La Realtà Eccedente: Solaris e la Razionalità

Come molti di voi sanno, Solaris è il mio romanzo preferito. Lo è per molti motivi, ma per una frase in particolare: “Sto parlando di Solaris, ma non è colpa mia se diverge così drasticamente dalle tue aspettative“.
 
Che cos’altro è la realtà infatti se non ciò che diverge drasticamente dalle nostre aspettative? Se ci pensiamo bene, tutta la nostra esperienza razionale del mondo è costruita intorno alla corrispondenza tra realtà e aspettative: costruiamo ipotesi su quello che troveremo là fuori, cosicché maggiore sarà la corrispondenza tra questi due poli e maggiore sarà la nostra capacità di sopravvivenza. Questo è per esempio il linguaggio, quando ci relazioniamo agli altri: parliamo sempre e solo di aspettative, di risultati attesi, e speriamo che l’altro ci presenti qualcosa che sia in linea con quelle aspettative. Maggiore è la diversità con cui ci troviamo a relazionarci e maggiore sarà la divergenza tra ciò che ci attendiamo e quello che la realtà ci presenta. Ad esempio, se mi relaziono ad un primate avrò maggiori chance di trovare corrispondenza tra il mio e il suo comportamento, mentre quando mi relaziono ad un falco oppure ad un pesce quella corrispondenza scende in modo sensibile, anche se non a zero (dal momento che, condividendo parte dell’ecosistema e persino della storia evolutiva, qualche punto di contatto potrei trovarlo: essere creature visive, conoscere una forza di gravità similare, usare ossigeno per sopravvivere, et cetera).
 
Quando le nostre aspettative vengono così corrisposte, totalmente oppure in parte, abbiamo la possibilità di far sopravvivere le immagini che produciamo di noi stessi: il linguaggio, le apparenze, le costruzioni sociali, collettive, le convenzioni. Soprattutto nella comunità umana, dal momento che noi ci relazioniamo sempre all’altro ponendo di fronte a noi stessi uno schermo di rappresentazioni: le parole, i gesti, i comportamenti, gli abiti, lo status, e tanti altri grandi e piccoli elementi che servono a confermare le aspettative che si producono su di noi e a reiterare il senso di familiarità che è necessario per portare avanti un rapporto con un’altra entità. Questo insieme di rappresentazioni non sono propriamente finzioni, non servono necessariamente a mentire, ma sono necessarie a nutrire la possibilità di costruire una relazione con chi ci sta attorno: la socialità si gioca tutta nella capacità di edificare un solido edificio di rappresentazioni del sé che esiste in virtù della consapevolezza che anche gli altri faranno lo stesso. 
 
Esistono però alcune esperienze radicali che rompono in modo irreparabile tutto quel sistema di schermature che spontaneamente produciamo per controllare il nostro mondo. Solaris rappresenta esattamente questo: un evento che contraddice in modo radicale tutto ciò che l’umano ha prodotto per schermarsi. È proprio quando incontriamo qualche cosa che non ci dà la possibilità di far sopravvivere le nostre aspettative che ci troviamo nudi di fronte a noi stessi. È quando la realtà “diverge drasticamente” dalle nostre attese che siamo costretti a mostrare quello che siamo veramente. E quello che siamo, nella maggior parte delle volte, è qualcosa che non vorremmo mai comunicare agli altri e che soprattutto non desideriamo conoscere di noi stessi.
 
Il fatto che Solaris sia il frutto della fantasia di Stanislaw Lem non deve trarci in inganno: esistono molte occasioni in cui il mondo rompe le nostre rappresentazioni e diverge da ciò che ci aspettiamo. La morte è uno di quegli eventi, soprattutto la morte di qualcuno che ci sta molto vicino (come diceva Socrate, “la morte che viviamo è sempre quella dell’altro“). Il fallimento di un progetto di vita, la fine di un amore su cui abbiamo fondato l’intera esistenza e tanti altri sono gli eventi che accadendo disintegrano la possibilità stessa di produrre aspettative in linea con la realtà.
 
Non basta dire che ciò che non è razionalizzabile non è conoscibile, e perciò non va studiato o compreso, perché ciò che non è razionalizzabile accade comunque, ci colpisce in pieno, investendoci con tutta la sua carica di realtà che fa esplodere le nostre rappresentazioni e le nostre aspettative. La realtà è sempre molto più vasta, enorme e piena di quanto la nostra mente possa aspettarsi.
Possiamo solo sperare che quando il nostro Solaris si presenterà a noi saremo pronti ad arrenderci, in pace con noi stessi.
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elogio

Il 6 giugno è uscito “Elogio dell’idiozia”, il mio nuovo libro per edizioni Tlon. Lo puoi trovare su Amazon (QUI in formato ebook) o IBS!

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D.I.O. – Do It Ourselves

“Prego Dio che mi liberi da dio”
Meister Eckhart

Che rapporto esiste tra le scienze evoluzionistiche e Dio? E come si è svolto il turbolento rapporto tra la religione e la ragione? Quali sono i punti di collegamento tra la fede e il sapere empirico? E perché molti filosofi razionalisti erano anche uomini di fede?

