Seneca nel Traffico! Da marzo, in giro per l’Italia

Facile sopravvivere da stoici in epoca romana: non c’era mica Facebook, non c’erano nemmeno gli ingorghi di Milano, il Black Friday, i gratta-e-vinci, i terrapiattisti (anzi, quelli c’erano anche allora). Insomma, essere stoici in un’epoca diversa dalla nostra sembra facile, accessibile, quasi inevitabile. Eppure, le cose non stavano esattamente così: c’erano le congiure, i senatori avidi, gli imperatori che ammazzavano tutta la famiglia, gli esili e le accuse di piazza. Insomma, il frastuono, il caos, il casino c’è sempre stato,
anche ai tempi di Seneca.

Così, è bello immaginare come i grandi filosofi del passato, da Socrate a Marco Aurelio, da Platone ad Epitteto, avrebbero vissuto la nostra epoca.

Partendo dagli scritti di questi grandi uomini, che hanno saputo trovare (non sempre) la serenità in mezzo al trambusto, lo spettacolo “Seneca nel Traffico” cerca di scovare alcuni indizi utili a vivere con tranquillità nell’epoca dei social network.
Ma con moderazione.
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“Seneca nel traffico” è il mio nuovo monologo con cui da marzo girerò per le città d’Italia: un monologo tra attualità e filosofia, stoicismo e social-network, serenità e frastuono della vita quotidiana, condito di riflessioni e risate, in cerca della risposta che tutti quanti cerchiamo in ogni epoca della storia: che fare per avere un po’ di pace? È necessaria la prenotazione per poter assistere allo spettacolo, perciò se non vuoi perderti quest’occasione, clicca qui sotto!

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CLICCA QUI per prenotare (al momento le città previste sono Padova, Roma, Pescara, Milano, Torino, Bologna e Trieste, ma presto arriveranno altre date!)

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PhilosoPolis: 15-16-17 marzo

La politica è una delle forme con cui l’umanità cerca di disegnare la propria relazione con il mondo. Il mondo, infatti, sono “gli altri”, in ogni forma possibile: gli altri individui, gli altri ambienti, gli altri eventi, gusti, luoghi, desideri, capricci, ricordi. “Gli altri” è la dimensione della politica, e la politica è perciò l’Altro da sé.
Dalla città-stato antica alla globalizzazione contemporanea, dalle signorie alle nazioni, dai dispotismi alle comuni, dalle oligarchie alla democrazia, la storia e la filosofia delle forme politiche è forse una delle cose più importanti per comprendere il modo con cui la nostra cultura e società si è sviluppata. E da questo (e per questo) nasce PhilosoPolis, il mio nuovo seminario residenziale che si terrà a Schio (VI) nel weekend del 15-16-17 marzo 2019.

PhilosoPolis durerà 48 ore, dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, e sarà una splendida occasione di discussione, apprendimento e divertimento: i momenti di conferenza saranno alternati a laboratori interattivi e di dibattito, il tutto condito da occasioni di gioco e svago in cui mettere in pratica i concetti e le idee apprese. Il seminario si terrà presso la Casa Vacanza Santa Caterina di Tretto, tra le colline dell’Alto Vicentino, in un luogo splendido, aperto e immerso nella natura, nel quale mangeremo e dormiremo, in un clima familiare e giocoso, ma soprattutto in cui potremo condividere la passione per il sapere che contraddistingue la filosofia e la cultura.

Un’occasione per curiosi, ovviamente, da cui scaturirà, come sempre, un’esperienza unica e bellissima. Ma i posti sono limitati: solo 20 fortunati potranno partecipare a questo weekend (e quasi la metà dei posti è già stata prenotata!) e le iscrizioni sono già aperte. Il costo della partecipazione, che include vitto e alloggio dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, è di 185 euro.
Per ricevere il programma con le informazioni, scrivimi: accademiaorwell@gmail.com

Non vedo l’ora di sbarcare a PhilosoPolis!

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FiloSoFarSoGood 1/5: Intelligente a chi?

Finalmente, dopo lunghe attese e traversie, il quinto numero di FiloSoFarSoGood – la Rivista è scaricabile e leggibile gratuitamente!
Clicca qui per leggere il quinto numero!

