Il buco del culo

Schermata 2015-04-07 alle 14.41.30Un tale si svegliò di soprassalto. Il letto era caldo. Le lenzuola madide. Il soffitto arcigno. Le mura stringevano i fianchi. La notte era ancora alta. Il tizio si tastò la faccia. Le mani tremavano. Il cielo grugniva. Il pavimento era irraggiungibile. Il vicino sognava urlando. La mano giunse al collo. Pulsava senza sosta. Il cuore pompava inquietudine. La finestra osservava. Il tizio si alzò. Precipitò sul pavimento con un tonfo sordo. Il bagno lo chiamava. Corse senza guardarsi. Lo specchio lo ignorò. Si sedette sul water. Il buco del culo non c’era.

Oggi è oggi. Il lavoro lo opprime. Il caffè ristora. Nel portafoglio manca l’euro. La bestemmia vola in corridoio. Il tale torna nel cubicolo. Le cartelle lo deridono. I colleghi parlano di fica. Il tizio siede in silenzio. Il condizionatore scoreggia. Il mondo lo prende in giro. Stamattina ha cacato dalla schiena. Rimette ordine tra le penne. La motivazione evapora. Il capo strabuzza gli occhi. La giacca è macchiata di marrone. Le parole volano pesanti. Il silenzio giunge in risposta. La vergogna gli fa tremare le cosce. La carta igienica non arrivava alla schiena. Il problema va risolto. Il licenziamento minacciato.

La mattina gli piove in faccia. Lui insulta lo specchio. Lo specchio insulta lui. Stamattina il buco è sul gomito. Il gomito almeno non si può leccare. Fuori c’è canicola. La manica corta è da sconsigliarsi. S’inginocchia sul water. Porge il braccio a 90 gradi. Spinge forte. Il muro si volta. Il tale caca dal gomito. Ancora un giorno impossibile. Si chiede quale dottore lo ascolterà. Ieri il buco del culo sulla schiena. Ieri l’altro il buco del culo sotto il piede. Domani il buco del culo chissà dove. Fuori il sole fa esibizionismo. Le otto si avvicinano. Con questo caldo la manica è insopportabile. Ma la gente gli guarderà il gomito. Come potrebbe spiegarlo? Un maglione va indossato. La manica copre il buco. Questa volta è pulito bene. Il lavoro aspetta.

Giorno fatale. Distese di luce cittadina. Scorribande di visibilità fastidiosa. Il tizio si sveglia quieto. Per la prima volta da settimane. La mano cerca l’incercabile. Niente sulla spalla. Nemmeno sulle mani. Avambracci a posto. La stanza freme di attesa. Il monolocale ride sotto i baffi. Il vicino guarda la tv. Niente sul collo. Nemmeno sul petto. La speranza cresce. L’incubo potrebbe essere finito. Domani festa grande. Offro da bere a tutti. Fanculo a chi ha fatto sto scherzo. Dio rotola sul pavimento. La Madonna accanto si tiene la pancia dal ridere. Gesù sbraita insieme al destino. Niente sulla gamba. Nemmeno sulla coscia. I piedi sono puliti. Il buco del culo potrebbe essere tornato al suo posto. Il pavimento sembra accogliente. Alzarsi non sembra la solita tortura. Metto i pantaloni belli stamattina. Metto la cravatta. Lo specchio ignora il tale. Il tale ignora lo specchio. La camicia bianca non sembra fuori luogo. Eccomi mondo, eccomi nuovo di zecca. Non mi scappa da cacare. Il culo è tornato al culo.

La corda pende dal ponte. Il sole proietta l’ombra sul fiume. Non c’è buco sulla corda. Non c’è buco nell’acqua. Ma c’è un buco fuori posto. Il tale pende strozzato. Non è ancora morto. Gente gli urla di ripensarci. L’ironia fa le valigie e se ne va. La gente ride ancora. La gravità uccide il tale. La gente non sa trattenersi. Il capo non lo vede arrivare. Il licenziamento giunge irreprensibile. I colleghi parlano di fica. La gente urla che non è nulla. La televisione lo rincorre con l’obiettivo. La gente minimizza ma ride. I giornalisti si accalcano. Dio smette di ridere un momento. Gesù pensa che stavolta l’hanno fatta grossa. Il destino continua a ridere. La trachea si rompe. Nessun buco sulla gola. Le scarpe sembrano un pendolo. Il tale muore con una domanda in testa. La città riprende il suo tram-tram. La domanda abbandona la testa della vittima. Gli obiettivi scattano. Le telecamere riprendono. La gente si stanca e se ne va. Il capo licenzia. Il tale muore con un buco del culo sulla fronte. E tutto sembra tornato normale.

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Un pensiero riguardo “Il buco del culo

  1. ho iniziato a leggere pensando che non avrei finito e invece no; i punti frequenti danno la giusta confusione e chiarezza insieme alla situazione paradossale che risulta originale e interessante fino all’ ultimo buco!
    Grazie e complimenti da un tuo seguace!

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