La Lettura Creativa torna in Accademia Orwell

Da non perdere, Eventi, Narrativa

A grande richiesta torna il corso di Lettura Creativa di Accademia Orwell, dopo il riuscito esperimento dello scorso anno! Cinque lezioni di 90 minuti ciascuna in cui affronteremo in modo originale e analitico decine e decine di libri e autori, allo scopo di comprendere meglio la natura delle storie che ci appassionano, ma soprattutto di migliorare il nostro rapporto con il modo in cui NOI ci raccontiamo!

Il corso, che può essere seguito sia in aula che telematicamente, inizierà lunedì 27 maggio dalle ore 20.45 presso Megahub a Schio (VI).
Un corso per avere più occhi con cui leggere le storie che amiamo: tra Asimov e Dürrenmatt, Faulkner e Vonnegut e tanti altri, un ottimo modo per avere una montagna di spunti di lettura e riflessione!

Per avere il programma completo e le informazioni sull’iscrizione, sia fisica che telematica, scrivi: accademiaorwell@gmail.com e ti verrà inviato tutto!

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Non hai capito il don Chisciotte?

filosofarsogood, Filosofia, Narrativa, podcast

Se sei tra coloro che non hanno capito il don Chisciotte (perché magari sono rimasti delusi dalla sua apparente sconclusionatezza, o perché cercavano un romanzo cavalleresco d’altri tempi), o che magari ancora non l’ha mai letto e ha solo bisogno della spinta giusta, ti consiglio di non perdere l’ultimo podcast di FiloSoFarSoGood!

Puoi ascoltarlo su
Spreaker
iTunes
Spotify
Youtube

 

Audiocorso di Scrittura (e Lettura) Creativa! Disponibile online!

Narrativa, Scrittura Creativa

Il corso che ho tenuto quest’anno in Accademia Orwell è stato magnifico, con tante idee, tanti autori e una montagna di richieste provenienti da tutta Italia: “Come faccio a seguire le lezioni?!?

Così, ho deciso di audioregistrare integralmente il corso di Scrittura Creativa e di renderlo disponibile per il download.
Il corso consta di 20 lezioni (15 di scrittura creativa, 5 di lettura creativa), quasi 14 ore di registrazione tra esercitazioni originali, teoria della letteratura, autori di ogni genere, filosofia e narrativa, e il suo fine è quello di fornire utili strumenti per scrivere e raccontare nel modo migliore possibile! La scrittura creativa è il mezzo perfetto per comprendere cosa possiamo fare della scrittura e questo corso è l’occasione migliore per farlo!

Il costo del corso è di 60€ e una volta effettuato il pagamento tramite PayPal (a QUESTO link) provvederò a inviare il link dal quale scaricare il pacchetto con tutte le lezioni e i power point delle lezioni! I file audio potranno poi essere ascoltati ovunque: sul cellulare, iPod, in radio mentre guidate!
Per ulteriori info: accademiaorwell@gmail.com

Milano, 11.7: “Il Cielo di Tolkien”

Eventi, Narrativa

Per la terza volta sotto la cupola del meraviglioso planetario di Milano si terrà lo spettacolo “Il cielo di Tolkien”, un meraviglioso viaggio nell’astronomia della Terra di Mezzo! Un’occasione unica per vivere un’esperienza straordinaria tra scienza e immaginazione, tra realtà e fantasia!

«Aiya Eärendil Elenion Ancalima!»
«Ti saluto o Eärendil, la più luminosa delle stelle!»
Il Planetario può regalarci il cielo stellato che si vede da ogni angolo del mondo. Ma la volta celeste di un mondo immaginario? L’universo creato dalla penna di Tolkien è ricalcato sul nostro per le lingue parlate, la mitologia e, naturalmente, per il cielo stellato. Con l’uso del Planetario potremo quindi osservare quanto c’è di reale nell’universo Tolkeniano e quanto c’è di questo universo nella realtà. Ci immergeremo in una fantasia che non è composta solo di magia, ma anche di stelle che sorgono e tramontano, di costellazioni ancestrali che si stagliano oltre la Terra e che permettono ai personaggi, ma soprattutto ai lettori più attenti, di orientarsi in quella vasta terra meravigliosa chiamata “Fantasia Umana”.
«Naturalmente la narrazione viene al primo posto, ma suppongo che la solidità di un mito si misuri anche sulla capacità di resistere a un’analisi razionale»
J.R.R. Tolkien

Quanto costa?
5€ l’intero, 3€ il ridotto per minorenni e over 65
Quanti posti ci sono?
375, è il più grande planetario d’Italia!
C’è la prevendita?
Sì, 200 biglietti sono disponibili al sito http://booking.lofficina.eu
Per altre informazioni: http://lofficina.eu/

La Fobia del Moderno

Narrativa

Esiste una diffusa tendenza a considerare come inesorabilmente superati, in campo filosofico, gli autori cosiddetti “moderni” come Spinoza, Kant, Leibniz e altri. Questa tendenza, avviata soprattutto dopo le rivoluzioni scientifiche, cognitive e tecnologiche del secolo scorso, ritiene obsoleto il pensiero scaturito da tali autori, e se nella migliore delle ipotesi lo prende in considerazione quale prima traccia del contemporaneo (da guardarsi perciò con quella diffidente e paternalista ammirazione che tributiamo alle prime pellicole del cinema in relazione ai film di Nolan o alle pitture rupestri in relazione a Klimt), nella peggiore lo deride in pubblica piazza come se fosse il balbettìo di uomini ingenui e poco preparati alle sfide della contemporaneità.

