Storia dell’Anima nell’Epoca Robotica

Questo testo è estrapolato dal terzo episodio di Filosofarsogood, la mia nuova rubrica podcast che esce ogni domenica alle 12! Iscriviti al mio Spreaker per non perderti i prossimi episodi! Puoi trovarlo anche su iTunes

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terzaQuand’è che un corpo contiene un’anima?
In un racconto filosoficamente molto dibattuto, Terrel Miedaner racconta di una scienziata che, per provare l’impossibilità che una macchina possegga un’anima, si trova messa di fronte a un robot-insetto che strepita e si contorce, lanciando un “debole gemito lacrimoso che si alzava e si abbassava come il piagnucolio di un bambino”, nel momento in cui la sua esistenza viene messa a repentaglio. Il racconto si intitola “L’anima dell’animale” e ci pone di fronte a un quesito estremamente attuale: come si misura l’anima?

Per iniziare questa difficile trattazione, sarò costretto a citarvi un altro racconto piuttosto famoso, ovvero “Accendere un fuoco” di Jack London: “Ma la misteriosa scriminatura della pista che si spingeva così lontano, l’assenza di sole dal cielo, il freddo tremendo e la stranezza e l’estraneità di tutto quanto, non facevano alcuna impressione all’uomo. Non perché vi era abituato da tempo. Era arrivato di recente nel paese […] e questo era il suo primo inverno. Il suo problema è che era privo di immaginazione. Era svelto e attento alle cose della vita, ma solo alle cose e non al loro significato. Cinquanta gradi sotto zero significano ottanta e rotti gradi di gelo. Un simile evento lo colpiva in quanto freddo e fastidioso, e questo era tutto. Non lo induceva a riflettere sulla propria fragilità di creatura a sangue caldo, e sulla fragilità dell’uomo in generale, in grado di vivere solo entro ristretti margini di caldo e freddo; e proseguendo, non lo induceva a speculare sull’immortalità e sulla posizione dell’uomo nell’universo. Cinquanta gradi sotto zero equivalevano a una morsa di freddo che fa male e da cui ci si deve proteggere usando guantoni, copri-orecchie, mocassini caldi e calzettoni. Cinquanta gradi sotto zero per lui erano solo esattamente cinquanta gradi sotto zero. Che implicassero qualcosa di più di questo, era un pensiero che non gli era mai passato per la testa.”

Come potete aver intuito, i due brani, partendo da storie totalmente diverse, indicano però un medesimo traguardo: avere un’anima significa “sentire”, avere un sentimento, laddove con “sentimento” non intendo parlare della percezione delle cose, ovvero il freddo percepito dal protagonista del brano di London. Il sentimento, usando il termine con l’accezione che ne dà Spinoza, rappresenta il momento in cui la percezione viene fatta propria dal corpo e dalla mente, il momento insomma in cui alla percezione si dà un ordine, un significato. Continua a leggere “Storia dell’Anima nell’Epoca Robotica”

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Agorà DuFer: NONA EDIZIONE!

Dopo una lunga attesa, finalmente ritorna a furor di popolo la NUOVA EDIZIONE DI AGORÀ DUFER!

Per chi non sapesse che cos’è Agorà DuFer, beh, si tratta del primo e unico Contest di Argomentazione in diretta streaming su Youtube: otto temerari si sfidano nell’arte dell’argomentazione, a suon di tesi e antitesi, cercando di avere la meglio sull’avversario che di volta in volta ci si troverà ad affrontare! Il risultato delle sfide, a partire dai quarti di finale, viene deciso dalla triplice giuria composta da tre voti:
1) il voto del PUBBLICO; 
2) il voto del vincitore dell’edizione precedente; 
3) il MIO voto! 
Gli argomenti delle sfide vengono comunicati ai concorrenti solo pochi secondi prima che la sfida abbia inizio in maniera del tutto casuale e possono spaziare dall’attualità alla politica, dal cinema alla filosofia, dai paradossi agli stravolgimenti di senso!
Il terzo giudice di questa nona edizione, nonché vincitore della scorsa, è nientepopodimeno che il debunkatore per eccellenza di Youtube Juanne Pili (che porterà tutta la sua sardità in Live con noi!)

