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BUFALE BEYOND: oltre il concetto di Fake News

La diffusione di falsità è senza ombra di dubbio il vero problema del nostro secolo.

Ben più grave di altri fenomeni come il cyber-terrorismo o il digital divide, la diffusione forsennata e apparentemente incontrollabile della menzogna rappresenta la minaccia reale alla nostra democrazia.

Si va da fenomeni apparentemente ridicoli come la convinzione che la Terra sia piatta e sovrastata da una cupola di vetro chiamata “cielo”, a più che preoccupanti manifestazioni come ad esempio la colossale balla secondo cui il retrovirus HIV non sia la causa della sindrome da immunodeficienza conosciuta come AIDS. Si va dall’ironizzare sulle scie chimiche allo spaventarsi per il calo nelle vaccinazioni (scese di 3 punti percentuali sulla popolazione d’Europa dal 2012, dato mai riscontrato prima).

La soluzione finora adottata è duplice: il debunking da una parte, ovvero il necessario lavoro giornalistico e non di pubblicare rettifiche, smentite e fonti per “smontare” sistematicamente le bufale diffuse in rete; l’intervento sulla monetizzazione dall’altra parte, che impedisce ai siti produttori di bufale sistematiche di guadagnare denaro dal proprio oscuro mestiere (se di mestiere si può parlare).

Ma il problema, ben lungi dall’essere arginato, sta in realtà esplodendo sempre di più, fino ad arrivare all’elezione di un presidente degli Stati Uniti d’America che ha basato parte della propria campagna elettorale sulla produzione attiva di false notizie e bufale.
Credo che, arrivati a questo punto, sia chiaro che le soluzioni fino a questo momento adottate non sono solo insufficienti, ma possano essere considerate addirittura contrarie rispetto alla vera soluzione del problema.

Analizzando un po’ più a fondo la forma mentis che permette a certe notizie di diffondersi a gran velocità, ci accorgiamo che la tendenza seguita è quella di informarsi per confermare la propria visione del mondo. Tutti noi siamo caduti in questa rete: cercare non informazioni che contraddicano o mettano in discussione le mie convinzioni, ma circondarmi di cose, prodotti e persone che confermino il fatto che ho ragione. Chi di noi non ha manipolato la realtà almeno una volta per sentirsi più a posto con le proprie idee? Questa è una tendenza estremamente presente in tutti noi, come se la realtà fosse lì solo per darci ragione, come se il mondo non sapesse più “resistere” alla nostra opinione.

Cosa è accaduto però con il web?
Facile: gli algoritmi di Facebook e Amazon, di Google e Youtube, sono costruiti per assecondare e ampliare a dismisura questa tendenza che definirei senza vergogna malata. Prendiamo il caso di Amazon. Un tempo, entrare in libreria significava scontrarsi con una montagna di libri diversi da ciò che fino ad allora avevo letto, e se volevo davvero trovare qualcosa che fosse affine ai miei gusti dovevo spesso rivolgermi al libraio (il quale, molto sapientemente, mi avrebbe indirizzato verso qualcosa di simile ma differente da ciò che avevo in mente). Insomma, la libreria era uno scontro con la diversità.
Oggigiorno, quando acquisto un testo su Amazon, ecco che il suo algoritmo mi mette di fronte a ogni cosa affine (se non identica) a ciò che ho letto in precedenza. Entrare nella libreria di Amazon significa perciò neutralizzare la diversità, e se qualcuno non è abbastanza attento a questo meccanismo, finirà per impoverire enormemente il proprio bagaglio culturale.
Questo avviene tanto per i “terrapiattisti” quanto per uno studente di biologia: il web ha permesso di costruire quelle che vengono chiamate “Echo Chamber”, ovvero stanze protette a immagine e somiglianza della nostra opinione sul mondo. Se sono un appassionato di Christopher Nolan e desidero veder confermata la mia opinione secondo cui Nolan è il miglior regista della storia, mi basteranno tre click per circondarmi di cose, persone, opinioni e idee completamente in linea con la mia visione. Entrerò in un gruppo Facebook che mi farà sentire “dalla parte giusta della storia” e mi sarà difficilissimo, anche se lo volessi, entrare in contatto con qualcuno che proponga una visione alternativa (rendendomi difficile scoprire per esempio nuovi registi che mi facciano cambiare opinione).

Peggio: se sono un appassionato di debunking, rischio di costruire la mia “Echo Chamber” personalizzata, in cui finirò per parlare e conversare esclusivamente con persone che già sono propense ad ascoltarmi e fornirmi informazioni a sostegno della mia visione, contraddicendo lo spirito stesso del debunking, che dovrebbe essere quello di scardinare il campanilismo e far cambiare opinione a chi crede nelle falsità! 

