Toc Toc

odinoA chi cerca le risposte in cielo io dico: ascoltate la terra sotto i piedi.
C’è un tale frastuono che imperversa tra gli intestini del pianeta, un passato che mai viene digerito e che di tanto in tanto si riversa come vomito sui fianchi delle montagne, tra le strade delle città, inondando paesini e popolazioni con la piccola follia dell’universo. Un tale marasma che si stratifica, come un demone che prende a spallate la porta di casa, che cerca di entrare, uscendo dal corpo, che cerca di sfondare la coltre di illusioni che la pace ci permette di intessere. Un tale caos di voci, vendette, innocenze, un tale inferno fatto di ipocondria, ira, rabbia, da mettere a soqquadro il ventre maledetto di questo mondo eternamente in pena.
A chi cerca di sfuggire a tutto ciò io dico: stanno arrivando.
Stanno arrivando le orde assassine che solcano gli invisibili torrenti che dal centro della Terra portano alle sue superfici, arrivano gli eserciti in groppa ai mostri di cui soltanto le leggende narrano, i mostri che hanno occhi dimenticati da generazioni, fauci che ancora assaporano il sangue dei nostri antenati, prima che tutto fosse obliato, sotterrato, rimosso. Stanno arrivando i padroni delle nostre terre e ci ruberanno ciò che ci siamo illusi di possedere, deprederanno ciò che è loro, razzieranno tutto quello che ci hanno soltanto lasciato in prestito, giusto il tempo di farci gustare un momento di libertà. Libertà fasulla, certo, solo quella che possiamo permetterci con la nostra stoltezza.
A chi resta in piedi in difesa della propria terra io dico: arrendetevi e lasciatevi abbrancare.
Lasciatevi abbrancare dai veri tiranni di questo piccolo sasso lanciato nello spazio, lasciate che i fantasmi risorgano e si riprendano ciò che appartiene loro, accogliete i demoni con grandi canti di paura, con banchetti di carne umana, con i boccali tracimanti del vostro stesso sangue, accoglieteli con una festa per la fine della civiltà perché loro stanno arrivando, gli eserciti infernali, e getteranno i dadi per rimescolare le carte, per cancellare tutto ciò che è stato fatto, scritto, pensato, compiuto, per far ricominciare tutto da zero, per dare un nuovo inizio e poi nascondersi, ancora una volta, sotto la sottile coltre delle superfici che non ci proteggeranno mai.
A chi inizia a sentire la paura io dico: tenetevi pronti a venire inghiottiti dalla terra.
A diventare fantasmi, spettri, soldati dell’inferno di domani. Tenetevi pronti a trasformarvi in quella stessa paura, a diventare identici ai vostri carnefici, ai vostri demoni, per poi ritornare negli antri bui della profondità, a dormire, in attesa che una nuova occasione giunga.
Una nuova occasione per bussare alla porta della casa d’altri.

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2 pensieri su “Toc Toc”

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