24.01.18: Teoria della Classe Disagiata

Mercoledì 24 gennaio alle ore 21.00, Raffaele Alberto Ventura, autore del discusso testo “Teoria della Classe Disagiata“, sarà ospite sul mio canale Youtube per un dibattito intorno alle tematiche sollevate dal suo libro.

Una live importante per tutti coloro che hanno intrapreso o pensano di intraprendere un percorso di studi o lavorativo incentrato sul terziario avanzato, come per esempio nel settore della cultura. Ma anche un’occasione di confronto tra due visioni del mondo piuttosto distanti come la mia e quella di Ventura. Indubbiamente, un’occasione di crescita che vi suggerisco di non perdere.

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Consigli di lettura: dicembre 2017

Come sempre durante i periodi di pausa del canale Youtube, i consigli di lettura non li troverete in formato video, ma qui, in un articolo veloce per darvi qualche dritta su cosa leggere durante questa pausa invernale!

Senza perderci in ulteriori chiacchiere, direi di tuffarci nei cinque libri che recentemente ho letto e che dovete assolutamente recuperare!

  1. “L’Avversario”, Emmanuel Carrère – Questo è un autore che ho incontrato un po’ per caso quando stavo preparando la mia Live su Philip K. Dick: cercavo una biografia originale sullo scrittore americano e mi sono imbattuto in “Io sono vivo, voi siete morti” e me ne sono perdutamente innamorato. Non solo del libro in sé (piccolo gioiello, ve lo consiglio, anche se non siete affiatati lettori di Dick), ma soprattutto l’idea e l’ispirazione narrativa: Carrère parte da storie quasi sempre vere per costruirci (o estrapolare?) romanzi di altissima letteratura. “L’Avversario” segue questo principio e, partendo da un orribile fatto di cronaca accaduto in Francia negli anni 90, estrae un piccolo capolavoro della letteratura psicologica e criminale. Un romanzo inadatto a chi ha il cuore debole, si tratta di un vero viaggio nelle profondità della devianza comportamentale umana, ma ancora di più è un viaggio che ci dimostra incontrovertibilmente che l’assassino, il malvagio, il mostro, è nell’animo di ognuno di noi quando ci abbandoniamo alla normalità.
  2. Teoria della classe disagiata“, di Raffaele Alberto Ventura – Di questo libro ho parlato brevissimamente in questo video, ma nonostante il mio sguardo fortemente critico (e a inizio 2018 uscirà un mio articolo dal titolo “Teoria della classe rassegnata”, state all’erta), credo sia un testo da leggere per comprendere certe dinamiche e per avere uno sguardo certamente originale e disincantato sull’industria culturale contemporanea. Di certo un libro che rispecchierà paure e disillusioni di una generazione, la mia, che molto spesso si dimentica la differenza tra reale e immaginario, con tutti i danni che questo porta con sé.
  3. Cervello. Manuale dell’utente“, di Marco Magrini – Sono sempre piuttosto scettico su quei libri che desiderano trattare le neuroscienze in modo “simpatico” e accattivante poiché molto spesso questo comporta una semplificazione talmente bassa degli argomenti da renderli quasi indigesti. Ma non è questo il caso di questo bellissimo libro, chiaro e scorrevole, che non pecca mai di banalizzazione e riesce a spiegare (“for dummies”) in modo piacevole le più recenti scoperte nel campo della neurobiologia e neuropsicologia. Per chi desidera saperne di più su come funziona l’organo più vicino a ciò che chiamiamo “io”, beh, questo è un testo consigliatissimo!
  4. Menti sospettose“, di Rob Brotherton – Siamo tutti complottisti? No, direi di no, ma ciò che possiamo affermare senza tema di smentita è che il complottismo è parte integrante di un comportamento che tutti noi nutriamo. Perciò, tutti noi siamo complottisti in potenza. Questo splendido testo di Brotherton (di cui ho parlato anche QUI) fa luce, in modo brillante, sulla natura della mentalità del complotto, quella che ci porta a vedere, dietro la complessità del mondo, una fitta rete di poteri, volontà e intenzioni che in realtà… non esistono! Un bellissimo excursus che tocca filosofia politica e scienze cognitive, socialità e psicologia, e che consiglio di leggere a tutti coloro che si considerano molto più intelligenti di un terrapiattista!
  5. Difendere l’indifendibile“, di Walter Block – Una lettura POCO natalizia che parla di filosofia dell’economia in modo dissacrante e crudo. Perché un economista dovrebbe difendere figure professionali come quella della prostituta, dell’usuraio e dello spacciatore? Perché dovremmo leggere un libro che difende il “porco maschilista” o il ricattatore? Block ha una risposta che ci spiazza: “Perché sono eroi”. E questa non è solo satira, ma è un logico ragionamento che poggia le sue basi su un concetto di “libero mercato” che molto spesso fraintendiamo, facendone una caricatura. Un libro che va letto mettendo da parte moralismi e pregiudizi, poiché mira ad aprire la mente su uno degli aspetti più sordidi della nostra società. Consigliatissimo, divertente e intelligente, anche se non sarete d’accordo con l’analisi!