Allora, il problema va oltre la BUFALA e va affrontato filosoficamente e culturalmente. Non serve solo una riforma attiva degli algoritmi che ordinano il web (Google dovrebbe prendersi il rischio di mettere le persone ANCHE di fronte a opinioni e gusti diversi e non solo fornire ciò che già vogliono trovare), serve anche una riforma scolastica che abitui i ragazzi a non chiudersi nelle proprie casse di risonanza, permettendo loro di sviluppare la sana curiosità di confrontarsi con chi non la pensa allo stesso modo. Scardinare le “Echo Chamber” non passa (solo) per la smentita e il debunking, perché senza un movimento culturale alle spalle che ci permetta di rompere i confini immaginari della nostra personale prospettiva, il debunking fallirà miseramente nell’autoreferenzialità.

Chi volesse approfondire l’argomento, troverà la giusta occasione al mio nuovo seminario DE-POST: libertà di espressione e censura nell’epoca della Post-Verità, che si terrà vicino a Padova e Bologna nel weekend del 3-4-5 marzo. Un’occasione per comprendere meglio il problema e per acquisire nuovi strumenti utili per affrontarlo in modo consapevole.

La nostra democrazia si gioca sull’informazione e, come diceva De Tocqueville, “una democrazia sana poggia le proprie fondamenta su un’informazione libera e a disposizione di tutti”.
Ma che democrazia diventa, quando l’informazione libera e disponibile è falsa? 

Byoblu censurato da Google? Naaaaaa…

Il programma del mio seminario DE-POST: https://riccardodalferro.com/2017/01/13/de-post-il-programma-completo/
Parliamo di Byoblu “censurato” da Google: Claudio Messora è davvero stato messo a tacere da Google? Tra bufale e fake news, tra verità e storielle.

ISCRIVITI AL CANALE: http://bit.ly/rickdufer

ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO
Daniel Puente sul caso Byoblu: https://www.davidpuente.it/blog/2017/02/01/google-adsense-la-probabile-violazione-di-byoblu/
Vaccini e Mercurio su Debunking: https://www.debunking.it/tag/mercurio-e-vaccini/

Un sogno erotico chiamato Trump

Manifestanti violenti nelle piazze d’America che picchiano sostenitori del neo-presidente eletto. Scarlett Johansson che ascolta corrucciata un discorso che denuncia le nefandezze di un presidente che ancora ha solo promesso nefandezze. Hollywood schierata, il Jet-Set schierato, gli intellettuali schierati.

La sinistra radicale americana non ha mai sperimentato una tale eiaculazione politica dai tempi del maccartismo. 

Di questo passo, tra 4 anni possiamo prevedere un plebiscito nella rielezione di Donald Trump, il vero sogno erotico della sinistra occidentale. Una sinistra che finalmente ha un nemico riconoscibile, compatto, coerente nella sua inaccettabile incarnazione. Una sinistra che ha vissuto di immaginario e fantasmi per 30 anni, inventandosi nemici per salire su un piedistallo invisibile e che oggi, finalmente, non deve fare più nient’altro perché ha inventato Donald Trump.

Come c’è riuscita? Facile a dirsi: il pugno di Robert De Niro, una Convention Democratica tra le più moraliste degli ultimi cento anni, gli Avengers nudi, Jim Fallon &co. La lista è lunghissima e ogni elemento che la popola tiene in sé un fil rouge riconoscibilissimo: l’irrealtà.

Donald Trump è senza dubbio il re della bufala e dell’anti-fact-checking, ma i suoi avversari sono stati i dominatori delle verità-detenute-contro-tutto-e-tutti e delle informazioni giuste date per scontate. Donald Trump è il sovrano dei negazionisti sul problema ambientale, ma i suoi avversari si sono messi d’impegno per far risultare più importante il fatto che fossero LORO a portare avanti la battaglia per l’ambiente rispetto al diffondere una corretta informazione sul perché la battaglia per l’ambiente è giusta e va combattuta. Donald Trump è senza riserve il peggior presidente possibile, ma i suoi avversari sono riusciti a sconfiggerlo nella gara a chi faceva la stronzata più grossa.

Non è un caso che l’immagine prodotta da Donald Trump sia praticamente identica (con i dovuti distinguo) a quella prodotta da Silvio Berlusconi in Italia 23 anni fa. Questo avviene perché quell’immagine è stata prodotta in larga parte dai loro avversari, i quali, in 23 anni, non sono cambiati per nulla. Per questo è un vero sogno erotico: Donald Trump è il risultato di due decenni di politica, retorica e discorso di sinistra in Occidente, così impregnato di irrealtà, di virtualità, da rendere inevitabile questa che è a tutti gli effetti un’eiaculazione di proporzioni globali. La vittima, se vogliamo, è stato l’ingenuo Barack Obama, capro espiatorio elettorale (più di Hillary Clinton) di un meccanismo che ha radici molto profonde.

