ATENE-GONDOR: sola andata

“Mai più alle mie orecchie risuoni la lingua di coloro che in Alqualondë hanno sterminato i miei consanguinei! Né sia più pubblicamente parlata nel mio regno, finché io sieda su questo trono. Tutti i Sindar devono essere informati del mio ordine di non usare la favella dei Noldor né di rispondere a chi con essa si rivolga loro. E chiunque vi faccia ricorso, sarà considerato fratricida e traditore impenitente.” 
Il Silmarillion 

Perché l’uomo crea mitologie?
Nell’epoca del neorealismo, la risposta appare sempre facile: perché egli ama falsificare la realtà, trovandola troppo “greve”, pesante e… reale. Perciò, l’uomo tenta di evaderla, producendo storie che lo facciano sentire più al sicuro.

Questa concezione del mito e della fiaba è figlia di un secolo che ha cercato di svalutare in modo deciso il ruolo che l’immaginazione gioca nella conoscenza che l’uomo ha del mondo circostante. Immaginiamo per sollevare noi stessi dalla realtà inaccettabile, dai fatti concreti, e così inventiamo storie per stare meglio e per crearci un mondo fatato.

Per Tolkien le cose non stanno però così. 
Egli lavora tutta la vita alla costruzione di un mondo vasto e concreto, che non sollevi l’uomo dalle responsabilità che ha nei confronti della realtà, ma che gli permetta di affrontarle in modo più consapevole e concreto. Tolkien racconta un mondo che non sta oltre il mondo, ma che sta nelle sue pieghe, tra gli interstizi nei quali anche noi ci troviamo invischiati. E la sua mitologia non tenta di falsificare il mondo, ma racconta una prospettiva più ampia, più ricca, con la quale affacciarsi alla realtà di tutti i giorni.

Insomma, la mitologia non è il movimento che ci solleva dalla realtà, ma un sentiero alternativo per giungere ad essa, dopo un lungo viaggio sui fianchi di Monte Fato, oppure dopo una travagliata navigazione nel mare che separa la Terra di Mezzo da Valinor. La mitologia non è una storia che ci narra le avventure fantastiche di Ulisse, mentre affronta ciclopi o discende negli inferi, ma è il linguaggio che ci dà gli strumenti per realizzare i nostri desideri nell’unico mondo che abbiamo a disposizione: quello nel quale molti uomini hanno prodotto mitologie per vincere la Realtà.

Con questo spirito nasce “Atene-Gondor: sola andata”, il mio nuovo seminario residenziale che si terrà nel weekend del 26-27-28 gennaio 2018 presso l’ex monastero di San Salvaro, a Urbana (PD). Due giorni tra conferenze e workshop a tema tolkeniano, per sviscerare la reale funzione della mitologia nella filosofia occidentale e nella narrativa contemporanea. I 20 partecipanti al seminario saranno ospiti del bellissimo Ostello San Salvaro e verranno coinvolti in momenti di lezione, di attività e di gioco, vivendo l’atmosfera conviviale e divertente dei miei seminari residenziali!

La quota di partecipazione per il seminario è di 175 euro, vitto e alloggio inclusi per l’intero weekend, e i posti a disposizione sono solo 20 (ma alcuni sono già stati prenotati dai partecipanti a precedenti seminari, quindi ne restano già non molti)! Per prenotare il tuo posto, scrivi una mail ad accademiaorwell@gmail.com e riceverai l’intero programma del seminario.

Vi aspetto per un viaggio straordinario: da Atene a Gondor, passando per San Salvaro! 😉

“Lontan sui monti fumidi e gelati | in antri fondi, oscuri, desolati, | prima che sorga il sol dobbiamo andare | a riaver l’arpe e l’oro a noi strappati.” 

flyer_atenegondor

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