Milano, 11.7: “Il Cielo di Tolkien”

Per la terza volta sotto la cupola del meraviglioso planetario di Milano si terrà lo spettacolo “Il cielo di Tolkien”, un meraviglioso viaggio nell’astronomia della Terra di Mezzo! Un’occasione unica per vivere un’esperienza straordinaria tra scienza e immaginazione, tra realtà e fantasia!

«Aiya Eärendil Elenion Ancalima!»
«Ti saluto o Eärendil, la più luminosa delle stelle!»
Il Planetario può regalarci il cielo stellato che si vede da ogni angolo del mondo. Ma la volta celeste di un mondo immaginario? L’universo creato dalla penna di Tolkien è ricalcato sul nostro per le lingue parlate, la mitologia e, naturalmente, per il cielo stellato. Con l’uso del Planetario potremo quindi osservare quanto c’è di reale nell’universo Tolkeniano e quanto c’è di questo universo nella realtà. Ci immergeremo in una fantasia che non è composta solo di magia, ma anche di stelle che sorgono e tramontano, di costellazioni ancestrali che si stagliano oltre la Terra e che permettono ai personaggi, ma soprattutto ai lettori più attenti, di orientarsi in quella vasta terra meravigliosa chiamata “Fantasia Umana”.
«Naturalmente la narrazione viene al primo posto, ma suppongo che la solidità di un mito si misuri anche sulla capacità di resistere a un’analisi razionale»
J.R.R. Tolkien

Quanto costa?
5€ l’intero, 3€ il ridotto per minorenni e over 65
Quanti posti ci sono?
375, è il più grande planetario d’Italia!
C’è la prevendita?
Sì, 200 biglietti sono disponibili al sito http://booking.lofficina.eu
Per altre informazioni: http://lofficina.eu/

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La Realtà Eccedente: Solaris e la Razionalità

Come molti di voi sanno, Solaris è il mio romanzo preferito. Lo è per molti motivi, ma per una frase in particolare: “Sto parlando di Solaris, ma non è colpa mia se diverge così drasticamente dalle tue aspettative“.
 
Che cos’altro è la realtà infatti se non ciò che diverge drasticamente dalle nostre aspettative? Se ci pensiamo bene, tutta la nostra esperienza razionale del mondo è costruita intorno alla corrispondenza tra realtà e aspettative: costruiamo ipotesi su quello che troveremo là fuori, cosicché maggiore sarà la corrispondenza tra questi due poli e maggiore sarà la nostra capacità di sopravvivenza. Questo è per esempio il linguaggio, quando ci relazioniamo agli altri: parliamo sempre e solo di aspettative, di risultati attesi, e speriamo che l’altro ci presenti qualcosa che sia in linea con quelle aspettative. Maggiore è la diversità con cui ci troviamo a relazionarci e maggiore sarà la divergenza tra ciò che ci attendiamo e quello che la realtà ci presenta. Ad esempio, se mi relaziono ad un primate avrò maggiori chance di trovare corrispondenza tra il mio e il suo comportamento, mentre quando mi relaziono ad un falco oppure ad un pesce quella corrispondenza scende in modo sensibile, anche se non a zero (dal momento che, condividendo parte dell’ecosistema e persino della storia evolutiva, qualche punto di contatto potrei trovarlo: essere creature visive, conoscere una forza di gravità similare, usare ossigeno per sopravvivere, et cetera).
 
Quando le nostre aspettative vengono così corrisposte, totalmente oppure in parte, abbiamo la possibilità di far sopravvivere le immagini che produciamo di noi stessi: il linguaggio, le apparenze, le costruzioni sociali, collettive, le convenzioni. Soprattutto nella comunità umana, dal momento che noi ci relazioniamo sempre all’altro ponendo di fronte a noi stessi uno schermo di rappresentazioni: le parole, i gesti, i comportamenti, gli abiti, lo status, e tanti altri grandi e piccoli elementi che servono a confermare le aspettative che si producono su di noi e a reiterare il senso di familiarità che è necessario per portare avanti un rapporto con un’altra entità. Questo insieme di rappresentazioni non sono propriamente finzioni, non servono necessariamente a mentire, ma sono necessarie a nutrire la possibilità di costruire una relazione con chi ci sta attorno: la socialità si gioca tutta nella capacità di edificare un solido edificio di rappresentazioni del sé che esiste in virtù della consapevolezza che anche gli altri faranno lo stesso. 
 
Esistono però alcune esperienze radicali che rompono in modo irreparabile tutto quel sistema di schermature che spontaneamente produciamo per controllare il nostro mondo. Solaris rappresenta esattamente questo: un evento che contraddice in modo radicale tutto ciò che l’umano ha prodotto per schermarsi. È proprio quando incontriamo qualche cosa che non ci dà la possibilità di far sopravvivere le nostre aspettative che ci troviamo nudi di fronte a noi stessi. È quando la realtà “diverge drasticamente” dalle nostre attese che siamo costretti a mostrare quello che siamo veramente. E quello che siamo, nella maggior parte delle volte, è qualcosa che non vorremmo mai comunicare agli altri e che soprattutto non desideriamo conoscere di noi stessi.
 