“OH SÌ DONALD, DACCENE ANCORA!” gridano le star hollywoodiane, nella miglior esibizione sadomasochistica del nuovo millennio. Perché non solo non imparano dai propri errori (per esempio l’evidenza secondo cui il popolo è disaffezionato alle Star che mandano messaggi politici) ma reiterano, in piena sindrome di Stoccolma, i meccanismi che hanno portato a questo risultato.

Questa sera in Live parleremo del “Trumpismo” e io farò la parte della voce scomoda, in compagnia di Dellimellow, Leonardo Vannucci, Redazione Montaigne e Fratelli Frim. Si parlerà di ambiente e politica, di comunicazione e rapporti internazionali, di democrazia ed Europa, e cercheremo di creare un dibattito un po’ diverso da quelli che stiamo sentendo in questi giorni in TV e sui giornali. Se vorrete esserci, sarà una serata interessante!

La Live si terrà a questo link dalle 21: https://www.youtube.com/watch?v=Pazan-WuinU

DE-POST: il mio nuovo seminario con Dellimellow

La Realtà è quella cosa che accade 
quando siamo impegnati a raccontare una frottola. 
Friedrich Nietzsche 

La citazione riportata sopra è ovviamente falsa, ma conta davvero qualcosa?
L’epoca della Post-Verità ci insegna che spesso i Fatti contano molto meno della narrazione che facciamo. Anzi, spesso non contano proprio nulla. Siamo irretiti in una situazione nella quale le fonti non hanno importanza, la credibilità è messa sotto le scarpe, l’autorevolezza (e non l’autorità) è derubricata a optional.
L’opinione dell’esperto, equiparata a quella dell’opinionista di turno, è totalmente svuotata di significato e questo porta al dilagare delle bufale e delle false narrazioni.

Il web ha amplificato enormemente il fenomeno (ne ho ampiamente discusso in QUESTO video), portando concetti come “libertà di espressione”, “censura” e “ricerca della verità” a traguardi mai immaginati prima.

Per questo è nato DE-POST, il mio nuovo seminario che terrò nel weekend del 3-4-5 marzo 2017 a Urbana (PD), presso l’Ostello di San Salvaro (un luogo davvero stupendo, QUI potete trovare immagini e informazioni sul luogo). Il seminario, in collaborazione con Dellimellow, avrà la durata di 48 ore, dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, e oltre a seminari e laboratori di discussione ci saranno momenti conviviali, giochi e attività divertenti! Nella quota di iscrizione, fissata a 160 euro, sono compresi vitto e alloggio completi per i due giorni!
Come sempre ai miei eventi, l’obiettivo è quello di imparare molto, ma creando un’atmosfera famigliare e amichevole che ci accompagni durante il seminario!

I posti sono limitati, solo VENTI, e alcuni sono già stati prenotati, perciò se vi interessa partecipare a DE-POST vi consiglio di affrettarvi a scrivere via mail: dalferro.ric@gmail.com! In questo modo potrò inviarvi il materiale per l’iscrizione e il programma completo!

Sarà un’occasione davvero fantastica e spero che risponderete numerosi a questa iniziativa!

Per qualsiasi informazione non esitate a scrivermi!

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Lettera Aperta ad Enrico Mentana

Gentile dott. Mentana,

ho seguito con interesse le vicende che l’hanno spinta a lanciare la querela nei confronti di Beppe Grillo, in seguito alle ignominiose dichiarazioni che quest’ultimo ha espresso sul suo blog. Premetto che io non sono né un giornalista né un politico, ma da filosofo e letterato mi ritengo un osservatore attento dei fenomeni sociali che si dipanano intorno a me. Mi sento perciò in dovere di indirizzarle queste righe per riflettere sull’accaduto in modo più approfondito di quanto la cronaca ufficiale oggi ci propone.
Se le sue parole sono state di certo legittime, dal momento che la calunnia di Grillo è non solo odiosa, ma anche fasulla e populista, vorrei riflettere insieme sull’effetto che le sue parole hanno avuto sull’opinione pubblica, il campo di battaglia dove si giocano le sorti politiche e sociali del nostro Paese.
Oggi Beppe Grillo si ritrova contro tutti i mezzi di informazione di massa: giornali, radio, televisione, tutti i giornalisti sono uniti in un sol coro a difendere con orgoglio la dignità di questa professione, l’onestà con cui viene portata avanti, la fatica e la professionalità che ne contraddistinguono l’operato. E questo, non vorrei mai essere frainteso, è assolutamente legittimo e comprensibile.
Ma, come in ogni riflessione che si rispetti, esiste un dato ulteriore da analizzare, che mi sembra venga posto colpevolmente in ombra in queste ore: Beppe Grillo vi ha portati esattamente dove voleva lui.  Continua a leggere Lettera Aperta ad Enrico Mentana