TolkienWeek: solo su Daily Cogito

Da non perdere, daily cogito

Non tutto quel ch’è oro brilla, né gli erranti sono perduti; il vecchio ch’è forte non s’aggrinza, le radici profonde non gelano. Dalle ceneri rinascerà un fuoco, l’ombra sprigionerà una scintilla; nuova sarà la lama ora rotta, e re quei ch’è senza corona.

Dal 17 al 23 giugno si terrà la #TolkienWeek: 5 episodi di Daily Cogito + uno speciale di FiloSoFarSoGood per esplorare l’opera e l’universo creato da J.R.R. Tolkien!
Tra Il Signore degli Anelli e il Silmarillion, tra Hobbit e Signori Oscuri, mitologia e politica, cercheremo di porci la domanda più importante che qualcuno possa porsi di fronte a questa vastità: che cosa possiamo farne di Tolkien, oggi?
E lo faremo tentando di svegliarci per pensare, oppure pensare per svegliarci! 😉
Vi aspetto!

Daily Cogito è ascoltabile e scaricabile gratuitamente da tutte le principali piattaforme di podcasting! Per esempio, lo puoi trovare su
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Non hai capito il don Chisciotte?

daily cogito, filosofarsogood, Filosofia, Narrativa, podcast

Se sei tra coloro che non hanno capito il don Chisciotte (perché magari sono rimasti delusi dalla sua apparente sconclusionatezza, o perché cercavano un romanzo cavalleresco d’altri tempi), o che magari ancora non l’ha mai letto e ha solo bisogno della spinta giusta, ti consiglio di non perdere l’ultimo podcast di FiloSoFarSoGood!

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FiloSoFarSoGood 1/3: la Superstizione

filosofarsogood, Filosofia, FSFSG: la rivista

Clicca qui per scaricare gratuitamente il terzo numero di FiloSoFarSoGood!

copertina

Cosa significa essere superstiziosi? Quali sono le fonti del pensiero superstizioso? Siamo davvero capaci di liberarcene oppure la superstizione fa intrinsecamente parte del nostro pensiero? Queste e molte altre domande vengono poste nel terzo numero di FiloSoFarSoGood, la rivista filosofica che parla la lingua del pop!

Questo numero è possibile grazie al contributo della redazione, composta da
Ivan Corrado 
Emanuele Ambrosio 
Andrea Natan Feltrin 
Arianna De Rizzo
Mattia De Franceschi 
Davide Raguso 
Lilia Mauroner 
e grazie al contributo extra-redazionale di
Oreste Joshua Niccoli
Giulia D’Alterio 
Tommaso Riva
Giorgio Guido 
Michael Morelli 
Giacomo Di Persio
Nino Matafù 
Chiara Costantino 
Giovanni Citrigno 

Scarica anche gli altri due numeri:
PRIMO
SECONDO

Elogio dell’idiozia: la Prefazione Integrale

elogio dell'idiozia, Filosofia

Lucrezia ErcoliLe righe che seguono sono la prefazione che Lucrezia Ercoli, mia cara amica nonché autrice e direttrice di Popsophia, ha voluto tributare al mio libro Elogio dell’idiozia. Ho deciso di pubblicare queste parole non solo per invogliarvi a leggere la mia opera, ma anche perché hanno toccato in profondità il senso che ho voluto iniettare nelle pagine dell’Elogio. Se volete acquistarlo, QUESTO è il link per Amazon (QUI invece in ebook), oppure potete ordinarlo da qualsiasi libreria in Italia.
QUI tutti gli eventi di presentazione! 

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“La filosofia è l’arte di inventarsi ragioni per dubitare persino di ciò che è evidente. È un menù di mille pagine senza niente da mangiare. O meglio, il tentativo di catturare un gatto nero in una stanza buia senza riuscire mai a prenderlo, gridando – di tanto in tanto – l’abbiamo preso, l’abbiamo preso! I filosofi, e i loro tentativi ai limiti dell’assurdo, saranno sempre oggetto di scherno. Ricordatevelo fra un po’ di anni e non dite che non ve lo avevo detto”.

Con queste parole, parafrasate dai miei appunti, il filosofo Franco Volpi ci accoglieva nel suo meraviglioso corso di storia della filosofia. E noi, studenti titubanti e desiderosi, riempivamo le aule del Liviano di Padova e ascoltavamo incantati le parole del maestro che ci invitava a sondare gli abissi del pensiero senza paura di mostrarci idioti, che ci spingeva ad avanzare in territori inesplorati senza timore di essere derisi. Non sapevamo, all’epoca, che sarebbero state le sue ultime lezioni, interrotte dalla sua prematura scomparsa nell’aprile del 2009.

Credo che Riccardo – che negli stessi anni frequentava con me le lezioni di Franco Volpi all’Università degli Studi di Padova – abbia implicitamente ripensato a quell’elogio dell’idiozia filosofica, mentre scriveva le suggestive pagine di cui vi aspetta la lettura.