MARTEDÌ SBERLE: la Libertà senza Lavoro

Le parole “lavoro” e “produttività” sono spesso associate, ma non viene quasi mai esplicitato che cosa il lavoro produca effettivamente. Perché se è vero che da un lato il lavoro produce merce, servizi e possibilità, dall’altro questo non risolve la questione di che cosa sia effettivamente il lavoro. Anche la mafia produce: disperazione, dipendenze, cadaveri; anche la politica produce: privilegi, sotterfugi, idiozia. Ma mafia e politica non sono “lavoro” nel senso stretto del termine.
Infatti, ciò che il lavoro produce effettivamente è libertà.
Questo potrà suonare alieno alle orecchie di coloro che sono stati convinti di come il progresso umano debba corrispondere all’emancipazione dal lavoro, di come quest’ultimo sia prima di tutto schiavitù, anche quando viviamo nella zona ricca e fortunata del mondo. Ma il lavoro è strettamente (e filosoficamente) produzione di libertà, in un senso molto preciso. Per comprenderlo dobbiamo tornare indietro di molti millenni e osservare la formazione delle prime comunità umane basate sulla divisione dei compiti e sulla specializzazione del lavoro. Questi primi uomini, molto più intelligenti della maggior parte dei miei contemporanei, avevano compreso una cosa importante. Se io miro all’autosufficienza sono un uomo morto. Se in una stessa giornata, contando sulle mie sole forze, dovessi procacciarmi il cibo, costruirmi gli strumenti per farlo, abbeverarmi senza finire avvelenato, difendermi da freddo o caldo, bestie o sfortuna, intemperie o malattia, cercare o costruire un riparo che mi permetta di sopravvivere durante la notte, non durerei poi molto su questo pianeta. Ma soprattutto, la mia sarebbe una vita ben miserabile poiché non avrei mai la possibilità di stendermi su un prato a osservare le stelle o a comporre una musica. Se invece metto da parte l’autosufficienza e decido di specializzarmi nella caccia e pesca, e parte del mio tempo libero lo dedico a relazionarmi con coloro che possono fornirmi gli altri strumenti, capacità, tempo e conoscenze che soddisfano tutti i miei bisogni, allora forse posso farcela. Ci sarà qualcuno specializzato in erbe medicinali che in cambio del mio pesce (ne avrò pescato in gran quantità, ben al di sopra del mio fabbisogno personale) curerà la mia ferita; ci sarà qualcuno che si occuperà di addestrare altre persone adibite alla difesa del territorio e lo farà in cambio del cibo che io procaccerò insieme ai miei soci; ci sarà qualcuno che provvede alle vesti, alla raccolta, all’acqua, e così via. Il mio lavoro insomma mi permetterà di acquisire la libertà di non fare tutte quelle cose, potendo contare sull’altrui abilità.
Allo stesso modo io posso coltivare le mie passioni perché il tempo non dedicato al mio lavoro, ovvero la filosofia, non è vampirizzato dalla necessità di procacciarmi il cibo, trovare l’acqua per bere e lavarmi, costruire un tavolo su cui annotare le cose da fare domani, cucirmi delle calze per non ferirmi i piedi. E questo lo posso fare perché delle persone hanno riconosciuto nella mia specializzazione, ovvero la filosofia, un valore che possono scambiare con qualcosa che è prodotto dal loro lavoro, ovvero il denaro. Senza questo reciproco riconoscimento, senza questo interscambio che si basa sulla specializzazione, non ci sarebbe l’umanità.
Perciò, nella giornata dei lavoratori io festeggio la libertà. E penso a tutte quelle persone che oggi, per eventi sfortunati o mancate occasioni, non hanno un lavoro. Spero che tutti voi, contando sulle vostre capacità, possiate trovare o costruire un lavoro che metta al servizio di tutti i talenti, le attitudini e i valori che portate con voi stessi. E penso a tutte quelle persone che disprezzano il lavoro che fanno, perché non rappresenta le loro capacità, le loro attitudini e il loro valore, e spero che abbiano la forza di cambiare in fretta la loro condizione. A tutti voi l’augurio di trovare il modo di lavorare mettendo a frutto ciò che siete, ritagliandovi (“comprandovi“) quel fazzoletto di libertà che ogni essere umano può fare proprio. E penso a tutti quei rincoglioniti che considerano il lavoro come una schifezza, una schiavitù, un’aberrazione, solo perché forse non hanno la voglia di mettere a disposizione se stessi, o perché non hanno alcun valore da scambiare con gli altri, e mi vien da ridere a pensare che si indigneranno sotto a questo articolo commentando con la tastiera di un computer o uno smartphone, che sono il frutto della specializzazione di migliaia di uomini che lavorano al fine di concedere loro la libertà di dire le stronzate che pensano.
Una carezza a voi, io torno a lavorare.

