4aranta2ue: porre le giuste domande per sopravvivere nel Cosmo

Filosofia

Tutta la conoscenza umana si fonda sulla capacità di fare la domanda giusta. 
Darwin ha intuito il meccanismo di selezione naturale non quando ha osservato qualcosa di incredibile, ma quando ha posto la domanda giusta a ciò che stava osservando. Le più grandi intuizioni della storia non sarebbero mai state possibili senza la giusta domanda perché quando fraintendiamo la realtà, la colpa è della domanda sbagliata che abbiamo posto.

Nel Novecento, non solo scienziati e filosofi si sono messi alla ricerca delle domande giuste. Sono stati soprattutto gli scrittori di fantascienza che, attraverso le loro opere, ci hanno fornito le domande giuste per il XXI secolo: qual è il significato del libero arbitrio nella società dell’automazione? Come cambierà il rapporto tra individuo e società quando la biopolitica prenderà il sopravvento? Come muterà il nostro mondo quando saremo in contatto con un’entità aliena?
In questo senso, Douglas Adams è comparabile a Socrate; Stanislaw Lem e Isaac Asimov rappresentano i Lutero ed Erasmo del nostro tempo; “Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch” di Philip K. Dick è il “Così Parlò Zarathustra” del mondo contemporaneo!

Da questa idea è nato 4aranta2ue, il mio nuovo seminario residenziale che si terrà nel weekend dell’1-2-3 settembre 2017 presso l’ex Monastero di San Salvaro, nel comune di Urbana (PD), a 30 chilometri da Padova e 45 da Bologna.

Il seminario durerà 48 ore, dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, e sarà scandagliato da un programma che prevede lezioni, laboratori e tanti momenti di divertimento e gioco. Per due giorni mangeremo insieme, condivideremo ogni esperienza e cercheremo di ripercorrere la storia delle domande giuste nella narrativa fantastica, guardando agli autori di fantascienza come a novelli filosofi ancora sottovalutati.

Il seminario 4aranta2ue ha solo 20 posti a disposizione e il costo di partecipazione (che comprende vitto e alloggio, oltre all’iscrizione a tutte le attività) è di 170 euro. Ma alcuni posti sono già stati presi, perciò se la cosa vi interessa è meglio che vi affrettiate!
Per iscriversi e avere il programma completo, la mail di riferimento è: accademiaorwell@gmail.com

Sarà un weekend bellissimo nello splendido contesto dell’ex Monastero di San Salvaro, dove da tempo tengo questi seminari residenziali, ma sarà soprattutto l’evento perfetto per terminare l’estate in amicizia e filosofia! 😉

Vi aspetto a 4aranta2ue!

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#PrenderlaBene: 10 motivi per salvare la Fantascienza

Narrativa

In un momento storico nel quale i lettori di Fantascienza in Italia
sono drasticamente calati (le ultime stime parlano di cinquemila lettori abituali),
mi sento in dovere di lanciare un piccolo messaggio di speranza
per un genere troppe volte relegato alla categoria di puro intrattenimento.
La Fantascienza è molto di più, molto più anche di questi 10 motivi
per i quali, secondo me, essa va riscoperta.

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I Cyborghesi (1)

Narrativa

“I Cyborghesi, tecnodramma famigliare ai tempi del microchip” è una rubrica narrativa a puntate che verrà pubblicata ogni martedì, dal 2 dicembre 2014, sul blog di Daniele Barbieri, e il giorno seguente riportata qui. Si tratta non di una semplice storia a puntate, ma di Tolstoj ai tempi del silicio, di zio Vania ai tempi dei circuiti senzienti. Insomma, la solita storia del cambiare tutto, cosicché non cambi nulla. 

cyborghesiL’immancabile tè elettrico delle cinque.
Poi i soprammobili meccanoplastici e i quadri olografici un po’ ovunque. Non lasciare mai uno spazio vuoto, lo spazio vuoto dà vita a domande, le domande fanno danni. Riempi tutto, figlio mio, riempi il riempibile e combatti il vuoto.
Ma Pberto non è un cyborg come tutti, no. Pberto è un roboadolescente di quelli problematici, quelli che hanno strane idee per la testa, chissà che cavolo è successo durante la digigravidanza: un ingranaggio fuori posto, poco olio nella sacca meccafetale, una tecnomaestra un po’ troppo liberale all’asilo, ed ecco che un cyborghese impeccabile come Frankrak si ritrova un figlio dissidente, un robomarxista senza cervello, un maledetto protettore dei digitalmente deboli.
L’inevitabile tè elettrico delle cinque. Vieni qui a berlo pure tu, Pberto!
Col quazzo, mamma! Non ci vengo a bere il tuo tè cyborghese!
Che cosa avranno mai fatto Frankrak e Magdelettra per meritare un figlio così ingrato? Lui, un appassionato digimpiegato al Ministero della Cibernautica; lei, una tecnocasalinga che ha abbandonato una promettente carriera da robotanica (specializzazione: felci olografiche e stelle marine meccaniche) presso l’Accademia Automatica di New Vicenza.
E ora, dopo una vita di sobrietà binaria, ecco che Pberto dice cose così: “Col quazzo! VaffanCooler! Siete due Sci-fascisti!”
Chi gli avrà messo in testa idee del genere? Noi, no di certo!
Questo si ripetono sempre Frankrak e Magdelettra, seduti a tavola ad ascoltare il tecnogiornale, ogni giorno alle ore dodic’ettrenta. E Pberto? Pberto non ascolta mai il tecnogiornale, “disinformazione di roboregime”, così lo chiama.
Chi gli avrà mai messo in testa queste idee? Chi lo sa. I programmatori sono così imprecisi, oggidì. “Quando c’era lui i circuiti rigavano dritti” dice Frankrak, e la cybermoglie annuisce con decisione, sorseggiando il tè elettrico delle cinque.
I Cyborghesi vivono bene.
New Vicenza è il luogo perfetto per una cyberfamiglia come si deve.
Ma la storia di Pberto, quella è tutta un’altra storia.
Ve la raccontiamo noi.

inizialmente pubblicato qui