Satira e Filosofia a Padova, 14 marzo

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LA PAROLA NEL POZZO – chiusura iscrizioni prorogata al 10 settembre!

C’è ancora tempo per i ritardatari, per i sonnolenti, per i procrastinatori, per gli scettici, per gli indecisi, per i disattenti! Ancora 10 giorni per iscriversi a “La parola nel pozzo“, il mio nuovo seminario sulla letteratura, l’arte e la creatività! E se venite da lontano, non preoccupatevi, siamo attenti a ogni esigenza e pronti a soccorrere le vostre necessità!

A “La parola nel pozzo” ci saranno lezioni, simposi e workshop riguardanti la fantasia e i suoi linguaggi! Impareremo, faremo festa, saremo immersi in una comunità di persone entusiaste delle idee e dell’immaginazione e non c’è modo migliore per innamorarci di noi stessi! Non perdete quest’occasione, ci sono ancora 3 posti a disposizione!

Sei ancora scettico? Guarda il video!

E se vuoi il programma completa chiedimelo via mail: dalferro.ric@gmail.com!

Alla ricerca del titolo perduto (parte 2)

Dopo una scorribanda folle, divertente e disperata,
siamo arrivati a isolare TRE proposte TRE
per decidere quale sarà il titolo della mia nuova rubrica di fiosofia su YouTube!
Grazie a tutte le proposte, i suggerimenti, le provocazioni, le idee,
tutte sono state preziose per giungere a queste tre possibilità,
MA ANCORA NON È FINITA!
Ora, lascio a voi, alla mia community, la scelta democratica
su quale tra le tre possibilità
verrà eletta a vincitrice!
E, in occasione di questo, vi faccio pure vedere l’immagine di copertina
della rubrica, ecco!

Le tre proposte sono le seguenti:
Cogito Ergo Tube“, proposta da Vania (@_OpusPistorum) 
FiloSoFarSoGood“, proposta da Laura (@homosensuale) 
Etica Rickomachea“, proposta da Arianna (@AryDeRizzo)

C’è tempo fino a giovedì per votare la proposta
e quella che avrà più preferenze diventerà il TITOLO!
Avanti, bestie democratiche, VOTATE!

sondaggio

Conclusione #CreiAmo a Schio

Un’altra avventura è conclusa, un altro percorso terminato, ma non finito.
#CreiAmo in C.S.A. Arcadia è stato scoppiettante, emozionante, divertente, formativo,
stimolante, opulento, sarcastico, energico, insomma: UN SUCCESSO!
Ieri sera abbiamo concluso con Nietzsche e quel proverbiale “Diventa te stesso
che troppo spesso è stato frainteso, e abbiamo gettato le basi
per il prossimo laboratorio: “La scrittura di sé“.
Ma questa è un’altra storia.

Intanto, godetevi le meravigliose immagini di questa classe stupenda
che mi ha dato molto di più di quanto io abbia potuto dare a loro
(che è stato comunque TANTO. Vero?!?)

GRAZIE A TUTTI. 

totti tutti

storti ary3

ary2

finelabMarzo

Racconto fino a 10

nascondinogiochiamo a nascondino?
io inizio a raccontare fino a dieci.

una, la volta che ci concederai di perderci, o almeno è quello che mi ero ripetuto, proprio perché l’uno non si ripete, l’uno è monotono, monografo, monogamo, monocromo. una volta per sprecarci tutto, una volta per ridarci le coordinate, una volta per ritrovarci senza aver avuto altre occasioni.
due, in una dialettica scansaequivoci, il bene e il male, il voglio e il posso, il vedo e il credo. due nulla che si incontrano, identici e senza pretese, due come gli occhi-lampadina, due come le mani cercapelle, due come le gocce che mi ricordo e dopo solo il silenzio.
tre, come quelle cose che non sono un numero. tre come trema, come trerremoto, come tremendo. tre, come le proibite dogane della perversione, tre come le asimmetrie in asimmetrìo. tre, come le cose che ti racconto senza muover bocca, tremando sotto un treno di occasioni mancate.
quattro, di lato in lato, cerchiando di far quadrare il cerco. le quattro, pesanti come un colpo, come dissero i quattro poeti di cui non racconto il nome. racconto fino a quattro e poi mi fermo, perché quattro sono i cieli, quattro le imperfezioni, quattro gli arti, quattro i nostri occhi.
cinque, rintocca il gong. cinque modi tutti nuovi per mimetizzarci: dentro le parole, poi sotto i piedi scalzi, poi in mezzo a ombelichi bagnati, poi sottolingualunga, cinque sottopelled’oca. cinque come le dita se mi prendi una mano sola, cinque come giro di boa constrictor imperator, lingua biforcuta, spire dolci, soffocamento erotico.
sei, e i luoghi comuni del numero che ricalca l’essere. sei ostinata, sei arrendevole? sei una domanda irrisposta. sei, desiderante frugante chiedente allunante frenetica irresponsabile. sei o non sei, questo è il dilemma. sei ancora lì che m’aspetti, in mezzo ai pianeti, oppure sei sprofondata a un confine che non so e che continuerò a cercare imperterrito? sei qui, volente o nolente o piangente.
sette, segrete, racconto il sette come si raccontano le cose indicibili. sette, e così bevvi per dissettarmi. sette come i desideri che ti disegnerei dentro, dopo averti aperta come un libro di sangue, rosso e splendente organigramma di tutto ciò che è terrestre. sette i luoghi che di te visiterei, assettandomi di nuovo, morendo di sette, raccontando di sette in sette gli zeri che mi cancelli di dosso.
otto, e con esso tutte le rime che amo così tanto. otto, come ogni osso rotto, inseguendoti in campo al mondo. otto, racconto con voce sommessa l’averti ricercata nei tuoi sopra e nei miei sotto: sotto la lingua, sotto la pelle, sotto le palle, sotto le unghie. non ti ho trovata, ma forse manca poco. otto sotto un tetto, oppure otto in cammino sotto la pioggia. otto.
nove, è proprio l’imperfezione dell’approssimazione, ancora troppo distante dal dieci, fin troppo vicino allo zero. è la tensione muscolare prima dell’orgasmo, il ricominciare senza aver cominciato mai, il ritirarsi delle parole e delle idee appena dopo la marea. nove, con quel vento di novità che ancora non spira, con quel desiderio irrisoluto di desiderio stesso, quel nove che è molto più di dieci, e meno di zero perché ancora niente è compiuto. nove, proprio il luogo in cui ci fermerei per fare l’amore che non c’è.
dieci. troppo tondo, anche se ti trovo. troppo pieno, anche se scompari. troppo vuoto, troppo grasso, troppo tronfio, troppo scontato. il dieci sa tutto non chiede più nulla. il dieci è il numero a cui si fermano tutti, e noi no. primo perché è ovvio. secondo perché è fermo. terzo perché è giusto. quarto perché è sano. quinto perché è bello. sesto perché è completo. settimo perché è santo. ottavo perché è perfetto. nono perché è pari. decimo perché è dieci.
quindi, vado avanti.
undici, come tutte le tue anime nascoste.