Ciò che in questo modo si perde di vista è l’attualità delle riflessioni dei vari Spinoza, Leibniz e Kant, l’efficacia delle loro trattazioni e l’utilità che esse possono rivestire nello studio di praticamente qualsiasi campo di applicazione a noi coevo. D’altra parte, timide reazioni a questa ottusa incomprensione del moderno (ma sarebbe più opportuno chiamarla “fobia” del moderno) cominciano ad arrivare. Mi vengono in mente le ricerche di Antonio Damasio, con i suoi bellissimi testi “Alla ricerca di Spinoza” e “L’errore di Cartesio”, in cui viene svelata in modo eclatante l’importanza delle intuizioni di Spinoza e altri moderni in un campo così spiccatamente contemporaneo come quello delle scienze cognitive. Altri autori iniziano timidamente a riutilizzare il pensiero moderno per superare alcune delle impasse nelle quali la postmodernità ci ha portati, soprattutto nell’ambito politico: le riflessioni di Kant sul diritto naturale, quelle di Leibniz sul significato della soggettività o quelle di Locke sul concetto di proprietà sono tornate alla ribalta e dimostrano che non è certo il trascorrere dei secoli a rendere meno efficaci alcune intuizioni filosofiche.
Poi, è ovvio che non tutto va preso per buono: le idee di Locke sul concetto di razza non possono certo resistere ai cambiamenti concettuali e sociali degli ultimi duecento anni, così come la concezione deterministica Spinoziana difficilmente riuscirà a sopravvivere alla prova della fisica quantistica. È assolutamente ovvio che recuperare le intuizioni di tali pensatori non significa affatto prendere per buono il 100% di quanto da essi sostenuto, ma considerarli inutili o ridicoli soltanto perché provenienti da un’epoca diversa dalla nostra (diversissima se guardiamo alle tecnologie, alla scienza e alle scoperte, ma praticamente uguale se osserviamo i comportamenti e gli atteggiamenti dell’uomo nei confronti di sé) rappresenta un’ottusità parimenti inaccettabile.

La grandezza della filosofia (così come della letteratura) sta proprio nel fatto che i secoli non incidono sull’efficacia della conversazione che possiamo intrattenere con un autore vissuto trecento anni fa, né le sue idee perderanno di significato o utilità sulla base del tempo trascorso. A rendere inefficaci le riflessioni di un autore è un pensiero che possa dimostrarne la falsità argomentativa, l’invalidità logica, ma arrivati a questo punto non possiamo che constatare come, con tutta la scienza e conoscenza, con tutto il progresso e la tecnologia, autori come Kant e Spinoza ancora non abbiano subito un tale destino e di come il loro pensiero debba essere sempre affrontato come un serio avversario o sostenitore del progresso umano.
Se perdiamo per strada questo patrimonio e con l’arroganza dei contemporanei ci limitiamo a guardare ad essi come a statue ci cera, rischiamo di smarrire un inestimabile valore che forse non ci dirà nulla su come si comportano i bosoni in alcune condizioni particolari, o non ci darà indizi sulla costruzione degli algoritmi di Amazon e Facebook, ma potrebbe darci grandi spunti di riflessione sul ruolo che intercorre tra datismo e diritto naturale, sulla relazione tra immigrazione e identità, sulla natura delle idee e del senso del sé, tutti temi che sono rimasti centrali e quasi immutati fin dalla notte dei tempi.

Il postmoderno ha avuto forse questa grande colpa: convincersi dell’insignificanza di quello che è venuto prima di sé, un’insignificanza che non porta ragioni ma che delinea una vera e propria fobia del moderno. Nessun pensiero che nasca dalla paura dei propri predecessori avrà lunga vita.
E se noi vogliamo avere vita, dobbiamo cominciare a guardare con serietà a coloro che prima di noi hanno pensato in modo diverso da noi.
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elogioIl 6 giugno è uscito “Elogio dell’idiozia”, il mio nuovo libro per edizioni Tlon. Lo puoi trovare su Amazon (QUI in formato ebook) o IBS!
Sabato 30 giugno e domenica 1 luglio sarò a Torino per due eventi correlati al libro! Non mancate!