La Crisi dell’Urbanizzazione e la Fine del Mondo

fine del mondo

Annunci

#SolarisWeek

Nella settimana dal 21 al 28 settembre, YouTube diventa un posto bello.
Certo, lo so, lo è già (perché ci trovate cose come il mio canale), ma in quel periodo lo diventerà ancora di più perché, grazie alla collaborazione con numerosi canali di #EduTubeItalia e in occasione del novantaquattresimo compleanno di Stanislaw Lem, si svolgerà la #SolarisWeek e per un’intera settimana si parlerà di fantascienza, esplorazione esoplanetaria, fisica, matematica, chimica, astronomia, astrologia cinese, letteratura, cinema, arte, fiabe per robot, e tante altre cose stupende che verranno trattate nei video dei canali partecipanti e che culmineranno in una grande Live collettiva che si terrà sabato 26 settembre alle ore 21.00! Continua a leggere “#SolarisWeek”

Ora vi dico a cosa serve la filosofia

Era una mattina di gennaio.
Avevo appena finito di scrivere l’ultima parola del mio primo romanzo. La parola era “mio” e dentro c’era tanta di quell’insicurezza che non potete capire. Avevo le lacrime agli occhi e le mani che tremavano, ma tutto questo aveva poco a che fare con il libro o con la tastiera. Erano stati tre mesi di frenetica stesura, di storie paradossali, di specchi dentro cui guardarmi. Si trattava di un Riccardo davvero diverso rispetto a quello che vedete oggi, tanto su YouTube quanto nella vita reale. Si trattava di un Riccardo che aveva appena cominciato a (ri)farsi la domanda che molte persone pensano di non doversi più porre, una volta giunti a chissà quale traguardo della vita: “Che fare?” Continua a leggere “Ora vi dico a cosa serve la filosofia”

La vergogna prometeica: Günther Anders e la paura del presente

La filosofia è invenzione di concetti.
E non esiste concetto più utile alla nostra epoca di quello coniato da Günther Anders: la “vergogna prometeica“.
La leggenda di Prometeo narra di come l’uomo, dopo la sua creazione priva di possibilità di sopravvivenza (a differenza delle altre fiere egli non aveva artigli, né armi naturali), fosse stato aiutato da Prometeo il quale, dopo aver trafugato il fuoco della conoscenza dalla casa di Zeus, lo consegnò all’umanità che da quel momento ebbe la capacità di discernere il bene dal male, ma soprattutto di manipolare la natura per la propria sopravvivenza, sottomettendola all’intelletto: in poche parole, di fare τέχνη, ovvero tecnica.
In questa metafisica della tecnologia, la macchina è separata dal corpo, la cultura dalla natura, e tutto ciò porta inevitabilmente al veloce perfezionamento delle tecnologie a discapito del lento cambiamento dell’uomo stesso che, nell’epoca odierna, si trova a dover fare i conti con la perfezione delle proprie creazioni e all’imperfezione della biologia che lo contraddistingue. Calcolatori perfetti contro una mente più lenta, macchine ultrapotenti di fronte alla fragilità del corpo. L’uomo si vergogna della propria insufficienza al cospetto della straripante perfezione delle macchine che costruisce. La cultura supera la natura, come dice Anders.
Per questo, Anders parla della grande paura del presente: le macchine prendono il sopravvento sull’anima dell’uomo, sulla sua libertà, sulla sua azione.

Voi che cosa ne pensate?

Per approfondire:
G.Anders, “L’uomo è antiquato – Vol.1”: http://amzn.to/1IlZ7Gk 
G. Anders, “L’uomo è antiquato – Vol.2”: http://amzn.to/1xWKg5k
G.Anders, “Diario di Hiroshima e Nagasaki, un testamento intellettuale”: http://amzn.to/1OZ4oH0
F.Lolli, “Günther Anders”: http://amzn.to/1OZ4oXK