Opinione ed Appartenenza

Poter cambiare opinione è una grande ricchezza. Significa saper prendere le distanze dalle proprie convinzioni e rendersi conto che il mondo è molto più complesso di quanto il mio impianto concettuale e interpretativo mi mostra di volta in volta.
Mi rendo conto che oggi sta diventando sempre più difficile saper cambiare opinione. Questo dipende dal fatto che l’opinione non è più qualche cosa che nutro nel mio privato, che confronto con le mie letture e le mie esperienze e che condivido magari con la sola stretta cerchia dei miei affetti. Oggi l’opinione è tratto distintivo di un’appartenenza, la divisa da indossare per cameratismo, il segno distintivo del fatto che faccio parte di una determinata comunità.
Fin quando l’opinione era una cosa privata, concessa soltanto a coloro di cui avevo fiducia, cambiarla significava avere il tempo, la possibilità, la pazienza di spiegare, razionalizzare, far comprendere quel cambiamento. Soprattutto, non comportava il rischio di venir ostracizzato, espulso dalla comunità, dalla cerchia. Oggigiorno, essendo l’opinione diventata pubblica e manifesta, cambiarla significa disattendere le ritualità, le cerimonie, le convinzioni, la semiotica e la grammatica della mia appartenenza.
Perciò, all’interno della mia “comunità di opinione” non si propongono letture alternative ad essa, non si discute con chi non fa parte della cerchia, non si parla di concetti, idee o fatti alieni a ciò che si ritiene normale e ammesso in quel determinato contesto. All’interno della mia comunità siamo al sicuro nel pensarla come abbiamo deciso di pensare e non dobbiamo temere alcuno sconvolgimento dell’ordine stabilito.
E se qualcuno ha la (s)fortuna di imbattersi in un dubbio, magari perché in libreria gli è caduto sul piede un libro che afferma l’esatto opposto di quanto tutti noi pensiamo lì dentro, o perché si innamora di una persona che sostiene idee contrarie alle nostre, allora dovrà guardarsi bene dal farsi persuadere da tutto ciò. E nel caso cambiasse idea, gli renderemo impossibile restare all’interno della nostra comunità. Come ha osato portare qui dentro un po’ di alternativa?!?
Cambiare opinione oggigiorno è difficile perché può significare dover ripartire da zero, vedersi espulso dalla propria comunità di appartenenza, veder cancellate amicizie, conoscenze e affetti. I pochi che hanno il coraggio di cambiare idea dovranno arrendersi a questo brutale fatto.
E nessuno mi farà cambiare idea a riguardo.
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La Propaganda di P2.0

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Il meraviglioso gruppo di P2.0! 13.14.15 aprile 2018

Un altro seminario è passato, un’altra meravigliosa avventura è trascorsa sotto il cielo e i tetti dell’Ostello di San Salvaro. Due giorni dedicati alla Propaganda: la filosofia dietro questo concetto, gli stratagemmi di persuasione, l’attualità della Propaganda nella sua forma digitale. Ma soprattutto, tanti momenti di condivisione e dibattito, in cui poter creare il giusto contesto per discutere di un argomento tanto delicato.

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Una delle numerose attività di gruppo a P2.0

Il seminario, tenutosi tra il venerdì sera del 13 aprile e la domenica pomeriggio del 15, ha alternato momenti di conferenza e workshop a gioco e divertimento, e devo dire che si è creato uno spirito di gruppo fantastico. Collaborazione e condivisione, discussione e dibattito, non nego che mi piacerebbe dovermi barricare con queste persone in caso di un’apocalisse zombie imminente.

Il seminario ha visto anche la straordinaria partecipazione di Matteo G.P. Flora, esperto di digital propaganda, reputazione online e comunicazione, il quale ha tenuto una conferenza sul funzionamento dei bìas cognitivi alla luce delle vicende di attualità che hanno visto lo scatenarsi di movimenti propagandistici di massa. Le altre conferenze, da me tenute, hanno visto la trattazione della natura della propaganda alla luce dell’uso che facciamo del linguaggio, la struttura del nostro cervello in relazione alla persuasione e l’uso del pensiero critico al fine di saper prendere le distanze dalla propaganda (politica, pubblicitaria o semplicemente concettuale) che ogni giorno ci circonda.

Grazie all’ospitalità dell’Ostello San Salvaro è stato possibile organizzare questo nuovo seminario in cui filosofia e attualità, riflessione e divertimento hanno potuto trovare terreno fertile per tutti coloro che hanno voluto cimentarsi in questa avventura!

Le registrazioni integrali del seminario saranno disponibili per i Mecenati di livello 3 o superiore dalla prima settimana di maggio. Se vuoi ascoltare gli audio integrali di tutte le lezioni, iscriviti al mio programma Patreon entro il 30 aprile.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a P2.0!

 

P2.0: il Seminario sulla Propaganda

Pro-pa-gan-da: una parola pericolosa, una parola che fa sorgere domande scomode: quali idee mi sono state iniettate, introiettate? E quali idee invece sono mie, quali sono manifestazione della mia individualità e quali invece sono indotte dalla propaganda? E, visto che la propaganda è ovunque, possiamo davvero parlare di “idee mie”?

La propaganda ha una storia ben precisa, che fa uso di paura, menzogna e a volte ispirazione. È un concetto liquido, come lo intendeva Bauman, perché si insinua proprio laddove c’è resistenza. Parole della propaganda non sono soltanto “paura” e “diversità”, ma anche “amore” e “uguaglianza”. La propaganda si è manifestata in concetti terrificanti, come quello di “stregoneria” o “epurazione”, ma anche in idee apparentemente positive, come “costituzionalità” e “compassione”. E oggi, bombardati come siamo di messaggi più o meno subliminali, in cui l’attenzione è la risorsa primaria contesa da aziende, politici e influencer, la propaganda cambia pelle, ma forse mantiene sempre la stessa natura.

Capire come funziona la propaganda, che storia ha, qual è la filosofia che la nutre, è fondamentale per comprendere meglio il mondo in cui ci troviamo: saremo più consapevoli quando vedremo un video, ascolteremo un messaggio, vivremo un’esperienza, e potremmo avere difese più efficaci nel momento in cui un’idea tenta di insinuarsi a fondo nel nostro comportamento, facendoci diventare qualcosa che non vorremmo diventare.

Per questo è nato “P2.0“, il mio nuovo seminario residenziale che si terrà nel weekend del 13-14-15 aprile 2018, dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, presso l’ex Monastero e ostello di San Salvaro, vicino a Padova e Bologna. 48 ore immersi in un contesto bellissimo, tra lezioni e conferenze, workshop e laboratori, ma soprattutto in un clima di amicizia e divertimento che renderà indimenticabile questo evento.
Ospite al seminario sarà Matteo G.P. Flora, esperto di comunicazione digitale e propaganda 2.0 che ci aiuterà a capire come essa funziona ai tempi del web.
Per partecipare non è necessario essere esperti di alcunché, basta essere armati di tanta voglia di mettersi in discussione. Per il resto, ci penserò io! 😉

Ci sono 18 posti a disposizione, ma la metà è già stata prenotata da partecipanti ai seminari precedenti, perciò se l’evento ti interessa scrivi una mail: accademiaorwell@gmail.com, riceverai il prontuario completo di programma con tutte le informazioni su come iscriverti!

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