MARTEDÌ SBERLE: Consolazioni (con)Temporanee

Mercoledì 6 giugno esce in tutte le librerie il mio nuovo libro “Elogio dell’idiozia”. QUI puoi acquistare la tua copia. A QUESTO link trovi tutti gli eventi di presentazione delle prossime settimane (MILANO, SCHIO, TORINO e altre tappe).
***

Ti piacerebbe poter dire che ogni tua decisione, ogni scelta, ogni aspetto della tua vita è in realtà determinato da qualche cosa su cui non avevi potere, vero? Soprattutto le cose brutte della vita: le colpe, le decisioni sbagliate, le stronzate commesse, le idee malsane e nutrite per lungo tempo. Quello non ero io, quello era un altro, le circostanze mi ci hanno costretto, ora sono diverso, adesso e non prima sono padrone della mia vita. E poi, quando commetti l’ennesima cazzata il gioco ricomincia.
“L’idiota è sempre un altro” vale soprattutto per sé: quando commetto una cosa imbecille e ripenso a quello che ho fatto il mio sistema di autodifesa tratta colui che ha compiuto quell’atto come se fosse altro da me. Ora sono diverso significa: in quel momento ero posseduto, non ero in me, le condizioni che mi muovevano mi rendevano schiavo di potenze aliene. Ora mi sono liberato, ora che non sono più idiota posso guardarmi indietro e dire che adesso sono davvero io.
Ma le cose non sono così semplici ed è facile aggrapparsi al determinismo quando fa comodo, ovvero a concepire se stessi come “mossi” da forze a noi esterne solo quando questo ci consola, mentre ci consideriamo liberi soltanto quando facciamo qualcosa di buono. È facile considerarsi vittime delle proprie azioni più nefaste e autori di quelle più nobili e positive. Ma questa è solo una consolazione (con)temporanea, un momento storico nel quale il determinismo viene usato a piacimento per giustificare il fatto che portiamo sempre con noi tanto i nostri vizi quanto i nostri pregi.
Il determinismo non si può adottare a piacimento. Se ci consideriamo vittime di quello che di orribile commettiamo, pensiamo, desideriamo, allo stesso modo siamo vittime di quello che di buono facciamo. Se non abbiamo liberamente scelto di imboccare quella strada maledetta allora non abbiamo liberamente scelto di intraprendere la strada che così tante soddisfazioni ci ha portato. Se siamo stati posseduti da quelle idee stupide e pericolose, se non abbiamo davvero scelto di pensare quelle cose ma siamo stati in qualche modo manipolati nel pensarle, allora siamo stati posseduti anche dalle idee di cui andiamo orgogliosi (e che diventeranno oggetto di rifiuto quando poi le cambieremo, come i vestiti dopo una corsa). Se siamo marionette di chissà quale funesto demiurgo, lo siamo sempre e non solo quando ci piace esserlo.
La volontarietà non si può adottare a piacimento. Se vogliamo mostrare a tutti che siamo liberi di compiere gli atti per i quali andiamo orgogliosi dobbiamo considerarci liberi anche quando compiamo scelte stupide e imbecilli. Se vogliamo essere considerati responsabili degli atti edificanti di cui ci sentiamo autori allora dobbiamo essere considerati responsabili anche dei delitti di cui ci macchiamo. Se esprimiamo la nostra volontà attraverso le idee che ci rendono migliori dobbiamo ammettere che la nostra stessa volontà di esprime quando siamo convinti di idee malsane e pericolose. Se vogliamo che la nostra personalità si realizzi in quel particolare pensiero che sentiamo di aver liberamente intessuto, non possiamo nasconderci di fronte al fatto secondo cui anche quel pensiero che in passato abbiamo nutrito e che oggi ci fa ribrezzo era manifestazione della nostra personalità e libertà. Se siamo f-autori di quello che facciamo, lo siamo sempre e non solo quando ci piace esserlo.
Tra determinismo e libertà non c’è salvezza né soluzione di comodo. Non c’è consolazione poiché l’esistenza non è consolatoria. C’è soltanto l’evidenza secondo cui i nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri comportamenti nascono da un abisso che ci è invisibile e che non possiamo scrutare se non perdendoci. E che forse, quelli che chiamiamo determinismo e volontà sono due facce della stessa medaglia. Ma essendo ciechi al loro vero volto ci risultano così alieni da renderne impossibile la piena comprensione.
Non so se di questa idea vado orgoglioso o se me ne vergogno.
Di certo sono io che voglio esprimerla anche se forse non ho mai avuto altra scelta.

Annunci

Un pensiero riguardo “MARTEDÌ SBERLE: Consolazioni (con)Temporanee

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...