All’interno ti aspettano 50 pagine di riflessioni sull’Intelligenza Artificiale, vista dalla filosofia e non solo: tanta cultura pop, tra musica e serie TV, videogiochi e cinema, per ampliare il nostro modo di rapportarci alla questione della macchina intelligente!

Diffondi e fai conoscere FiloSoFarSoGood!
Leggi gli arretrati: 1234

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MARTEDÌ SBERLE: La Filosofia non Serve Davvero a Nulla

Oggi inauguriamo una nuova piccola rubrica settimanale che vedrà la luce ogni martedì mattina alle 9 qui sul mio blog. Una rubrica fastidiosa, che tenta di risvegliare da vari torpori intellettuali, da brutti autismi culturali e da imbambolamenti cerebrali… a suon di sberle. Metaforicamente, s’intende. 
Buona lettura! 

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La filosofia, presa di per sé, non serve davvero a nulla.
Essa è infatti un modo di parlare e di pensare, niente di più. Pretendere che essa serva a qualcosa, presa così com’è, nuda e cruda, sarebbe come pretendere che parlare il gergo della curva dello stadio servisse di per sé a qualcosa. Ma non è così. Il linguaggio, gli atteggiamenti, il gergo del tifoso da stadio non ha, nella realtà, alcuna utilità diretta. Permette semplicemente di riconoscersi, di produrre un senso di appartenenza, di darsi una parvenza di identità. E per riconoscersi, produrre senso di appartenenza, darsi una partenza di identità, non ci vuole davvero niente. Basta imitare, e anche l’ultimo degli allocchi imita con caparbietà.
Ecco, la filosofia fa esattamente questo. In fin dei conti, siamo onesti, chi non riconoscerebbe lontano un miglio quell’atteggiamento tipico di colui che parla la “lingua” della filosofia, colui che “pensa” da filosofo? Perché di questo si tratta, niente di più. Leggendo i grandi classici della filosofia è indubitabile che stiamo avendo a che fare con una prospettiva discorsiva, una serie di apparati linguistici e cognitivi culturalmente delineati, e anche usando questi paroloni io non sto facendo altro se non delineare la mia appartenenza… sì, insomma, avete capito. Anche l’ultimo degli allocchi sa imitare un filosofo.
La “Critica della Ragion Pura” non è altro che il tentativo, da parte di un uomo chiamato Immanuel Kant, di affrontare problemi assolutamente quotidiani che hanno senza alcun dubbio sfiorato la mente di qualsiasi essere umano dotato di un barlume di raziocinio. Ciò che differenzia la “Critica della Ragion Pura” dalla chiacchiera al bar o dalla scommessa al Totocalcio è l’atteggiamento mentale, il linguaggio utilizzato, l’appartenenza a una prospettiva riconoscibile. Insomma, il filosofo e il venditore di pere affrontano gli stessi problemi nella vita: come non morire da scemi, come sbarcare il lunario, come essere minimamente felici e come evitare di fare figure di merda. Poco altro. Solo che lo fanno usando apparati cognitivi, linguistici e sociali molto diversi.
Conoscere in tutto e per tutto le pere, per il suddetto venditore, non servirà per ciò a niente di niente, fintantoché costui non deciderà di intraprendere un percorso che gli permetta di utilizzare quelle conoscenze per convincere il maggior numero di persone possibile a comprare le sue maledette pere e non quelle del venditore in fondo alla strada, sperando che le conoscenze di quello là siano meno accattivanti, approfondite e concrete rispetto alle sue.
Allo stesso modo, conoscere in tutto e per tutto i problemi di etica o metafisica, aver glossato anche le ultime virgole di Hegel e Platone, esser riuscito a comprendere almeno al 15% quel labirintico marasma mentale che è la Grammatologia di Derrida, non servirà mai a nulla al filosofo, fintantoché non si metterà in testa di doverci mettere del proprio, di dover applicare quanto imparato ai problemi della vita, alle questioni che attanagliano ogni uomo o donna presente sul pianeta, vivo, morto o non ancora nato (che poi significa morto, solo che è una cosa meno definitiva). Perché un filosofo diventa tale quando la sua “Critica della Ragion Pura” diventa materiale utile agli altri, essendo stato utile in primo luogo a lui stesso. Un filosofo diventa tale quando i suoi pensieri e le sue idee vengono usati da altri esseri umani per progredire in quel cosmico caos chiamato “vita”. Un filosofo diventa tale quando qualcuno usa (ma va benissimo scrivere anche “compra”) i suoi pensieri, in qualunque forma siano stati esposti.
Altrimenti, il filosofo che glossa Platone e Sant’Agostino, ma non viene ascoltato da nessuno e deve sbarcare il lunario non con la filosofia, ma lavando i piatti al ristorante sotto casa, non è un filosofo. Potrebbe essere un genio, questo non lo nega nessuno, ma non è un filosofo. E, nel caso fosse un geniale filosofo incompreso, beh, suo malgrado lo diventerà solo per i posteri, quando il numero di piatti lavati avrà senza dubbio superato immensamente quello delle idee esposte.
E questo, signori miei, sarà anche una sberla, ma è uno spreco immenso.