Con questi consigli io vi lascio alla vostra pausa (se siete in ferie) oppure ai vostri lavori, e vi auguro di passare una serena fine d’anno, tenendo sempre conto che non è tutto noia ciò che pensa!

Il Complotto dei Saperi Forti: dal 12 al 19 giugno su Edutube

Sapere è Potere, direbbero alcuni.
Sapere o Potere direbbero altri.
Il rapporto tra la conoscenza e il potere è da sempre uno dei più problematici che possano essere analizzati. Nel corso della storia, la relazione tra queste due istanze della società umana è mutata, rovesciandosi e trasformandosi in maniere irriconoscibili.
Se da un lato è vero che senza il potere (economico, politico, sociale) non si potrebbe mai avere un’organizzazione scientifica, una divulgazione delle conoscenze e la costituzione di un sapere condiviso, è altrettanto vero che senza un serio atteggiamento di ricerca, di curiosità e di apprendimento non sarebbe mai stato possibile l’erigersi di una qualsivoglia forma di potere, sia essa politica, sociale o economica.
In questo strano valzer, abbiamo visto il potere mettere i bastoni tra le ruote del sapere, ma abbiamo anche visto un certo tipo di conoscenza scientifica, filosofica e artistica rovesciare gli equilibri politici che si erano costituiti. Il sapere è stato a volte amante altre volte carnefice del potere, e così quest’ultimo ha saputo dapprima collaborare con la scienza, per poi pugnalarla alle spalle.
“I Saperi Forti” è un progetto collettivo marchiato Edutube Italia che ha come obiettivo quello di sviscerare, nei vari campi del sapere, alcuni di questi nodi storici e sociali che la conoscenza e il potere hanno intrecciato durante la vicenda umana: filosofia e politica, biologia ed economia, ma anche architettura, ingegneria, letteratura, chimica e società, collettività, diritto e costituzione. L’orizzonte de “I Saperi Forti” si gioca su una narrazione che metta insieme due cose così aliene eppure inscindibili come il sapere scientifico e umanistico e il potere politico, sociale ed economico.
Nel bivio tra il Sapere e il Potere, Edutube li sceglie entrambi. 
Benvenuti nel complotto dei Saperi Forti.

I Saperi Forti_calendario

Serata su Marx (10 novembre)

In queste ore di fermento politico è importante andare a ritrovare alcuni punti fondamentali che hanno costruito questo mondo contemporaneo.
Perciò, vi invito alla Serata dedicata a Karl Marx, in diretta streaming sul mio canale Youtube, giovedì 10 novembre dalle ore 21: tra filosofia politica e teoria economica, tra materialismo dialettico e destino. Parleremo del pensiero di uno tra i più anomali e influenti pensatori della filosofia moderna e contemporanea, quindi non mancate!