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Vuoi Farmi da Mecenate?

Da oggi puoi sostenere le mie attività diventando mio Mecenate! 
QUI trovi la pagina ufficiale del mio programma Patreon, dove è tutto spiegato nel dettaglio! Sotto invece, il video di presentazione ufficiale!

Manteniamo Libera la Filosofia su Youtube!

Da pochissimo ho lanciato il mio PROGRAMMA PATREON, dando a voi la possibilità di sostenere concretamente i miei progetti di divulgazione filosofica, artistica, letteraria e culturale. Questa decisione è stata lungamente studiata e pensata e vi chiedo di prendervi qualche minuto del vostro tempo per leggere con attenzione il testo che riporto sotto, che è la presentazione ufficiale degli obiettivi e delle motivazioni che mi hanno spinto a lanciarmi in questa avventura, nella quale spero molti di voi vorranno seguirmi nei limiti delle proprie possibilità! 🙂
Inoltre, domani mercoledì 7 dicembre alle 18.30 ho pianificato una Live in cui potrete pormi tutte le domande del caso, chiedermi chiarimenti, lanciare perplessità! Un’oretta e mezza per lanciare ufficialmente il programma e discuterne insieme!
Questo il link alla Live: https://www.youtube.com/watch?v=ogFD9HNHky0 

Ciao!
Io mi chiamo Riccardo, sono un ventinovenne vicentino con la passione per la filosofia e il teatro, ma sul web sono maggiormente conosciuto come Rick DuFer. Nel 2014 ho avviato un progetto di divulgazione filosofica, letteraria, artistica e culturale attraverso il mio canale Youtube e mai MAI avrei pensato che in meno di due anni questo progetto sarebbe diventato la mia principale attività lavorativa.

Da sempre cerco di far sì che le mie passioni corrispondano alla mia vita e al mio lavoro, e dopo varie peripezie (tra le quali la fondazione e il fallimento di numerose associazioni, una montagna di progetti riusciti e non, la pubblicazione di un romanzo, la collaborazione con editori di ogni stampo) sono riuscito a creare e curare una folta comunità di persone che, professionalmente o amatorialmente, condivide con me questo grande amore per la libertà di pensiero ed espressione. (continua sotto al video)

Ad oggi il mio lavoro è fare ricerca filosofica, ricerca che ho il piacere di portare non solo sul web (Youtube, pagina FacebookTelegram principalmente), ma anche in giro per l’Italia, con i miei spettacoli di Stand-Up Philosophy, i miei seminari tematici, le mie conferenze a tutto campo. Dire questo è per me una gioia straordinaria perché significa aver realizzato il sogno della mia vita: poter vivere facendo del mio libero pensiero il motore anche economico della mia esistenza, non dovendo sottrarre a questa attività (che mi porta via quattordici ore al giorno) tempo ed energie preziose.
In passato ho declinato offerte di sponsorizzazione che, se da un lato mi avrebbero permesso di rendere più economicamente sostenibile la mia attività, dall’altro mi avrebbero costretto a piegare i miei contenuti alle necessità economiche dello sponsor. Ho rifiutato perché, se faccio quello che faccio, è proprio per poter essere libero di creare ciò che più si confà alla mia sensibilità, ai miei obiettivi e ai miei desideri.

La mia ricerca non è in vendita perché essa corrisponde alla mia vita. L’unico patto che posso stipulare è tra me e voi, e pretendo che nessuno possa mettere naso in questo rapporto irrinunciabile.

Durante l’esponenziale crescita nel numero di persone che mi seguono e dei progetti che porto avanti mi sono sorpreso a dover dedicare sempre più tempo ai video e al web e sempre meno ai progetti “mondani”, quelli che si svolgono là, fuori da internet. Il “lavoro finito” che vedete voi è solo una piccola percentuale di ciò che sta dietro un video: lo studio e la preparazione portano via a volte settimane; la scrittura del video è minuziosa e non sempre immediata; la registrazione, il montaggio e la post-produzione sono ore e ore del mio tempo che vengono spese (felicemente, perché amo farlo) senza che io possa occupare quel tempo in modi diversi. I ricavi “diretti” di Youtube (gli annunci pubblicitari) non coprono nemmeno in minima parte questo tempo così ben speso e questo, pian piano, sta diventando un problema.
A ciò si unisce la sempre maggiore richiesta di informazioni, consigli, delucidazioni che le persone al mio seguito mi sottopongono (lezioni private online, consulenze su questioni personali o lavorative, richieste di lettura manoscritti e cose simili). E io fino ad oggi ho cercato in ogni modo di rispondere a tutte le richieste, ma sta diventando sempre più difficile.