D.I.O. è il mio nuovo seminario, in collaborazione con Luca Sadhaka, in cui cercheremo di ripercorrere i sentieri che incrociano la ragione filosofica e scientifica con la fede e la religione. Metteremo in discussione la fede dei credenti e la mancanza di fede degli atei. Cercheremo di approdare a un’analisi che non sia pregiudizievole, e lo faremo con gli strumenti che le nostre competenze ci forniscono: tra filosofia della scienza e spiritualità, tra pensiero religioso e razionalismo, D.I.O. cercherà di dare ai partecipanti gli strumenti per comprendere più a fondo le motivazioni che ci spingono a credere o non credere, ad avere fede o fiducia, insomma: Do It Ourselves, facciamocelo da noi, ‘sto dio!

Il seminario si svolgerà nello splendido contesto dell’ex-monastero di San Salvaro, a Urbana (PD), e il programma di massima (che verrà fornito su richiesta) prevede laboratori e seminari, ma anche molti momenti ricreativi e divertenti che ci permetteranno di trascorrere 48 ore in amicizia e convivialità. Mangeremo e dormiremo in compagnia, giocheremo e impareremo giocando, stringeremo amicizie e ci metteremo in discussione, come sempre avviene ai miei seminari!

Il costo di partecipazione, che comprende anche il vitto e l’alloggio dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, è di 170 euro complessivi. I posti a disposizione sono solo 20 e alcuni sono già stati prenotati, quindi se la cosa vi interessa non perdete tempo e scrivete una mail: accademiaorwell@gmail.com 

Sarà una splendida esperienza!

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La Natura della Satira

Non ho mai amato la satira di Charlie Hebdo: l’ho sempre trovata poco raffinata, piuttosto banale e priva di mordente. Una satira “mordi e fuggi” ben lontana da quella che amo io, la satira che resta dentro, che crea un movimento nell’individuo, una spinta critica che gli cambia in qualche modo la prospettiva e la vita.

Così oggi, come nel gennaio 2015, io non sono Charlie Hebdo, nessuno lo è. Ma mentre io oggi non lo sono perché non lo sono mai stato, c’è chi non lo è per opportunismo.

Facciamo un passo indietro: a che cosa serve la satira? Meglio ancora: a che cosa serve scherzare su una tragedia come l’olocausto, un terremoto o il terrorismo?

La funzione di questo atto è quello di fornirci uno strumento per prendere razionalmente le distanze da ciò che emotivamente ci impedisce di agire ed esprimerci liberamente.
La satira non scherza sulla tragedia o sulla vittima, scherza sull’incapacità di guardare in modo distaccato e razionale la situazione che ha portato alla tragedia o alla vittima. E la cosa è ben diversa.

Facciamo un esempio: se una ragazza ha subito uno stupro, siamo tutti d’accordo sul fatto che per lei sarà molto difficile parlare dello stupro, giusto? Perfetto. Quindi, siamo altresì d’accordo che lo stupro, in questo senso, è per lei un argomento che la rende meno libera: non è libera di parlarne e magari, quando evoca quell’ombra, potrebbe persino essere meno libera nel rapportarsi con le persone della sua vita. Il legame emotivo che lei sente nei confronti dello stupro le impedisce di essere se stessa, di pensare razionalmente e comportarsi in modo naturale. In poche parole, lo stupro continua a rovinarle la vita, fintantoché non riesce ad affrontarlo razionalmente.  Continua a leggere “La Natura della Satira”

METAMORFOSI – 10 giorni di Evoluzione

“Il mondo si trasforma e fa il rumore dell’erba che cresce”

Come si racconta la Trasformazione?
La Metamorfosi è ovunque: nella natura, quando una stella diviene buco nero, oppure quando un uomo diventa scarafaggio; si trova tra gli alberi, negli insetti, dentro l’arte, nella provetta di uno scienziato. Si trova nelle idee, quando lottano per la propria sopravvivenza nel discorso umano. La Metamorfosi prende forme imprevedibili e coraggiose, come una balena, come un elettrone, come un bagliore di luce o un concetto.

Metamorfosi è anche la trasformazione di YouTube.
Ed è proprio su YouTube che la Metamorfosi diviene rivoluzione di contenuti, con il nuovo progetto di EduTube Italia: “Metamorfosi – 10 giorni di Evoluzione”!

Dal 22 febbraio al 4 marzo, METAMORFOSI esplode sul web!

13 canali si cimenteranno nella prima Festa dell’Evoluzione mai apparsa su YouTube Italia, sconvolgendo i piani di chi pensa che in questo non-luogo ci sia spazio solo per l’intrattenimento frivolo e i contenuti scadenti!
13 canali che parleranno di scienza e letteratura, arte e astronomia, chimica, fisica, elettronica, entomologia, filosofia, natura e un migliaio di altre cose, in continua trasformazione!
13 canali e 20 video a tematica scientifica e culturale, che scandaglieranno il concetto di “Metamorfosi”, sotto ogni punto di vista possibile!

Una meraviglia mai vista!
Aiutateci a diffonderla per trasformare il web in un posto migliore!

Ecco il calendario completo del progetto!
Sotto al calendario troverete i canali partecipanti con una breve sinossi dei video che andranno a pubblicare!

metamorfosi calendario completo Continua a leggere “METAMORFOSI – 10 giorni di Evoluzione”