Apologia di Bill Hicks

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Tutti i testi dei grandi show di Bill Hicks, curati da John Lahr.

Sto leggendo un libro in una Waffle House. La cameriera mi si avvicina: “Ehi, perché leggi?” Non è la domanda più strana di sempre? Non cosa leggo ma perché leggo? Merda, mi hai confuso. Perché leggo? Uhm… Beh, non so, credo di leggere per varie ragioni e la principale è che così non finirò per essere una fottuta cameriera in una Waffle House!

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  • Molti cristiani portano croci attorno al collo. Pensate che quando Gesù tornerà, vorrà vedere una fottuta croce? È come andare da Jackie Onassis con su un ciondolo a fucile.
    Bill Hicks, Relentless

“It’s just a ride”
Ogni epoca ha il suo Socrate: caustico, dubitante, polemico, inattuale. Guai a chi si figura Socrate come un vecchio avvizzito e ricurvo su un bastone, egli sarebbe stato a proprio agio su un palcoscenico di una Stand Up Comedy americana di anni ‘90 a lanciare improperi contro Bush e la musica pop. Socrate avrebbe avuto i capelli lunghi fino alla spalla, un paio di tea-shades a richiamare una genealogia che parte da John Lennon fino a toccare Ozzy Osbourne, una sigaretta in mano “and the -f- word” sempre in bocca. Continua a leggere “Apologia di Bill Hicks”

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