Libro del Mese di agosto

Uno dei progetti filosofici più interessanti del Novecento fu la “Storia del Sentimento” di Günther Anders. Purtroppo, quel progetto non vide mai la luce perché l’autore si impegnò politicamente per trent’anni sulle tematiche del disarmo atomico, della non-violenza, del diritto internazionale.
Nonostante questo, Anders ci ha lasciato molte tracce sparse di quella ricerca affascinante, che partiva dal presupposto secondo cui “un uomo del Cinquecento amava in modo differente rispetto a un uomo dell’Ottocento; e così l’odio e l’ammirazione, la paura e la meraviglia, tutti i sentimenti hanno vissuto un percorso di mutamento che li ha trasformati. Nessuna epoca ha avuto lo stesso odio.”
“L’odio è antiquato” è una di quelle tracce, un testo fulmineo e profondo, che resta dentro come una cicatrice e che mette in discussione il nostro rapporto con questo sentimento così socialmente significativo. E lo sappiamo bene: oggi si odia in modo diverso da come si odiava ieri. 
Il Libro del Mese è un’iniziativa legata al mio Programma Patreon, il modo con cui una comunità di più di ottanta persone sostiene economicamente il mio progetto di divulgazione filosofica sul web. In cambio del sostegno economico, i miei Mecenati ricevono servigi commisurati al loro contributo: racconti mensili inediti e partecipazione a videoconferenze mensili, libri e magliette, iscrizione a forum privati di discussione e tante altre cose!
I Mecenati di livello 6 o superiore riceveranno il testo, da me acquistato e corredato da una scheda di lettura che faciliti la comprensione, direttamente a casa! 
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QUI trovate anche l’elenco dei Libri del Mese da gennaio in poi!
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Bisogna Essere Buoni, Cazzo!

ci fate almeno caso, quando siete felici?
sarà l’innamoramento, sarà la primavera, ma trovo che la felicità ha un gusto tutto particolare. sa di inaspettato e di eccedente, perché in fondo non avremmo mai scommesso un centesimo sulla felicità. sa di erba appena tagliata e di pagine bianche, così delicata da essere troppo spesso dimenticata sul più bello, proprio quando dovremmo accorgercene, dannazione, che siamo felici!
domenica sera la dedico alla felicità. e a Kurt Vonnegut, ovviamente. domenica sera la dedico a tutti coloro che sanno ancora dire agli altri di essere felici, persino quando la felicità è il breve sorriso accennato di una persona amata, la guarigione d’un genitore ammalato, la fine delle ostilità con qualcuno con cui non si sarebbe mai voluto fare la guerra, una bella storia appena ascoltata. domenica sera parleremo di tutto ciò che di bello possiamo vedere intorno a noi, accorgendoci del brutto che potrebbe capitare. parleremo del tempo che non abbiamo per essere infelici, della morte che non sapremo mai quando arriva e che incombe, rendendo necessaria la felicità. perché “quando sei morto, sei morto”, e perché “fai all’amore quando puoi: ti fa bene”.
la prossima volta che siete felici, fateci caso.
tipo domenica sera, io sarò felice. e ci faremo caso, per chi vorrà esserci.

“Io conosco una sola regola: bisogna essere buoni, cazzo!”  Continua a leggere “Bisogna Essere Buoni, Cazzo!”

Dalla Civil War alla Personal War

Sono finalmente andato a vedere “Captain America: Civil War” e ne ho già brevemente discusso vocalmente sul mio canale Telegram. Ma mi pareva opportuno scrivere alcune righe di riflessione per un film a lungo atteso.

Prima di tutto bisogna dire che “Civil War” è un grande film: la regia, la fotografia, ma soprattutto la scrittura (sia della sceneggiatura che dei personaggi) sono di alto livello, probabilmente un paio di scalini sopra i già ottimi episodi precedenti. In un panorama cinefumettistico dove la scrittura dei personaggi è quasi sempre sacrificata all’altare della spettacolarità (vedi “Batman V Superman: Dawn of Justice“), questo è un elemento che soddisfa molto chi come me è interessato alla narrazione e alla trama di un film.

Ciò non significa che chi ricerca la spettacolarità verrà deluso. “Civil War” è un concentrato adrenalinico di splendidi combattimenti e momenti mozzafiato, ma senza esagerare (per fortuna). Continua a leggere “Dalla Civil War alla Personal War”

La disabitudine alla vita

Ciò che ci viene mostrato è esattamente ciò che guardiamo.
Guardiamo un corpo, un bambino, una spiaggia. Non vediamo la vita perché siamo disabituati a vederla. Ciò che non vediamo è ciò che non ci viene proposto con superficialità dai media. Noi guardiamo, ma non vediamo. Come quando rallentiamo in autostrada perché c’è un incidente e ciò che guardiamo, quando passiamo accanto al luogo dello schianto, è solo cadaveri, lamiere, carne. Non c’è altro perché, molto semplicemente, ci siamo disabituati a vedere. Ci scandalizziamo non per la morte o per la vita, ma perché quel cadavere, quel corpo, è così simile al nostro. Non è empatia, è immedesimazione.  Continua a leggere “La disabitudine alla vita”

Dresda-Trafalmadore, sola andata

C’è Billy Pilgrim dentro una gabbia da cui osserva un pianeta alieno. Poi c’è Kurt Vonnegut dentro una gabbia da cui osserva una città rasa al suolo dalla codardia degli uomini. Chi l’avrebbe mai detto che questi due eventi lontani nello spazio e nel tempo avrebbero trovato posto in una stessa storia? Continua a leggere “Dresda-Trafalmadore, sola andata”