Per tutti questi motivi ho deciso di avviare questo Patreon, i cui obiettivi sono chiari:
1) permettere ai miei progetti via web di essere sostenibili economicamente senza dover rinunciare alla mia libertà di esprimere ciò che desidero: il micro-finanziamento continuativo da parte vostra è la strada più felice che possa intraprendere per ottenere ciò;
2) fornirvi servizi che oggi non potrei darvi se non in misura di uno scambio economico: lezioni, consulenze, letture, ma anche piccoli contenuti extra e un rapporto più stretto con le mie attività, e perciò con la mia vita;
3) darvi la possibilità di avere una voce importante nella programmazione delle mie attività, attraverso hangout di gruppo una volta al mese, di consigli e critiche, ma anche di semplice scambio di chiacchiere e idee;
4) ampliare il mio raggio d’azione sul vostro modo di rapportarvi alla filosofia e alla cultura, per esempio inviando ad alcuni Patreon il “Libro del Mese”, scelto tra titoli di filosofia e corredato da dedica e guida alla lettura da me scritta;
5) migliorare anche le strumentazioni con cui produco contenuti, magari permettendomi di acquistare una videocamera migliore, un computer più prestante e perché no, affittare uno studio più ampio e professionale, per portare a tutti contenuti di sempre maggiore qualità!

ATTENZIONE: questa idea non è assolutamente il tentativo di creare utenti di serie A e di serie B! I miei contenuti saranno SEMPRE DISPONIBILI LIBERAMENTE A TUTTI senza che chi non può donare abbia qualcosa in meno rispetto a ciò che posso offrire oggi. Non agirò in una logica di “sottrazione”, bensì di ampliamento! Si tratta, per tutti i motivi sopra citati, di potermi mantenere autentico e libero attraverso il vostro aiuto, e in questo modo poter eventualmente fornire qualcosa in più a chi vorrà sostenermi in questo percorso che, lo ripeto, ha come obiettivo poter fare arrivare a TUTTI e SEMPRE i miei contenuti, senza distinzione né compromessi.

La cosa importante da capire è che se non riusciremo a sostenere i miei progetti in questo modo, le soluzioni saranno due: diminuire il numero di pubblicazioni per dedicare più tempo ad altre attività meno belle, oppure trovare uno sponsor che finanzi il mio progetto, con tutti i rischi di compromesso editoriale che questa decisione si porta appresso.
Perciò, pensateci bene 😉

Anche il minimo sforzo sarà ripagato con tutto l’entusiasmo di cui dispongo, con tutta l’emozione che ho da mettere in questi progetti che voglio portare a voi e portare avanti INSIEME a voi! E se non potrete donare, aiutatemi moltiplicando le condivisioni dei miei video e dei miei contenuti, in modo che altre persone vengano a contatto con questa comunità viva, questi progetti straordinari, queste idee libere da vincoli che non siano quelli dell’Emozione e della Ragione (che vincoli non sono)! 

Patreon è la soluzione che ho scelto per mantenere libera la nostra filosofia su Youtube.
Spero tu voglia darmi il tuo aiuto! 🙂

Qui sotto ecco un’immagine che spiega come funziona la Home Page del programma Patreon, così da aiutarvi nell’orientamento di ciò che potete fare! 
Domani alle 18.30 ci vediamo in Live per rispondere a tutte le domande che vorrete farmi! 
Intanto, grazie per aver letto fino a qui, è una cosa importantissima per il futuro del NOSTRO progetto! 😉 

spiegazione

Ora vi dico a cosa serve la filosofia

Era una mattina di gennaio.
Avevo appena finito di scrivere l’ultima parola del mio primo romanzo. La parola era “mio” e dentro c’era tanta di quell’insicurezza che non potete capire. Avevo le lacrime agli occhi e le mani che tremavano, ma tutto questo aveva poco a che fare con il libro o con la tastiera. Erano stati tre mesi di frenetica stesura, di storie paradossali, di specchi dentro cui guardarmi. Si trattava di un Riccardo davvero diverso rispetto a quello che vedete oggi, tanto su YouTube quanto nella vita reale. Si trattava di un Riccardo che aveva appena cominciato a (ri)farsi la domanda che molte persone pensano di non doversi più porre, una volta giunti a chissà quale traguardo della vita: “Che fare?” Continua a leggere “Ora vi dico a cosa serve la filosofia”