Martedì Sberle: Consolazioni

Finiamo sempre per pensare ciò che ci è più comodo.
Ma non parlo soltanto degli stolti e degli ignoranti: persino i filosofi, dopo un lungo percorso di critica e autocritica, di sentieri interrotti e biforcazioni intellettuali, dopo un viaggio dentro e fuori la propria mente, finiscono per sostenere le idee che ritengono più conformi alla loro vita e alla loro visione del mondo. Non c’è eccezione a questo, non c’è alcuna possibilità di sottrarsi all’inevitabile legge della propria mente. Finiamo per pensare ciò che ci è più comodo non per malvagità oppure ottusità, né per sarcasmo o casualità, ma semplicemente perché io sono tutto ciò su cui posso appoggiare le mie idee: non ho nient’altro che me stesso per strutturare la mia visione del mondo, non posseggo null’altro che me stesso, il mio passato, le mie esperienze e le mie paure, il mio carattere e la mia personalità, i miei ricordi e i miei desideri, per edificare un palazzo di concetti, opinioni e prospettive. Non c’è nient’altro che me in questo deserto chiamato “monade“.
Alcuni si sentiranno offesi (meglio: schiaffeggiati) da questa rivelazione poiché amano pensare che le loro idee siano frutto della relazione, della comunicazione, della trasmissione di dati, dell’incontro con l’altro, ma ciò è il pensiero consolante che ci narriamo nella solitudine della nostra esistenza semplicemente per avere conferma del fatto che non moriremo soli. In realtà, non incontriamo mai davvero l’altro se non filtrato sotto la pesante lente di quello che noi siamo, della nostra storia e di tutti gli illusori incontri fatti in passato, che non sono mai stati veri incontri con l’altro ma sempre e soltanto incontri con me stesso. Così, accade che quando scorgiamo qualcuno, là fuori, egli vestirà i panni di un vecchio amico o di un vecchio nemico, e sulla base di quel vestito finiremo per giudicarlo; quando osserviamo un fenomeno, un evento, la rappresentazione che di essa ci faremo sarà prodotta dalle numerose esperienze inconscie che abbiamo fatto da piccoli. E saranno sempre i nostri desideri o le nostre paure a produrre l’amore o l’odio che proviamo nei confronti di quel personaggio pubblico, di nostra moglie, dei compagni di scuola di nostro figlio. Sarò sempre io, moltiplicato per mille, a incontrare il mio stesso sguardo di approvazione o disprezzo, smarrimento o risolutezza, e sarò sempre io a ricevere risposta alle mie domande, ogniqualvolta tenterò di parlare con qualcuno, là fuori.
Così, in nulla si differenzia il filosofo dallo scaricatore di porto, il letterato dall’ignorante incallito: entrambi sono pervasi da una medesima idiozia. L’unico minuscolo scarto è forse la consapevolezza di questo processo, dal momento che (si spera) il filosofo avrà ricercato così tanto e così a fondo dentro di sé da aver capito che il mondo non è fatto che di , mentre forse lo scaricatore di porto non avrà percezione di questo fatto e continuerà ad essere cieco all’incontro che in ogni istante il mondo gli propone con sé medesimo. Ma capita a volte (e oggigiorno ancora più spesso) che i ruoli vengano esattamente invertiti: il filosofo sarà massimamente convinto di star incontrando il mondo, sarà tronfio dell’apparente emancipazione delle sue idee, come se esse provenissero da un pozzo senza fondo in cui gli dèi, in tempi antichi, hanno riversato la conoscenza; mentre lo scaricatore di porto, indebolito dalle sberle del destino, si sarà finalmente convinto che il vero mostro è lui stesso, nessun altro.
Probabilmente viviamo nell’epoca che più di tutte, sia dalla parte del filosofo che da quella dell’illetterato, ha dimenticato questo fatto ineluttabile della vita: non posso uscire da me stesso, in alcun modo, e nessuno esce mai davvero da se stesso, nemmeno con la trasmigrazione delle anime. Ma pensare il contrario è consolatorio, e tanta è la paura della solitudine da rendere piacevole anche a me questa convinzione.
Purtroppo per me, alle consolazioni preferisco le sberle.
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elogioIl 6 giugno è uscito “Elogio dell’idiozia”, il mio nuovo libro per edizioni Tlon. Lo puoi trovare su Amazon (QUI in formato ebook) o IBS!
Sabato 30 giugno e domenica 1 luglio sarò a Torino per due eventi correlati al libro! Non mancate! 

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MILANO, 26/02: Raccontare il Sé

Domenica 26 febbraio arriverà a Milano il mio seminario RACCONTARE IL SÈ, in collaborazione con Tlon! Dopo le tappe di Napoli e Torino, il seminario che mette insieme filosofia e narrativa arriva a Milano, per tutto il giorno dalle 10 alle 18! Un’esperienza importante e formativa per acquisire conoscenze e capacità utili a migliorare il proprio rapporto con sé e con il mondo!
La prenotazione è obbligatoria e si può fare qui: http://tlon.it/events/raccontare/

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Il seminario “Raccontare il Sé” mette insieme la speculazione filosofica e le tecniche narrative al fine di fornire ai partecipanti gli strumenti utili a Raccontare il Sé nel modo più efficace e personale.

