La filosofia ai tempi di Twitter – Stand-up Philosophy!

Questo è un sogno che si avvera!
Oggigiorno i comici cercano di far ridere usando gli stessi argomenti di sempre: politica, sesso, religione. Ma nessuno vi ha mai fatto ridere con la filosofia, vero?
Eppure, la filosofia tiene in sé un cuore ironico e sarcastico, una vena polemica che da sempre contraddistingue la sua indagine! Non solo Schopenhauer, ma anche Nietzsche e Socrate, Leibniz e Foucault, tutti i filosofi hanno suscitato risate e riflessioni, sorrisi e idee.  Continua a leggere “La filosofia ai tempi di Twitter – Stand-up Philosophy!”

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Apologia di Bill Hicks

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Tutti i testi dei grandi show di Bill Hicks, curati da John Lahr.

Sto leggendo un libro in una Waffle House. La cameriera mi si avvicina: “Ehi, perché leggi?” Non è la domanda più strana di sempre? Non cosa leggo ma perché leggo? Merda, mi hai confuso. Perché leggo? Uhm… Beh, non so, credo di leggere per varie ragioni e la principale è che così non finirò per essere una fottuta cameriera in una Waffle House!

***

  • Molti cristiani portano croci attorno al collo. Pensate che quando Gesù tornerà, vorrà vedere una fottuta croce? È come andare da Jackie Onassis con su un ciondolo a fucile.
    Bill Hicks, Relentless

“It’s just a ride”
Ogni epoca ha il suo Socrate: caustico, dubitante, polemico, inattuale. Guai a chi si figura Socrate come un vecchio avvizzito e ricurvo su un bastone, egli sarebbe stato a proprio agio su un palcoscenico di una Stand Up Comedy americana di anni ‘90 a lanciare improperi contro Bush e la musica pop. Socrate avrebbe avuto i capelli lunghi fino alla spalla, un paio di tea-shades a richiamare una genealogia che parte da John Lennon fino a toccare Ozzy Osbourne, una sigaretta in mano “and the -f- word” sempre in bocca. Continua a leggere “Apologia di Bill Hicks”

#aChiunque – Lettera d’addio

Hai un’idea struggente e priva di significato?
Vuoi mollare la tua ragazza ma non hai le parole sufficientemente poetiche per evitare di farti evirare?
Vuoi dire cose senza dire cose?
Ebbene, #aChiunque è la prima azienda che produce testi da #poetideltwitter per ogni occasione! Matrimoni, licenziamenti, funerali o feste pre-diciottesimi!
#aChiunque è la risposta piena di parole e priva di risposte che fa al caso tuo! 

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I Cyborghesi (3)

