L’unica tattica dell’ISIS

Il nuovo attentato a Londra è l’ennesimo favore a Theresa May e a coloro che preferiscono un’Europa non cooperante.
 
Mi sembra incredibile che non vi sia ancora chiaro che l’ISIS, a corto di finanziamenti e risorse, sta puntando a obiettivi che destabilizzino la cooperazione europea, vero motore del benessere in cui abbiamo versato negli ultimi 40 anni. Tre attentati a Londra dopo l’annuncio delle elezioni anticipate in Inghilterra, per rafforzare la percezione dell’insicurezza e rinsaldare il consenso nei confronti di chi urla alla pancia delle persone: “Io chiuderò le frontiere, ci isoleremo nell’autarchia, non abbiamo bisogno di nessuno!”
 
L’ISIS attacca la relazione tra nazioni nel modo più subdolo (ed efficace, a guardare i risultati), sapendo che l’unica possibilità di sconfiggere il fondamentalismo nel mondo è attraverso una solida cooperazione tra stati. L’ISIS vuole che sia Theresa May a governare (e ci aveva provato anche in Francia prima delle elezioni) perché l’isolazionismo è l’unica politica internazionale che favorirebbe la crescita del fenomeno, oltre che danneggiare la reciproca fiducia che si è andata faticosamente creandosi negli ultimi decenni.
 
L’ISIS ha compreso che l’unica cosa che può disturbare l’elefante europeo è un parassita minuscolo che lo spinga ad autodistruggersi, attivando meccanismi apparentemente difensivi che si riveleranno per ciò che sono in realtà: un suicidio.
Invito a riascoltare il mio video di qualche giorno fa, QUI.
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