Arrivati a questo punto…

A quale punto?
Non importa, prendete qualsiasi punto inaccettabile a cui siamo giunti: politicamente, socialmente, culturalmente, economicamente. Provate a immaginarvi uno di questi punti, quello che sentite più intimamente connesso alla vostra vita, quello che proprio non vi va giù, quello che vi ha fatto dire: “Arrivati a questo punto, tutto è perduto…”.
Fatto?
Ora prendetemi per mano e vi faccio fare un giro…

Se siamo arrivati a questo punto è perché

per molto tempo e per molte generazioni, quelli che avevano qualcosa di buono da dire hanno preferito non sporcarsi le mani, le parole, le idee, con la codarda consapevolezza che la politica l’avrebbe fatto al posto loro, e hanno lasciato il campo libero al minor male. E di minor male in minor male, siamo arrivati ai disastri odierni.

troppe volte abbiamo consegnato la nostra libertà di decidere in mano ad altri, in mano a quelli che decidevano non per le conseguenze di quelle decisioni, ma per racimolare qualche voto in più, spargendo consenso sul breve periodo, senza riflettere a cosa sarebbe accaduto due generazioni più tardi.

eravamo convinti che qualsiasi cosa avremmo fatto, le responsabilità sarebbero state insostenibili, e così abbiamo preferito che quelle responsabilità se le prendessero quelli che non si sarebbero minimamente curati delle responsabilità.

abbiamo preferito nutrire un’immagine ideale della politica, solo perché quelli con le buone idee, quelli buoni di cuore, quelli responsabili, non hanno saputo trovare il coraggio di calare quelle buone idee, quel buon cuore, nei compromessi della società che, essendo complessa e variopinta, non è mai a immagine e somiglianza di una sola buona idea (per fortuna!).

siamo stati pigri, privi della spinta necessaria a guardare oltre la nostra quotidianità: non abbiamo manifestato quando ce n’era il bisogno, non abbiamo appoggiato gli altri quando potevamo farlo, non abbiamo preso posizione se non quando avevamo le spalle ben coperte. Non abbiamo rinunciato quando potevamo, non abbiamo sacrificato quando dovevamo. Non abbiamo fatto niente di niente, giungendo a questo nulla di nulla.

abbiamo agito egoisticamente, tutti noi, e dobbiamo guardarci negli occhi e dircelo: non avevo voglia di suddividere la spazzatura per il riciclo? Non ho glissato su quattro, cinque, venti, cinquanta scontrini? Non ho “dimenticato” di dichiarare quel guadagno, quel compenso? Non ho detto la una falsità a domanda chiara, solo perché mi faceva comodo rappresentare l’eccezione alla regola?

preferivamo nasconderci dietro la citazione di poeti, musicisti, artisti, senza capire che (purtroppo) la politica non si fa a colpi di versi di poesie e canzoni. Senza ammettere che poesie, canzoni e romanzi servono alla nostra anima per ritrovare la strada dopo che il compromesso, la collettività e la società ci hanno fatto piombare nella loro complessità.

abbiamo aspettato il Messia che ci dicesse: “Io sono il migliore di tutti perché sono uno di voi!” e così dicendo ci ha fatti sentire migliori: non parte del problema ma della soluzione, non colpevoli silenziosi, ma potenziali eroi. E gli eroi, amici miei, non esistono poiché il mondo non ne ha avuto bisogno, mai.

“Il potere è la guerra, la guerra continuata con altri mezzi” diceva Foucault.
E se qualcuno si sente sufficientemente candido da non prendere parte a questo gioco, da non poter sporcare il proprio candore e le proprie idee con la concretezza della realtà, ne stia fuori del tutto: ma anche dal commentare, dall’avere un’opinione, dal criticare e dal decidere. Perché se c’è qualcosa di peggio di un malvagio che comanda, quello è un finto santo che mette bocca su ciò che non ha il coraggio di toccare.
Questo pezzo lo scrive un idealista convinto, un ottimista impenitente e irriverente, uno che non si è mai arreso al potere, non essendo tra quelli “così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”.
Questo pezzo lo scrive un colpevole, un manchevole, un non-candido né tantomeno santo, consapevole che per ritornare indietro da quel “di minor male in minor male”, dobbiamo procedere per un “di minor bene in minor bene”.
Ma se questo mondo lo vogliamo cambiare, dobbiamo cominciare a prenderci le responsabilità delle nostre decisioni, e non pretendere di commentare e criticare senza mai aver preso una responsabilità in vita nostra.
Arrivati a questo punto, bisogna fare qualcosa, ognuno di noi in ognuna delle nostre piccole vite. E se saremo in numero sufficiente per farlo, allora quel punto, domani, potrebbe essere un altro.
E potremmo persino andarne orgogliosi.