TolkienWeek: solo su Daily Cogito

Da non perdere, daily cogito

Non tutto quel ch’è oro brilla, né gli erranti sono perduti; il vecchio ch’è forte non s’aggrinza, le radici profonde non gelano. Dalle ceneri rinascerà un fuoco, l’ombra sprigionerà una scintilla; nuova sarà la lama ora rotta, e re quei ch’è senza corona.

Dal 17 al 23 giugno si terrà la #TolkienWeek: 5 episodi di Daily Cogito + uno speciale di FiloSoFarSoGood per esplorare l’opera e l’universo creato da J.R.R. Tolkien!
Tra Il Signore degli Anelli e il Silmarillion, tra Hobbit e Signori Oscuri, mitologia e politica, cercheremo di porci la domanda più importante che qualcuno possa porsi di fronte a questa vastità: che cosa possiamo farne di Tolkien, oggi?
E lo faremo tentando di svegliarci per pensare, oppure pensare per svegliarci! 😉
Vi aspetto!

Daily Cogito è ascoltabile e scaricabile gratuitamente da tutte le principali piattaforme di podcasting! Per esempio, lo puoi trovare su
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Le magliette di FiloSoFarSoGood!

filosofarsogood, Filosofia, FSFSG: la rivista

Dopo centinaia di richieste, mi sono deciso a stampare un paio di centinaia di magliette di FiloSoFarSoGood, con il bellissimo logo prodotto da Elia Colombo (guardate i suoi meravigliosi lavori anche su Instagram!) 😁

Ormai FiloSoFarSoGood accompagna da un anno le nostre domeniche e come sempre ci permette di capire che più cose scopriamo e più domande ci facciamo! Perciò, da oggi puoi ostentare con orgoglio sul tuo petto il logo del podcast filosofico più bello che c’è!

Il costo della maglietta, spedizione inclusa, è di 15 euro (18 se la vuoi ricevere entro un paio di giorni dal pagamento) e per averla ti basta fare il versamento sul mio conto Paypal e indicarmi l’indirizzo di spedizione e la taglia che vuoi! Se hai qualsiasi problema scrivimi via mail: accademiaorwell@gmail.com e io sarò felice di risponderti!

Come detto, ci sono solo 200 magliette e credo andranno consumate in poco tempo, perciò affrettati se anche tu ne vuoi una!

Non hai capito il don Chisciotte?

daily cogito, filosofarsogood, Filosofia, Narrativa, podcast

Se sei tra coloro che non hanno capito il don Chisciotte (perché magari sono rimasti delusi dalla sua apparente sconclusionatezza, o perché cercavano un romanzo cavalleresco d’altri tempi), o che magari ancora non l’ha mai letto e ha solo bisogno della spinta giusta, ti consiglio di non perdere l’ultimo podcast di FiloSoFarSoGood!

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Storia dell’Anima nell’Epoca Robotica

filosofarsogood, Filosofia

Questo testo è estrapolato dal terzo episodio di Filosofarsogood, la mia nuova rubrica podcast che esce ogni domenica alle 12! Iscriviti al mio Spreaker per non perderti i prossimi episodi! Puoi trovarlo anche su iTunes

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terzaQuand’è che un corpo contiene un’anima?
In un racconto filosoficamente molto dibattuto, Terrel Miedaner racconta di una scienziata che, per provare l’impossibilità che una macchina possegga un’anima, si trova messa di fronte a un robot-insetto che strepita e si contorce, lanciando un “debole gemito lacrimoso che si alzava e si abbassava come il piagnucolio di un bambino”, nel momento in cui la sua esistenza viene messa a repentaglio. Il racconto si intitola “L’anima dell’animale” e ci pone di fronte a un quesito estremamente attuale: come si misura l’anima?

Per iniziare questa difficile trattazione, sarò costretto a citarvi un altro racconto piuttosto famoso, ovvero “Accendere un fuoco” di Jack London: “Ma la misteriosa scriminatura della pista che si spingeva così lontano, l’assenza di sole dal cielo, il freddo tremendo e la stranezza e l’estraneità di tutto quanto, non facevano alcuna impressione all’uomo. Non perché vi era abituato da tempo. Era arrivato di recente nel paese […] e questo era il suo primo inverno. Il suo problema è che era privo di immaginazione. Era svelto e attento alle cose della vita, ma solo alle cose e non al loro significato. Cinquanta gradi sotto zero significano ottanta e rotti gradi di gelo. Un simile evento lo colpiva in quanto freddo e fastidioso, e questo era tutto. Non lo induceva a riflettere sulla propria fragilità di creatura a sangue caldo, e sulla fragilità dell’uomo in generale, in grado di vivere solo entro ristretti margini di caldo e freddo; e proseguendo, non lo induceva a speculare sull’immortalità e sulla posizione dell’uomo nell’universo. Cinquanta gradi sotto zero equivalevano a una morsa di freddo che fa male e da cui ci si deve proteggere usando guantoni, copri-orecchie, mocassini caldi e calzettoni. Cinquanta gradi sotto zero per lui erano solo esattamente cinquanta gradi sotto zero. Che implicassero qualcosa di più di questo, era un pensiero che non gli era mai passato per la testa.”

Come potete aver intuito, i due brani, partendo da storie totalmente diverse, indicano però un medesimo traguardo: avere un’anima significa “sentire”, avere un sentimento, laddove con “sentimento” non intendo parlare della percezione delle cose, ovvero il freddo percepito dal protagonista del brano di London. Il sentimento, usando il termine con l’accezione che ne dà Spinoza, rappresenta il momento in cui la percezione viene fatta propria dal corpo e dalla mente, il momento insomma in cui alla percezione si dà un ordine, un significato.