5 motivi per leggere (e 5 per non) il Pasto Nudo

5 motivi per leggere “Pasto Nudo

1) Maometto? Vuoi scherzare? È un’invenzione della Camera di Commercio della Mecca. Un pubblicitario egiziano rovinato a forza di bere ha scritto il copione.” – Pasto Nudo è uno di quegli interstizi mentali nei quali ci si ritrova a non prendere sul serio alcunché, perché l’allucinazione ci impegna troppo. Non si tratta di satira né di humour nero. Non è comicità e non è commedia. Pasto Nudo è la risata finale, quella del “morire dal ridere”, perché di risata si può schiattare. Pasto Nudo è la nudità del riso, quel gorgogliare inesausto delle budella quando qualcosa di grottesco si sveste davanti ai vostri occhi. Se volete sapere che cos’è davvero la risata, pura, priva di sovrastrutture, allora leggetelo.

2) “Il Marinaio toccò la porta con delicatezza, seguendone gli intagli di quercia verniciata con gesto lento, lasciando tenui spire iridescenti di melma. Il suo braccio ci passò in mezzo fino al gomito. Tirò un catenaccio interno e si fece da parte per permettere al ragazzo di entrare.” – L’allucinazione è un ottimo narratore. L’allucinato è il personaggio, è lo schizofrenico che passeggia e in questo modo crea storia. L’allucinazione sta attenta al dettaglio, sviluppa una visione periferica che altrimenti la coscienza lascerebbe sfumare nella disattenzione. L’allucinazione non si concentra, al contrario dell’autore, l’allucinazione si diluisce nella Figura, lasciando morire l’immagine: restituisce autenticità, non virtualità. E in questo modo l’allucinazione è onesta. Se volete sapere che cosa significa “narrazione pura”, allora leggetelo.

3) “Come mai i tossici non diventano schizofrenici? Non lo so ancora. Uno schizofrenico può ignorare la fame e arrivare a morire se non gli danno da mangiare. Ma nessuno può ignorare l’astinenza da eroina. La realtà della tossicodipendenza impone il contatto.” – Pasto Nudo è uno studio, prima di tutto. Bill Burroughs annota confusamente le proprie impressioni degli effetti che la droga ha sul sé. Burroughs era pagato da Harvard per studiare gli effetti di ogni sostanza stupefacente esistente sul suo corpo, era un laboratorio ambulante e scrivente, un laboratorio di pelle e carne e ossa. Burroughs diviene l’effetto stesso delle droghe, Pasto Nudo è forse la conseguenza più eclatante e straordinaria di quella stupefazione. Pasto Nudo narra la verità della tossicodipendenza perché non è un uomo a parlare, a scrivere, è la droga stessa che lo fa. Se volete sapere alla perfezione che voce ha la LSD6, allora leggetelo.

4) “Il cesso è chiuso a chiave da tre ore buone… Mi sa che lo stanno usando come sala operatoria… INFERMIERA: Dottore, non sento il polso. DOTTOR BENWAY: Forse ce l’ha nella passera in un copridito. INFERMIERA: Adrenalina, dottore?” – Delirare il mondo, delirare una stanza, delirare le superfici. Il delirio è la decontestualizzazione del mondo in sé e per sé. Si va dall’usare una scarpa come posacenere fino a raffigurare una vagina come bocca di un pesce appena pescato. Pasto Nudo è l’immagine glabra del delirio, priva di sovrastrutture culturali, tecniche, patriarcali. Ancora una volta, l’allucinazione la fa da padrona, non lascia scampo alla logica e alla razionalità perché parla attraverso il delirio. “Che cos’è quello?” e dove la ragione risponde: “un volto!” il delirio urla più forte: “Una mappa! È una maledetta mappa del Missouri!”. Se volete sapere precisamente come (non) pensa un uomo che delira il mondo, allora leggetelo.

5) “Il Verbo è diviso in unità che dovrebbero formare un pezzo unico ed essere prese come tali, ma i pezzi si possono prendere in un ordine qualsiasi essendo legati davanti e dietro, dentro e fuori, a poppa e a prua come un interessante composizione sessuale.” – La sfida lanciata a dio parte da Achab e finisce al Pasto Nudo, un urlo che attraversa la letteratura americana dai mari di Moby Dick fino ai fiumi di droga di Burroughs e dei suoi personaggi alienati e alieni. Non c’è dio che tenga, non c’è dio che resista, tutti gli dei vengono immolati al dissacrato altare del delirio. Tra le pagine di Burroughs c’è un presidente Schreber che urla: “Quant’è bello urlare a dio che vada a farsi fottere”, mentre Freud lo rincorre con le icone dei santi per esorcizzarlo in fretta. Ma Burroughs non ha il suo Freud alle calcagna, lui si rintana in una catapecchia nel deserto e diviene allucinazione, delira il mondo e il cosmo, prende dio per il bavero e gli sussurra: “Che ne dici? Ce la facciamo una dose insieme?”. Se volete conoscere quali sono le dipendenze di dio, allora leggetelo.

5 motivi per NON leggere “Pasto Nudo“. 

1) Se avete lo stomaco debole, allora NON leggetelo.

2) Se vi fidate dell’autore e non vi fidate della catastrofe, allora NON leggetelo.

3) Se credete che il libro sia il prodotto commerciale di una mente dalla logica sopraffina, allora NON leggetelo.

4) Se siete convinti che il delirio sia una malattia, che lo schizofrenico non abbia nulla da raccontare, che il tossico vada debellato, allora NON leggetelo.

5) Se leggendo i 5 motivi per leggere “Pasto Nudo” avete per un solo momento alzato gli occhi al cielo, storto il naso, pensato “ma questo è fuori”, sussurrato “ma che schifo”, urlato “oh, buon dio!”, allora NON leggetelo.

Se avete voglia di guarire dai 5 punti sopra riportati, allora leggetelo.

 *Qui trovate il libro e QUI trovate il film diretto da Cronenberg. *

copert

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