La Natura della Violenza

“Homo homini lupus” è una formula che non mi ha mai convinto granché, per vari motivi.

In primo luogo perché, filosoficamente, viene utilizzata da Hobbes nel Leviatano per giustificare l’esistenza di una struttura di potere in cui i pochi possano governare sui molti. Ma questa giustificazione viene a delinearsi attraverso un’astrazione: lo Stato di Natura, ovvero lo stato pre-statale e pre-governativo, pre-politico e pre-sociale in cui ogni uomo sarebbe inevitabilmente spinto a sopraffare il vicino per sopravvivere è una mera ipotesi di cui non v’è alcuna traccia storica. Si tratta di un presupposto astratto che, per quanto mi riguarda, non ha alcun tipo di riscontro nella realtà.

In secondo luogo perché, dal punto di vista morale, la formula “homo homini lupus” è usata popolarmente per giustificare l’esistenza della violenza, in ogni forma pensabile. Attenzione: questo non è quello che intendeva Hobbes, perciò non sto dicendo che questa obiezione sia rivolta al filosofo inglese. Ma la convinzione secondo la quale al fondo dell’animo, ogni uomo e ogni donna, ogni bambino e ogni anziano, nutra un fuoco di violenza e sopraffazione è molto diffusa e viene usata spesso per appellarsi alla necessità di un “controllo” da parte di altri uomini (i quali perciò non dovrebbero essere affetti dal medesimo male? E sulla base di che cosa?)

Io credo che questo sia un problema molto forte e una questione pressante perché quando affermiamo che “homo homini lupus”, ci dimentichiamo di un fattore fondamentale: la violenza non è una forza inemendabile come la gravità, non è un oggetto fisico come un albero, un’automobile o una casa. La violenza è un’azione.
(continua nel video…) 

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Libro del Mese: giugno 2017

Qual è il valore filosofico e biologico dell’amore? Arthur Schopenhauer non ha alcun dubbio: un utile inganno! Nello stupendo saggio “Metafisica dell’amore sessuale“, Schopenhauer anticipa di un secolo alcuni dei dibattiti più importanti sul tema dell’amore, inteso in senso filosofico e biologico, individuando le caratteristiche che questa potente idea fornisce alla biologia per spingerci a perpetrare la specie.

“Metafisica dell’amore sessuale” è il testo prescelto come Libro del Mese di giugno 2017! I miei Mecenati riceveranno il testo direttamente a casa, corredato da una scheda di lettura che faciliti la comprensione dell’opera! Siamo già arrivati al sesto libro del mese e la biblioteca comune comincia a farsi cospicua! 🙂

Se non volete perdervi quest’opera, aderite al mio programma Patreon entro il 31 maggio dal livello 7! Sulla pagina ufficiale del programma troverete tutte le informazioni su come aderire e gli altri Servigi messi a disposizione per tutti coloro che desidereranno sostenere il mio progetto di divulgazione filosofica e culturale (che male non fa)!

citazioneSchop

Libro del Mese: marzo 2017

Il programma Patreon continua e siamo arrivati al terzo Libro del Mese!

Dopo Walter Benjamin e John Locke, tocca a Michel Foucault, con una delle opere più geniali della filosofia novecentesca: “La Volontà di Sapere”, primo volume di quel capolavoro chiamato “Storia della Sessualità”, che anche questo mese verrà recapitato direttamente a casa dei Mecenati che hanno deciso di sostenere il mio progetto di divulgazione culturale e filosofica! Come sempre, il libro sarà accompagnato da una mia scheda di lettura che possa guidare nella comprensione dell’opera.

Se non volete perdervi il Libro di questo mese, aderite al Patreon entro fine febbraio! Sulla pagina ufficiale del programma trovate spiegato tutto nei minimi dettagli!

Perlomeno

klimtl’erotismo ha i fiati scontati.
ha fianchi affusolati di pelle caucasica e poche unghie che lasciano il segno sui peli. le scie comiche delle risate per il solletico, sollecito, illecito, e le provocazioni del caso e del caos, e denti scoscesi discesi su spalla e seno. curve dalle quali fuoriuscire la strada o gli occhi o la lingua, e poi mani immani, mani che abbrancano intorcono frugano estraggono contraggono intrufolano. non c’è parola che tenga o che mantenga promessa, non c’è promessa ammessa o annessa ai silenzi scambiati come l’intimo tra le dita. ci sono elastici da sferruzzare, pizzo da usare per nascondere un lembo di pelle immaginata immaginaria immersa immensa. c’è un labbro stiracchiato su inguine mediterraneo, l’inguine al dente da cucinare su schiena ardente. masticarti natiche e nascite di desiderio, frammiste a contrazioni genuflessioni occhioni furbi che pigliano il corpo tutto e l’inghiottono in pupille troppo salaci per lasciartele lì senza reagire. l’andirivieni di vieni e vengo, d’aspetta e attendo, osteggiato dal tempo che scorre sulla tua bocca aperta al sole buio della lampada spenta per quel poco di pudore che traspare oltre le parole. consumarsi come un orto avvolto da fiamme fredde, ansimarsi come deserti spazzati da immobili venti, poi lasciarsi andare oltre le sabbie dell’eadesso? perdonami questa poca chiarezza mangiucchiata dalle parole che se ne escono così come vogliono, un poco come il magma, un poco come la pelle, un poco come gli occhi lucidi dopo l’orgasmo, ma avremo di che preoccuparci delle cose poco importanti, in un futuro deciso da altri. l’erotismo è tutto ciò che non decidiamo, coincidendoci. è ciò che non parliamo, mormorandoci. è ciò che ci investe, travestendoci. l’erotismo è eroismo, per quel poco che ci è concesso di salvare da questo mondo. perlomeno.
io e te.