Lettera Aperta ad Enrico Mentana

Filosofia

Gentile dott. Mentana,

ho seguito con interesse le vicende che l’hanno spinta a lanciare la querela nei confronti di Beppe Grillo, in seguito alle ignominiose dichiarazioni che quest’ultimo ha espresso sul suo blog. Premetto che io non sono né un giornalista né un politico, ma da filosofo e letterato mi ritengo un osservatore attento dei fenomeni sociali che si dipanano intorno a me. Mi sento perciò in dovere di indirizzarle queste righe per riflettere sull’accaduto in modo più approfondito di quanto la cronaca ufficiale oggi ci propone.
Se le sue parole sono state di certo legittime, dal momento che la calunnia di Grillo è non solo odiosa, ma anche fasulla e populista, vorrei riflettere insieme sull’effetto che le sue parole hanno avuto sull’opinione pubblica, il campo di battaglia dove si giocano le sorti politiche e sociali del nostro Paese.
Oggi Beppe Grillo si ritrova contro tutti i mezzi di informazione di massa: giornali, radio, televisione, tutti i giornalisti sono uniti in un sol coro a difendere con orgoglio la dignità di questa professione, l’onestà con cui viene portata avanti, la fatica e la professionalità che ne contraddistinguono l’operato. E questo, non vorrei mai essere frainteso, è assolutamente legittimo e comprensibile.
Ma, come in ogni riflessione che si rispetti, esiste un dato ulteriore da analizzare, che mi sembra venga posto colpevolmente in ombra in queste ore: Beppe Grillo vi ha portati esattamente dove voleva lui.