Un Filosofo su Snapchat?!?

Filosofia

Non bastava che mi chiamassero “filosofo da discount” perché faccio divulgazione su Youtube! Non bastava che accademici frustrati dal fatto che non riescono a fare il minimo passo avanti nella loro carriera mi indicassero come la morte della divulgazione filosofica mondiale! Non bastava.

Avevo ancora sete di ingiuria! 

Perciò, un paio di mesi fa sono approdato su Snapchat, ovviamente con l’intento di distruggere ancora un po’ il mondo della filosofia e le certezze di coloro che additano il web come la radice di ogni male (l’ennesima, insomma).

Eppure, ora scriverò un vero elogio filosofico a Snapchat.

Il mondo dei social network è effettivamente pieno di difetti:
– promuovono il culto della quantità (di views, di follower, di popolarità), spesso a discapito della qualità;
– sono un traghetto diretto verso il narcisismo autodistruttivo;
– sono veicolo di pigrizia (bello il quasi-ossimoro, eh?) perché puntano al non fare alzare un dito per poter compiere azioni mediamente insulse.
Tutto questo è vero, come possiamo negarlo?

Quando ho iniziato a usare Snapchat (per puro amore della conoscenza, mi chiedevo infatti: “Perché mai i miei nipoti, i loro coetanei e un popolo di ragazzini smaniano per questo social?”) tutti mi hanno detto: “Ma sei pazzo?!? Quello è il social delle zozzerie (e così mi hanno convinto ad iscrivermi subitissimo!)”. Ma come avrei potuto parlare di filosofia, se non attraverso le zozzerie? Snapchat sembrava l’entrata verso l’inferno (UN ALTRO?!? Ma quante cacchio di filiali hanno questi?).

#einvece (uso un hashtag così faccio incazzare i puristi della filosofia del linguaggio)