La strana rivoluzione

Chissà come ci ricorderà la storia.
Già l’hanno chiamata in molti modi, la nostra piccola rivoluzione. “La rivolta della Merda”, come la ricordano i più maligni. Altri, meno cinici, l’hanno denominata “La ribellione senza senso”. Ma nei libri di storia credo la chiameranno “La strana rivoluzione” perché ai telegiornali e sui quotidiani è quello il nome che le hanno dato.
Strana. Vorrei vedere voi nella nostra situazione. E non guardatemi con gli occhi strabuzzati, lo so che il nostro re era un illuminato, era uno che sembrava avere in mano tutte le carte giuste per far brillare la nostra civiltà. Lo so, il nostro era il regno con il più alto tasso di crescita economica d’Occidente perché le tasse erano le più basse del mondo e industria, commercio e turismo fiorivano di giorno in giorno. Lo so, non occorre che ci ripetiate quanto siamo stati scemi a rovesciare re Fernando. Lo sappiamo che non avremo mai un sovrano più grande di lui.
Però, insomma, vorrei aver visto voi al posto mio. Sì, proprio te che leggi le pagine del quotidiano che titola “La rivoluzione degli scemi” e si chiede quanto bisogna esser mentecatti a fare una rivoluzione quando le cose vanno così bene. Ma tu, mio caro, al posto mio avresti fatto la stessa cosa.
Come ti sentiresti se abitassi in Via dello Sterco? Staresti così bene? E se la festa della tua città si dovesse tenere in Piazza Letame? E se l’ufficio dove lavori fosse ubicato in Viale Diarrea? Come ti sentiresti? Saresti ancora così contento del PIL a +8,5%? Saresti ancora contento del tuo stipendio d’oro, della moglie brillante e sexy, dei figli intelligenti? Se abitassi in Contrà Cacarella non vorresti fare di tutto per cambiare?
Però, non puoi cambiare perché il tuo illuminato sovrano, tra tutti i difetti che il buon dio poteva affibbiargli, l’aveva fornito non solo di un particolare senso dell’umorismo, ma anche di un’insana ammirazione per l’escremento. E se all’inizio del suo regno avevamo chiuso un occhio, perché in fondo eravamo usciti da poco da una crisi economica e ci interessava solo star meglio, con il passare del tempo la gente si è stufata di compilare cartoline indirizzate a tuo fratello che abita in Piazza Coprofagia, lettere ricevute al numero trentadue di Strada delle Cacche! E avete un bel dire voi: “Che idioti, si stavano arricchendo e hanno buttato tutto nel cesso”, ma non sapete che mia sorella, manager di un’azienda multimiliardaria, abita in Via del Cesso Intasato! E tutto questo per il capriccio di un re burlone, ma anche un po’ demente?
Nessuno può dire che non ci abbiamo provato a fargli cambiare idea. Dopo che il boom economico era diventato realtà abbiamo proposto petizioni, disegni di legge, referendum, ma niente! Il suo potere decisionale sulla denominazione dei luoghi del regno era prerogativa alla quale non voleva rinunciare. E così, il Palazzo Reale divenne Palazzo Scacazzo. E la capitale del nostro regno venne ribattezzata Merdopoli. E il nostro stesso regno, il cui nome reale ora verrà finalmente riportato all’origine, fu chiamato Sterconia.
E pensate a tutti i popoli che se la ridevano sotto i baffi ogniqualvolta la pagina economica annunciava: “Sterconia cresce del quindici percento!” Come potevamo sopportare di non essere presi sul serio? “Il re di Sterconia emette una nuova moneta: il Letamino, il cui cambio col dollaro è…” Come si poteva continuare così? “Sterconia si candida per le Olimpiadi: sarà la città di Caccazia a ospitare…” Tutto ciò doveva terminare!
Così, eccoci qua. Abbiamo decapitato il re, sua moglie, i tre figli, pure quello di sei mesi, sì. Forse abbiamo esagerato. Abbiamo trucidato ogni membro della famiglia reale: donne, zii, nonni e bambini. Loro chiedevano pietà, ma noi avevamo solo la merda nella testa, non riuscivamo a pensare che alla merda: merda dappertutto, avevano riempito la nostra terra di merda e non potevamo perdonarli. “Ma che c’entrano i bambini?” chiedevano. E noi rispondevamo che non si poteva rischiare di tenere in vita un potenziale merdaiolo, così Zac! via la testa all’infante. La “Rivoluzione Strana”, così verrà chiamata. Ma la gente continuerà a chiamarla “La Rivolta degli Stitici”.
Eh sì. Fin quando ho abitato in Viale Diarrea non riuscivo più a evacuare in santa pace. E come me, il 78% della popolazione di Sterconia. Tutto questo doveva finire.
Potete pure chiamarla come volete: “Ribellione dei Dementi”, ma anche peggio, non me ne importa nulla. Ora che il re e tutta la sua famiglia sono stati fatti secchi, io caco che è una meraviglia.
Ora, se volete scusarmi, ho un appuntamento con il gabinetto.

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