Dresda-Trafalmadore, sola andata

C’è Billy Pilgrim dentro una gabbia da cui osserva un pianeta alieno. Poi c’è Kurt Vonnegut dentro una gabbia da cui osserva una città rasa al suolo dalla codardia degli uomini. Chi l’avrebbe mai detto che questi due eventi lontani nello spazio e nel tempo avrebbero trovato posto in una stessa storia?
Billy Pilgrim viaggia nel tempo e nello spazio in cerca di un sentiero da seguire. Trova Adamo ed Eva dentro gli stivali di un soldato impazzito, vede la propria madre oltre lo specchio del cosmo infranto, desidera una normalità che non è mai disegnata su misura. Kurt Vonnegut scrive articoli per il Chicago City News Bureau, accudisce il figlio autistico e ripensa a Dresda, alle madri di Dresda, ai bambini di Dresda brasati con un colpo di bomba e fuoco di fronte ai suoi occhi di prigioniero. E Pilgrim e Vonnegut diventano vecchi e poi giovani, vedono nascite e morti, sentono la compassione universale per ogni vita sprecata e la narrano con gli occhi lucidi e pieni di speranza. La sentono, la vita che sta dietro ogni briciola, la narrano, la vedono dal mattatoio trasformato in cella di testimonianza.
E in quel momento, Kurt Vonnegut diviene Billy Pilgrim, si trasforma e viaggia per un fugace istante oltre i confini umani, conosce i trafalmadoriani, conversa con quelle creature strane e così diverse, desidera che tutto quanto ha visto non sia mai accaduto.
E in quel momento Billy Pilgrim diviene Kurt Vonnegut, con tutto il peso della realtà e della storia, con ogni singola cellula abbrancata a un mondo che nessuno vorrebbe mai come proprio, un mondo in cui tutti si sentono un po’ alieni, un’epoca in cui tutti si sentono un po’ fuori posto.
C’è Kurt Pilgrim e c’è Billy Vonnegut. Camminano lungo un sentiero che li porta lontano dalla guerra e persino dietro la carne del carnefice più spietato riescono a vedere un uomo, una vita, un’anima. Persino dietro la peggior carcassa umana ecco un trafalmadoriano che se la ride di gusto sotto i baffi che non ha. Oltre lo spazio e oltre il tempo Billy Vonnegut ritrova questo spazio e questo tempo. E in questo tempo, in questo spazio, Kurt Pilgrim rivede Trafalmadore oltre lo spaziotempo, dietro il tempospazio.
Quando torna a casa tutto intero, sa che sotto la pelle di ogni uomo c’è una vita che pulsa e che non se ne sta ferma al qui e ora. Una vita che scalpita, che sa viaggiare, che ci rimette tutti nelle mani della storia da cui ogni nostra cellula proviene. Siamo la guerra, siamo la pace, siamo la fine e siamo l’inizio.
Nel giardino delle giraffe venne la notte, e Billy Pilgrim dormì senza sognare per un po’, poi riprese a viaggiare nel tempo. 

mattatotio-n5

Questo è il mio “Mattatoio n.5

QUI trovi anche la riduzione cinematografica.

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