CyborghesiLa Pascolizia ha disattivato Pberto.
Che vergogna. Cosa diranno i miei tecnolleghi? Cosa dirà Magdelettra? Quel ragazzo ci vuoi far morire di tictus, e un giorno lo farà, ne sono certo.
Gli archivi del cervello artificiale di Frankrak sono in subbuglio. Il Servocomandante dei Tecnarabinieri ha chiamato il numero cerebrale e ha trasmesso il messaggio: “Pberto SSL33, della cyberfamiglia SSL33, è stato disattivato per disordini sinaptici pubblici. Il robopadre è convocato in QuestuRob”
Che cosa ha combinato lo sciagurato? Frankrak era in non-riunione neurale con i tecnolleghi, altri digimpiegati del Ministero della Cibernautica. “Perché ti teletrasporti, Frankrak?” ha chiesto quell’odioso di Pierchip. Lui è il preferito del Ministro, quello che si becca promozioni, olio migliore, premi d’iperproduzione, tecnozoccole in quantità, e Frankrak si fa un quazzo così, ma mica si prende neanche un “Bravo, Frankrak”, no, lui non è il preferito. “Beh, Pierchip, a quanto pare c’è un problema con mio cyberfiglio”.
“Eh, le idee robolitiche…” ha risposto Pierchip, e una risatina elettronica ha attraversato tutta la sala virtuale dove si teneva la non-riunione. Bastardi, me la pagheranno. Io sono un chiptadino onesto, io pago le taxxe come tutti e sono un cyborghese di tutto rispetto, non è che solo per colpa di olio avariato nel tecnofeto di Magdelettra allora mi possono prendere per il coolo.
“Che cosa ha combinato stavolta?”
“Signor Frankrak, abbiamo intercettato suo figlio mentre distribuiva virtualmente olovolantini inneggianti a Robomarx e all’hackeraggio del Partito dell’IperNazione. Abbiamo spento suo figlio per precauzione, prima che venisse disinstallato. Siamo più clementi con i roboadolescenti. Ma mi auguro che abbiate maggior cura della sua educazione in futuro”, così ha risposto il Servocomandante, ma vi rendete conto? Come se fosse colpa del povero Frankrak! Quello sciagurato, quel demente! Quel… quel… quell’organismo di Pberto!! Oh, Frankrak, come puoi anche solo pensare parole così oscene? Torna in te. Non respirare.
“Va bene, ci staremo attenti, Servocomandante. Ora lo riporto a casa, ma Pberto è pesante. Potete riaccenderlo, per piacere?”
“Certo, ma stia bene attento…”
Click.
“… ma che quazzo…?”

***

inizialmente pubblicato qui

I Cyborghesi (2)

Cyborghesi“Che cosa stai dicendo, Pberto? Perdindirinrobot! L’Iperdemocrazia è una cosa seria!”
A Frankrak capita raramente di far salire l’olio al casco. Di alzare le frequenze vocali, quello quasi mai. Ma quando Pberto ha detto: “Vi pare libertà questa? Vi pare che noi siamo liberi?”, beh, Frankrak non ci ha visto più.
Ragazzi, calmatevi, continua a ripetere Magdelettra, gli schemi oculari guizzano dal figlio al marito, le lacrime sintetiche appena trattenute: disidratazione in corso, aggiungere liquido per circuiti o il sistema andrà in stop. Magdelettra comincia a versare la chippasciutta dappertutto: nei bicchieri, sulla tavola, ma neanche un ultraspaghetto finisce nel piatto dove dovrebbe andare. Il prelibato sugo di uranio finisce per terra, che spreco!
Ecco, Pberto, guarda cosa hai combinato! Mamma sta andando in corto-circuito!
“Non dire che è colpa mia, è colpa tua e delle tue menzogne!”
Pberto non si arrende. Tutta colpa di quel tecnollettivo di sciagurati servosocialisti, quelli che vanno nelle piazze virtuali a sbandierare avatar rossi e digitare tutto maiuscolo concetti come RIVOLUZIONE o UGUAGLIANZA, come se non fossimo già tutti uguali e rivoluzionati, qui a New Vicenza.
“Alle telelezioni il Partito dell’IperNazione ha preso il 107% dei voti!” così dice il tecnogiornale all’olovisione. Il 107%, capito? E mentre Magdelettra versa ultraspaghetti all’uranio dappertutto, Frankrak si alza in piedi e applaude, urlando: “Evviva il Partito dell’IperNazione!” (tre settimane fa, al circuircolo del Partito si è fatto impiantare il chip EvvivaEvviva, a ogni buona notizia il corpo scatta d’un colpo per un Eureka d’effetto, peccato non essere in mezzo a tanta gente, nessuno a parte Pberto e la mamma in corto-circuito può ammirare Frankrak che esulta per il Partito).
“Ti pare libertà questa, pà?”
Frankrak si siede. Porta alcuni ultraspaghetti alla meccabocca e l’altoparlante risponde: “Certo, è la libertà che ci possiamo permettere. Ora mangia.”
Col quazzo, risponde Pberto, e se ne va.
Magdelettra ora è così disidratata che le fuma la calotta.
Qualcuno chiami l’androidottore.

Episodio 1
inizialmente pubblicato qui