Togliete la penna a Jonathan Franzen

Chi si è stancato degli scrittori che usano le storie con l’obiettivo di impartire lezioni alzi la mano. Ma come? Pensavo foste molti di più!
Eppure c’è stato un tempo in cui lo scrittore era l’ultimo degli arrivati: non un Maestro giunto dall’empireo, non un Illuminato venuto per trarci da questo magma, ma un semplice disadattato che aveva bisogno di riordinare le idee e il cui unico modo di farlo era la scrittura. Ne abbiamo avuti di poveracci che hanno dato alla luce capolavori, soprattutto negli Stati Uniti degli ultimi settant’anni: Carver, Faulkner, Burroughs, McCarthy! Ne abbiamo avute di persone normali che hanno scritto storie con la sola velleità di raccontare, perciò di imparare dai propri personaggi, di maturare vivendo gli eventi narrati, di crescere insieme alle storie che stavano scrivendo.
Quindi, sì, per favore, togliete la penna dalle mani di Jonathan Franzen.
puritiPurity, il suo ultimo romanzo, trasuda moralismo e sembra scritto da un giudice ideologico con l’indice ben puntato verso tutti i “mostri” del nostro tempo: l’emancipazione sessuale, internet e la guerra-al-terrore. Franzen (non) racconta la storia di una giovane ragazza carina che vuole sfuggire all’ombra paterna rifugiandosi nei pantaloni di altrettanti uomini maturi (uffa?). Franzen (non) racconta la storia della caricatura di Julian Assange, ma anche di Snowden, ma anche dell’ultimo dei pericoli informatici che vi può venire in mente, tutti cristallizzati dentro un personaggio che non ha niente di credibile, tutto di detestabile. Franzen (non) racconta il mostro Google, sotto false spoglie, che ci priva della libertà di pensiero (sic!), della possibilità di comunicare, delle tutte-quelle-cose-che-ci-stanno-bene-dentro-il-predicozzo-di-un-antimodernista-convinto.
Insomma, Jonathan Franzen (non) racconta.
Franzen trasmette un messaggio, come se i suoi personaggi fossero dei postini e sui loro dialoghi ci fosse stampato il vostro indirizzo di casa. I personaggi non parlano, spediscono cartoline dai luoghi esotici dell’indignazione dell’autore. Gli eventi non esistono, sono cassette della posta in cui trovare la lettera di benvenuto nelle oscure fobie dello scrittore.
Franzen impartisce una lezione, come se il lettore fosse un mentecatto la cui mente è obnubilata da qualche stregoneria, la quale di volta in volta prende la forma dell’obiettivo critico di Franzen stesso: Google, il sesso, i ggggiovani, i politici, mancano solo le SCIE KIMMIKE.
Franzen s’innalza a giudice dell’universo, anche se il suo è un universo mal compreso, ristretto, chiuso dentro convinzioni più che aperto alle possibilità. In Purity c’è solo la voce pervasiva di Franzen, l’odore di colonia di Franzen, il sudore sotto le ascelle di Franzen, lo spuntino di metà scrittura di Franzen, le idee sopra i massimi sistemi di Franzen.
Se oggi Franzen ha così tanto successo è probabilmente perché cavalca quella cosa che egli stesso denuncia: la mancanza di una direzione per le persone. Solo che non è Google a rincoglionire ancora di più la gente e ad approfittare di questa assenza pesante, ma è proprio Jonathan Franzen.
Non abbiamo bisogno di Maestri a caccia di adepti, abbiamo bisogno di disperati in cerca di domande. Non abbiamo bisogno di lezioni sull’universo ma di storie raccontate. La prossima volta che entrate in libreria, fatemi un favore: saltate a pié pari lo scaffale con Purity o Le Correzioni, passate direttamente a Mentre Morivo di Faulkner, Infinite Jest di Wallace oppure L’uomo che cade di DeLillo.
Saltate l’illuminato e leggete il narratore. Lui ne sa sempre meno di voi, soprattutto delle storie che racconta.

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Un pensiero riguardo “Togliete la penna a Jonathan Franzen

  1. Ciao.
    Non conosco Purity, presumo che non sia ancora disponibile in italiano. Non capisco l’accenno a Le correzioni che ho molto volentieri. Mi è piaciuto annegare nella sua prosa bulimica, tornare sulle pagine lette a rileggere soluzioni stuzzicose, paragoni a cui non avrei mai pensato. Si sarà montato la testa?
    Un caro saluto.
    alessandro

    Mi piace

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