Attraverso il connubio tra momenti seminariali e laboratoriali, uniremo l’approfondimento filosofico e la capacità di raccontare storie per dar modo a ognuno degli studenti di esprimersi in maniera libera, divulgando idee, ponendo domande, costruendo la propria storia e la forma con cui narrarla. Tra Michelstaedter e Bergson, tra Leibniz e Saramago, “Raccontare il Sé” vive del rapporto tra filosofia e romanzo, speculazione e narrazione, per mostrare come nessuna Verità possa essere conosciuta (né espressa) se non all’interno di un percorso creativo.

“La via d’uscita s’inventa”, diceva Sartre, e “Raccontare il Sé” tenta di indicare la via per inventare la propria.

Raccontare il Sé – programma

Il seminario si svolge in giornata: inizia alle 10 del mattino e termina alle 18

ORE 10: Seminario – “La Monade Parlante”
Grazie alle intuizioni di Leibniz, si cercherà di descrivere in modo alternativo la costruzione del rapporto tra il soggetto e il mondo, individuando le aporie di quel rapporto, gli ostacoli nell’affrontarlo e descrivendo le modalità con cui oggigiorno stiamo chiudendo le finestre verso il mondo.

ORE 12.00: Laboratorio – “Il Cosmo Dentro”
In questo piccolo laboratorio di scrittura, i partecipanti verranno messi alla prova nel tentativo di raccontare le proprie finestre: come sono costruite, quali vengono chiuse e perché, quali preferiamo tenere aperte e perché.

ORE 13.00: PRANZO E PAUSA LAVORI

ORE 14.30: Seminario – “Arte, Creatività, Narrazione: aprire la Monade”
Il rapporto tra certezza e Verità, tra scienza e arte, è una delle problematiche più profonde nella costruzione di un autentico rapporto con il mondo. In questa conferenza saranno scandagliati i concetti del dionisiaco e della durata, tra Nietzsche e Bergson, tra arte e intelligenza artificiale, nel tentativo di ricomporre l’infranto del mondo che ci portiamo dentro.

ORE 17.00: Laboratorio – “Racconto Ergo Sum”
I partecipanti saranno chiamati a costruire la propria narrazione personale, mettendo in forma nuova i contenuti che fino a quel momento hanno raccontato in maniera inefficace: passioni, idee, esperienze e desideri, nel tentativo di adottare il metodo della “Persuasione” così come enunciato da Michelstaedter. L’obiettivo è quello di aprire le finestre interne della Monade, di osservare come il modo per raggiungere gli altri passa per la capacità di entrare ancora più a fondo dentro di sé, “persuadendosi, ovvero afferrando più autenticamente la vita e il presente”.

Raccontare il Sé, TORINO 29 gennaio

Domenica 29 gennaio arriverà il mio seminario RACCONTARE IL SÈ, in collaborazione con Tlon! Dopo la tappa di Napoli, il seminario che mette insieme filosofia e narrativa arriva a Torino, per tutto il giorno dalle 10 alle 18! Un’esperienza importante e formativa per acquisire conoscenze e capacità utili a migliorare il proprio rapporto con sé e con il mondo!
La prenotazione è obbligatoria e si può fare qui: http://tlon.it/events/raccontare/

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Il seminario “Raccontare il Sé” mette insieme la speculazione filosofica e le tecniche narrative al fine di fornire ai partecipanti gli strumenti utili a Raccontare il Sé nel modo più efficace e personale.

Attraverso il connubio tra momenti seminariali e laboratoriali, uniremo l’approfondimento filosofico e la capacità di raccontare storie per dar modo a ognuno degli studenti di esprimersi in maniera libera, divulgando idee, ponendo domande, costruendo la propria storia e la forma con cui narrarla. Tra Michelstaedter e Bergson, tra Leibniz e Saramago, “Raccontare il Sé” vive del rapporto tra filosofia e romanzo, speculazione e narrazione, per mostrare come nessuna Verità possa essere conosciuta (né espressa) se non all’interno di un percorso creativo.

“La via d’uscita s’inventa”, diceva Sartre, e “Raccontare il Sé” tenta di indicare la via per inventare la propria. Continua a leggere “Raccontare il Sé, TORINO 29 gennaio”

Una filosofia da restituire

La gente dovrebbe scendere in piazza e spaccare tutto non perché le sia stato sottratto lo stipendio, la pensione, il denaro, ma perché è stata privata delle idee, del pensiero, della filosofia. Continua a leggere “Una filosofia da restituire”