Sarà una sfida imperdibile, piena di argomenti interessanti e colpi di scena, perciò non potete mancare!
Agorà DuFer si svolgerà sul mio canale Youtube a partire dalle 21 di domenica 12 novembre! 

Ci sono ancora due posti a disposizione per chi volesse gareggiare! Nel caso, scrivete a: accademiaorwell@gmail.com!

Libro del Mese – Ottobre 2017

“Fine della nostra istituzione è la conoscenza delle cause e dei segreti movimenti delle cose, allo scopo di ampliare i confini dell’impero umano verso una sempre più completa attuazione delle cose che sono attuabili.”
Francis Bacon

La natura dell’essere umano è quella di scandagliare le cause “dei segreti movimenti delle cose”, ovvero di studiare la natura così come si presenta alla nostra esperienza. Se quest’affermazione potrebbe sembrarci piuttosto banale, essa non lo era affatto nel momento in cui Francis Bacon decise di dare alle stampe “La Nuova Atlantide“, nel 1624.

Pensate poi quanto può essere rivoluzionario un tale pensiero quando ci si accorge che ancora oggi molte persone sono tutt’altro che persuase dal fatto che per conoscere il mondo se ne deve fare esperienza e comprenderne le ragioni attraverso l’uso della logica. Bacone fu un rivoluzionario, niente di meno, e il suo pensiero rappresentò la radice ancora oggi non estinta del metodo scientifico che non si arrende alla constatazione che sia la magia a sorreggere il mondo, ma combatte con l’arma del cervello per trovare le cause materiali dei fenomeni del mondo.

Questa è la motivazione che mi ha spinto a scegliere “La Nuova Atlantide” come Libro del Mese per i miei Mecenati di Patreon. Un testo scritto in forma di prosa narrativa e perciò, dal mio punto di vista, ancora più ricco di interesse. Un romanzo filosofico straordinario che permetterà al lettore di comprendere più a fondo, e in relazione a se stesso, il vero significato della parola “scienza”.

Se vuoi ricevere questo libro direttamente a casa, corredato da una scheda di lettura che ne faciliti la comprensione, aderisci al mio Programma Patreon a livello 6 entro il 30 settembre! Sarà una scelta della quale sono certo che non ti pentirai! 😉

Il Complotto dei Saperi Forti: dal 12 al 19 giugno su Edutube

Sapere è Potere, direbbero alcuni.
Sapere o Potere direbbero altri.
Il rapporto tra la conoscenza e il potere è da sempre uno dei più problematici che possano essere analizzati. Nel corso della storia, la relazione tra queste due istanze della società umana è mutata, rovesciandosi e trasformandosi in maniere irriconoscibili.
Se da un lato è vero che senza il potere (economico, politico, sociale) non si potrebbe mai avere un’organizzazione scientifica, una divulgazione delle conoscenze e la costituzione di un sapere condiviso, è altrettanto vero che senza un serio atteggiamento di ricerca, di curiosità e di apprendimento non sarebbe mai stato possibile l’erigersi di una qualsivoglia forma di potere, sia essa politica, sociale o economica.
In questo strano valzer, abbiamo visto il potere mettere i bastoni tra le ruote del sapere, ma abbiamo anche visto un certo tipo di conoscenza scientifica, filosofica e artistica rovesciare gli equilibri politici che si erano costituiti. Il sapere è stato a volte amante altre volte carnefice del potere, e così quest’ultimo ha saputo dapprima collaborare con la scienza, per poi pugnalarla alle spalle.
“I Saperi Forti” è un progetto collettivo marchiato Edutube Italia che ha come obiettivo quello di sviscerare, nei vari campi del sapere, alcuni di questi nodi storici e sociali che la conoscenza e il potere hanno intrecciato durante la vicenda umana: filosofia e politica, biologia ed economia, ma anche architettura, ingegneria, letteratura, chimica e società, collettività, diritto e costituzione. L’orizzonte de “I Saperi Forti” si gioca su una narrazione che metta insieme due cose così aliene eppure inscindibili come il sapere scientifico e umanistico e il potere politico, sociale ed economico.
Nel bivio tra il Sapere e il Potere, Edutube li sceglie entrambi. 
Benvenuti nel complotto dei Saperi Forti.

I Saperi Forti_calendario