Cinque motivi per aderire a Patreon

Ci sono alcuni validi motivi per supportare il mio progetto Patreon.
Eccovene cinque!

1. Perché prendere ripetizioni costa di più 
Il mio progetto di divulgazione mette a disposizione gratuitamente da ormai più di due anni contenuti originali che aiutano molti studenti nell’approfondimento di scienze umanistiche. Inoltre, sono sempre disponibile a dare un consiglio in privato a chi mi chieda un breve aiuto sui social! Se invece ci fosse bisogno di un contatto più diretto, alcuni dei Servigi che propongo sono indirizzati proprio all’aiuto nello studio!

2. Perché supportare un progetto culturale di qualità è una cosa di cui andare orgogliosi 
Supportandomi, i Mecenati non raggiungono il solo scopo egoistico di ricevere servigi personalizzati, ma permettono a tutti di fruire gratuitamente dei miei video e dei miei contenuti, cosa che non sarebbe possibile se non avessi un solido supporto economico che mi dia la possibilità di spendere molto tempo in questo lavoro. Sono certo (anche perché me l’hanno detto loro) che ogni Mecenate è orgoglioso di poter dire: “Questa bella cosa vive anche grazie a me!” Senza di loro, il mio progetto finirebbe per morire, oppure dover sottostare a logiche di sponsorizzazione che rischierebbero di minare la libertà espressiva della mia ricerca.

3. Perché potresti costruire una biblioteca al costo di un caffè al giorno 
I miei Mecenati di livello 6 ricevono direttamente a casa il Libro del Mese, acquistato e spedito da me, corredato da una scheda di lettura che faciliti la comprensione dell’opera. Da ormai sei mesi, ognuno di loro sta costruendo una biblioteca filosofica comune e questa è una cosa stupenda! Ma ancora più bello è che lo fanno al costo di un caffè al giorno. La domanda è: riesci a privarti di un caffè ogni giorno per capire meglio Schopenhauer, leggere consapevolmente Foucault potendone discutere con tante persone che condividono la tua biblioteca?

4. Perché c’è una comunità viva che discute, cresce e si diverte 
Tutti i miei Mecenati, anche quelli di livello 1, hanno la possibilità di entrare a far parte di un forum di discussione privato dove dialogare con gli altri mecenati e con me, condividere materiali, idee e opinioni, criticare e proporre, ma soprattutto sentirsi parte integrante di questo progetto. Con i Mecenati di livello 3 mi trovo ogni mese in videochiamata collettiva e parliamo di attualità, politica, cinema, filosofia, letteratura, ma soprattutto chiacchieriamo in amicizia. È una cosa bellissima che sta prendendo piede e viene molto apprezzata! Siamo già ottanta persone e se entri a far parte di questa comunità sono certo che non te ne pentirai! Tutto questo puoi averlo a partire da due euro al mese!

5. Perché… te lo dicono pure LORO!!! 


Ci sono tanti altri motivi per aderire, ma se hai altre domande sull’adesione al progetto, scrivimi in privato e ti spiegherò tutto: dalferro.ric@gmail.com!