiano smentirmi clamorosamente. 

PS: e smettetela di usare Tsipras come una marionetta dei finiti valori di sinistra, già il fatto di averlo iconizzato significa non aver capito alcunché di cosa significa “sinistra”.

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7 pensieri riguardo “Être de gauche: considerazioni su Tsipras

      1. Non è il peggio che c’era ieri a preoccuparmi, è tutto il meglio che ci stiamo perdendo che mi fa pensare al fatto che questo stato, tutto sommato, non è il migliore a cui possiamo ambire. Possiamo molto di più. Molto meglio.

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  1. vedo che ad utopia mi sei gemello…condivido con te la tua (bellissima) descrizione
    di come e cosa è di sinistra…per quanto riguarda Tsipras, ieri sentivo un pò i greci, alla radio, perchè guardo poco la TV e, nessuno ha espresso un pensiero di rinnovamento, erano tutti molto preoccupati di “riavere” le “cose”, la vita di prima della crisi, dunque non so,non riesco ad immaginarmi, quanto possa effettivamente, riuscire a fare,questo nuovo Governo. Temo che, anche con le migliori intenzioni, gli sarà difficile portare i greci, ad un pensiero che non sia non individualista.

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    1. ho sentito anche io varie dichiarazioni ed è proprio da quelle (anche prima delle elezioni) che ho iniziato a preoccuparmi. Staremo a vedere, ma i presupposti ricordano troppo esperienze precedenti che poi si sono inevitabilmente rivelate come il seme di un successivo fascismo.

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