Il fatto che Solaris sia il frutto della fantasia di Stanislaw Lem non deve trarci in inganno: esistono molte occasioni in cui il mondo rompe le nostre rappresentazioni e diverge da ciò che ci aspettiamo. La morte è uno di quegli eventi, soprattutto la morte di qualcuno che ci sta molto vicino (come diceva Socrate, “la morte che viviamo è sempre quella dell’altro“). Il fallimento di un progetto di vita, la fine di un amore su cui abbiamo fondato l’intera esistenza e tanti altri sono gli eventi che accadendo disintegrano la possibilità stessa di produrre aspettative in linea con la realtà.
 
Non basta dire che ciò che non è razionalizzabile non è conoscibile, e perciò non va studiato o compreso, perché ciò che non è razionalizzabile accade comunque, ci colpisce in pieno, investendoci con tutta la sua carica di realtà che fa esplodere le nostre rappresentazioni e le nostre aspettative. La realtà è sempre molto più vasta, enorme e piena di quanto la nostra mente possa aspettarsi.
Possiamo solo sperare che quando il nostro Solaris si presenterà a noi saremo pronti ad arrenderci, in pace con noi stessi.
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elogio

Il 6 giugno è uscito “Elogio dell’idiozia”, il mio nuovo libro per edizioni Tlon. Lo puoi trovare su Amazon (QUI in formato ebook) o IBS!

Roma, 3 giugno: L’Alieno Dentro (conferenza)

Domenica 3 giugno due eventi stupendi a Roma: la conferenza “L’alieno dentro” e la prima presentazione in anteprima nazionale del mio nuovo libro “Elogio dell’Idiozia”. 
La prenotazione per entrambi gli eventi è consigliata e si può fare da QUESTO link e da QUEST’ALTRO link!
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La fantascienza rappresenta il genere che più di tutti è riuscito a toccare corde filosofiche, nel corso degli ultimi decenni. Tra letteratura e serie TV, cinema e libri, la questione sollevata dalla fantascienza è la stessa che attanaglia da sempre i filosofi: “Chi sono mai, io?”
Un viaggio tra Philip K. Dick e Lovecraft, Solaris e Cthulhu, per scoprire i veri tesori filosofici che stanno sotto la coltre delle storie fantastiche. Due ore di conferenze che ti permetteranno di cambiare l’idea che hai della fantascienza e dell’immaginazione.

La conferenza si terrà domenica 3 giugno 2018 dalle 16 alle 18 a Roma, presso la Libreria Teatro Tlon. Il costo di partecipazione è di 10 euro e i partecipanti avranno un interessante sconto sull’acquisto del mio nuovo libro “Elogio dell’idiozia” (che sarà presentato subito dopo la conferenza, alle ore 19. La prenotazione è consigliabile e si può fare da QUESTO link.

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Il Reddito di Persecuzione

Erano passate sedici ore dall’ultimo momento in cui un drone civile l’aveva avvistato. Quel sottoscala nella fabbrica abbandonata di via Perizzi si era rivelato un nascondiglio estremamente efficace, chi l’avrebbe mai pensato.
Manufatto Giò aveva le gambe intorpidite, dolenti, dal momento che la nicchia in cui stava nascosto era davvero piccola e scomoda. Perciò, si arrischiò ad allungarsi concedendo ai piedi di fare capolino fuori dal nascondiglio.
La prossima mossa quale sarebbe stata? I droni civili pattugliavano ogni anfratto della città da circa trenta metri d’altezza, alla loro webcam non sfuggiva nulla. Ogni sua mossa sarebbe stata trasmessa in diretta nazionale: “L’antisociale che non vuole la sopravvivenza”, così l’avrebbero chiamato. “L’individuo che fugge dal benessere”, ecco gli epiteti che gli sarebbero toccati. “La faccia di merda che fugge dai soldi, il pezzente che non ha bisogno di noi”, così ne parlava la gente.
Eppure, Manufatto Giò non riusciva proprio a capire cosa ci fosse di così sbagliato nel suo comportamento. Insomma, in fin dei conti non sarebbe stato meglio per tutti se avessero assecondato il suo desiderio? La fetta da dividere sarebbe stata più ampia per tutti loro, anche se di pochi centesimi. Lasciatemi in pace, insomma, non lo voglio il vostro assegno! Continua a leggere “Il Reddito di Persecuzione”

Milano, 9.02: Il Cielo di Tolkien

Quello che avrò il piacere di tenere al Planetario di Milano venerdì 9 febbraio alle 21 è un piccolo grande sogno che si avvera: raccontare la mitologia tolkieniana alla luce del firmamento che sovrasta le vicende di Eärendil, Frodo, Ulmo, Turin e tutto il pantheon dei personaggi creati da J.R.R. Tolkien.
QUI l’evento Facebook.

Ma non sarà soltanto un emozionante racconto perché lo spettacolo vedrà l’attivazione del Planetario, che proietterà il cielo sulla cupola dell’edificio, mostrando e non solo narrando le stelle, le galassie e l’astronomia di Tolkien. Un evento realmente irripetibile, un’occasione speciale per immergersi in una mitologia che sa di scienza e realtà.

L’evento si svolgerà al Planetario di Milano venerdì 9 febbraio dalle 21, ma essendo senza prenotazione è necessario presentarsi al Planetario per tempo. Il consiglio è di trovarsi là 45 minuti prima dello spettacolo per essere sicuri di non trovarsi senza posto.