La vergogna prometeica: Günther Anders e la paura del presente

La filosofia è invenzione di concetti.
E non esiste concetto più utile alla nostra epoca di quello coniato da Günther Anders: la “vergogna prometeica“.
La leggenda di Prometeo narra di come l’uomo, dopo la sua creazione priva di possibilità di sopravvivenza (a differenza delle altre fiere egli non aveva artigli, né armi naturali), fosse stato aiutato da Prometeo il quale, dopo aver trafugato il fuoco della conoscenza dalla casa di Zeus, lo consegnò all’umanità che da quel momento ebbe la capacità di discernere il bene dal male, ma soprattutto di manipolare la natura per la propria sopravvivenza, sottomettendola all’intelletto: in poche parole, di fare τέχνη, ovvero tecnica.
In questa metafisica della tecnologia, la macchina è separata dal corpo, la cultura dalla natura, e tutto ciò porta inevitabilmente al veloce perfezionamento delle tecnologie a discapito del lento cambiamento dell’uomo stesso che, nell’epoca odierna, si trova a dover fare i conti con la perfezione delle proprie creazioni e all’imperfezione della biologia che lo contraddistingue. Calcolatori perfetti contro una mente più lenta, macchine ultrapotenti di fronte alla fragilità del corpo. L’uomo si vergogna della propria insufficienza al cospetto della straripante perfezione delle macchine che costruisce. La cultura supera la natura, come dice Anders.
Per questo, Anders parla della grande paura del presente: le macchine prendono il sopravvento sull’anima dell’uomo, sulla sua libertà, sulla sua azione.

Voi che cosa ne pensate?

Per approfondire:
G.Anders, “L’uomo è antiquato – Vol.1”: http://amzn.to/1IlZ7Gk 
G. Anders, “L’uomo è antiquato – Vol.2”: http://amzn.to/1xWKg5k
G.Anders, “Diario di Hiroshima e Nagasaki, un testamento intellettuale”: http://amzn.to/1OZ4oH0
F.Lolli, “Günther Anders”: http://amzn.to/1OZ4oXK

Advertisements

4 pensieri su “La vergogna prometeica: Günther Anders e la paura del presente”

  1. Teniamo conto della provata tendenza della natura ad evolversi proprio come un organismo biologico (sviluppo frattale, autoreplicazione, collegamenti identici a quelli sinapsici, eccetto -per ora- nel numero) : a mio parere il futuro ci riserverà una doppia corsia. Da una parte, l’intergrazione a livello profondo tra uomo e macchina (Human enhancment, vedi i primi cyborg come Neil Harbisson http://www.ted.com/talks/neil_harbisson_i_listen_to_color?language=it ), dall’altra, lo sviluppo di intelligenze artificiali autonome, i cui interessi andranno inevitabilmente a collidere con i nostri.
    Siamo già dipendenti dalla tecnologia, e lo siamo fin da quando usavamo i coltelli per procacciarci il cibo: cominciamo solo adesso ad accorgercene poichè da una parte sta fisicamente diventando una parte di noi, dall’altra essa sta lentamente staccandosi dal nostro controllo.

    Mi piace

    1. Perdonami ma temo di dover dissentire sul rischio della IA che si ribella all’uomo, in quanto qualsiasi sistema informatico viene programmato da esseri umani per cui può immediatamente limitare tali rischi.

      Mi piace

      1. Quando riusciremo a creare IA complesse quanto il cervello umano, ed oltre, non sarà più così facile: esse sapranno pensare e autoreplicarsi, oltre che superarci in tutte le classiche mansioni di calcolo.
        Il problema principale è che lo sviluppo tecnologico è esponenzialmente più rapido di quello biologico: le nostre sinapsi a basso voltaggio si troveranno ben presto dietro i transistor.
        A riguardo: http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/01/14/news/intelligenza_artificiale_va_regolata_l_appello_firmato_anche_da_hawking_e_musk-104916286/

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...