I Cyborghesi (2)

Narrativa

Cyborghesi“Che cosa stai dicendo, Pberto? Perdindirinrobot! L’Iperdemocrazia è una cosa seria!”
A Frankrak capita raramente di far salire l’olio al casco. Di alzare le frequenze vocali, quello quasi mai. Ma quando Pberto ha detto: “Vi pare libertà questa? Vi pare che noi siamo liberi?”, beh, Frankrak non ci ha visto più.
Ragazzi, calmatevi, continua a ripetere Magdelettra, gli schemi oculari guizzano dal figlio al marito, le lacrime sintetiche appena trattenute: disidratazione in corso, aggiungere liquido per circuiti o il sistema andrà in stop. Magdelettra comincia a versare la chippasciutta dappertutto: nei bicchieri, sulla tavola, ma neanche un ultraspaghetto finisce nel piatto dove dovrebbe andare. Il prelibato sugo di uranio finisce per terra, che spreco!
Ecco, Pberto, guarda cosa hai combinato! Mamma sta andando in corto-circuito!
“Non dire che è colpa mia, è colpa tua e delle tue menzogne!”
Pberto non si arrende. Tutta colpa di quel tecnollettivo di sciagurati servosocialisti, quelli che vanno nelle piazze virtuali a sbandierare avatar rossi e digitare tutto maiuscolo concetti come RIVOLUZIONE o UGUAGLIANZA, come se non fossimo già tutti uguali e rivoluzionati, qui a New Vicenza.
“Alle telelezioni il Partito dell’IperNazione ha preso il 107% dei voti!” così dice il tecnogiornale all’olovisione. Il 107%, capito? E mentre Magdelettra versa ultraspaghetti all’uranio dappertutto, Frankrak si alza in piedi e applaude, urlando: “Evviva il Partito dell’IperNazione!” (tre settimane fa, al circuircolo del Partito si è fatto impiantare il chip EvvivaEvviva, a ogni buona notizia il corpo scatta d’un colpo per un Eureka d’effetto, peccato non essere in mezzo a tanta gente, nessuno a parte Pberto e la mamma in corto-circuito può ammirare Frankrak che esulta per il Partito).
“Ti pare libertà questa, pà?”
Frankrak si siede. Porta alcuni ultraspaghetti alla meccabocca e l’altoparlante risponde: “Certo, è la libertà che ci possiamo permettere. Ora mangia.”
Col quazzo, risponde Pberto, e se ne va.
Magdelettra ora è così disidratata che le fuma la calotta.
Qualcuno chiami l’androidottore.

Episodio 1
inizialmente pubblicato qui

I Cyborghesi (1)

Narrativa

“I Cyborghesi, tecnodramma famigliare ai tempi del microchip” è una rubrica narrativa a puntate che verrà pubblicata ogni martedì, dal 2 dicembre 2014, sul blog di Daniele Barbieri, e il giorno seguente riportata qui. Si tratta non di una semplice storia a puntate, ma di Tolstoj ai tempi del silicio, di zio Vania ai tempi dei circuiti senzienti. Insomma, la solita storia del cambiare tutto, cosicché non cambi nulla. 

cyborghesiL’immancabile tè elettrico delle cinque.
Poi i soprammobili meccanoplastici e i quadri olografici un po’ ovunque. Non lasciare mai uno spazio vuoto, lo spazio vuoto dà vita a domande, le domande fanno danni. Riempi tutto, figlio mio, riempi il riempibile e combatti il vuoto.
Ma Pberto non è un cyborg come tutti, no. Pberto è un roboadolescente di quelli problematici, quelli che hanno strane idee per la testa, chissà che cavolo è successo durante la digigravidanza: un ingranaggio fuori posto, poco olio nella sacca meccafetale, una tecnomaestra un po’ troppo liberale all’asilo, ed ecco che un cyborghese impeccabile come Frankrak si ritrova un figlio dissidente, un robomarxista senza cervello, un maledetto protettore dei digitalmente deboli.
L’inevitabile tè elettrico delle cinque. Vieni qui a berlo pure tu, Pberto!
Col quazzo, mamma! Non ci vengo a bere il tuo tè cyborghese!
Che cosa avranno mai fatto Frankrak e Magdelettra per meritare un figlio così ingrato? Lui, un appassionato digimpiegato al Ministero della Cibernautica; lei, una tecnocasalinga che ha abbandonato una promettente carriera da robotanica (specializzazione: felci olografiche e stelle marine meccaniche) presso l’Accademia Automatica di New Vicenza.
E ora, dopo una vita di sobrietà binaria, ecco che Pberto dice cose così: “Col quazzo! VaffanCooler! Siete due Sci-fascisti!”
Chi gli avrà messo in testa idee del genere? Noi, no di certo!
Questo si ripetono sempre Frankrak e Magdelettra, seduti a tavola ad ascoltare il tecnogiornale, ogni giorno alle ore dodic’ettrenta. E Pberto? Pberto non ascolta mai il tecnogiornale, “disinformazione di roboregime”, così lo chiama.
Chi gli avrà mai messo in testa queste idee? Chi lo sa. I programmatori sono così imprecisi, oggidì. “Quando c’era lui i circuiti rigavano dritti” dice Frankrak, e la cybermoglie annuisce con decisione, sorseggiando il tè elettrico delle cinque.
I Cyborghesi vivono bene.
New Vicenza è il luogo perfetto per una cyberfamiglia come si deve.
Ma la storia di Pberto, quella è tutta un’altra storia.
Ve la raccontiamo noi.

inizialmente pubblicato qui