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Libro del Mese: marzo 2017

Il programma Patreon continua e siamo arrivati al terzo Libro del Mese!

Dopo Walter Benjamin e John Locke, tocca a Michel Foucault, con una delle opere più geniali della filosofia novecentesca: “La Volontà di Sapere”, primo volume di quel capolavoro chiamato “Storia della Sessualità”, che anche questo mese verrà recapitato direttamente a casa dei Mecenati che hanno deciso di sostenere il mio progetto di divulgazione culturale e filosofica! Come sempre, il libro sarà accompagnato da una mia scheda di lettura che possa guidare nella comprensione dell’opera.

Se non volete perdervi il Libro di questo mese, aderite al Patreon entro fine febbraio! Sulla pagina ufficiale del programma trovate spiegato tutto nei minimi dettagli!

Arrivati a questo punto…

A quale punto?
Non importa, prendete qualsiasi punto inaccettabile a cui siamo giunti: politicamente, socialmente, culturalmente, economicamente. Provate a immaginarvi uno di questi punti, quello che sentite più intimamente connesso alla vostra vita, quello che proprio non vi va giù, quello che vi ha fatto dire: “Arrivati a questo punto, tutto è perduto…”.
Fatto?
Ora prendetemi per mano e vi faccio fare un giro…

Se siamo arrivati a questo punto è perché

per molto tempo e per molte generazioni, quelli che avevano qualcosa di buono da dire hanno preferito non sporcarsi le mani, le parole, le idee, con la codarda consapevolezza che la politica l’avrebbe fatto al posto loro, e hanno lasciato il campo libero al minor male. E di minor male in minor male, siamo arrivati ai disastri odierni.

troppe volte abbiamo consegnato la nostra libertà di decidere in mano ad altri, in mano a quelli che decidevano non per le conseguenze di quelle decisioni, ma per racimolare qualche voto in più, spargendo consenso sul breve periodo, senza riflettere a cosa sarebbe accaduto due generazioni più tardi.

eravamo convinti che qualsiasi cosa avremmo fatto, le responsabilità sarebbero state insostenibili, e così abbiamo preferito che quelle responsabilità se le prendessero quelli che non si sarebbero minimamente curati delle responsabilità.

abbiamo preferito nutrire un’immagine ideale della politica, solo perché quelli con le buone idee, quelli buoni di cuore, quelli responsabili, non hanno saputo trovare il coraggio di calare quelle buone idee, quel buon cuore, nei compromessi della società che, essendo complessa e variopinta, non è mai a immagine e somiglianza di una sola buona idea (per fortuna!).

siamo stati pigri, privi della spinta necessaria a guardare oltre la nostra quotidianità: non abbiamo manifestato quando ce n’era il bisogno, non abbiamo appoggiato gli altri quando potevamo farlo, non abbiamo preso posizione se non quando avevamo le spalle ben coperte. Non abbiamo rinunciato quando potevamo, non abbiamo sacrificato quando dovevamo. Non abbiamo fatto niente di niente, giungendo a questo nulla di nulla.

abbiamo agito egoisticamente, tutti noi, e dobbiamo guardarci negli occhi e dircelo: non avevo voglia di suddividere la spazzatura per il riciclo? Non ho glissato su quattro, cinque, venti, cinquanta scontrini? Non ho “dimenticato” di dichiarare quel guadagno, quel compenso? Non ho detto la una falsità a domanda chiara, solo perché mi faceva comodo rappresentare l’eccezione alla regola?

preferivamo nasconderci dietro la citazione di poeti, musicisti, artisti, senza capire che (purtroppo) la politica non si fa a colpi di versi di poesie e canzoni. Senza ammettere che poesie, canzoni e romanzi servono alla nostra anima per ritrovare la strada dopo che il compromesso, la collettività e la società ci hanno fatto piombare nella loro complessità.

abbiamo aspettato il Messia che ci dicesse: “Io sono il migliore di tutti perché sono uno di voi!” e così dicendo ci ha fatti sentire migliori: non parte del problema ma della soluzione, non colpevoli silenziosi, ma potenziali eroi. E gli eroi, amici miei, non esistono poiché il mondo non ne ha avuto bisogno, mai.

“Il potere è la guerra, la guerra continuata con altri mezzi” diceva Foucault.
E se qualcuno si sente sufficientemente candido da non prendere parte a questo gioco, da non poter sporcare il proprio candore e le proprie idee con la concretezza della realtà, ne stia fuori del tutto: ma anche dal commentare, dall’avere un’opinione, dal criticare e dal decidere. Perché se c’è qualcosa di peggio di un malvagio che comanda, quello è un finto santo che mette bocca su ciò che non ha il coraggio di toccare.
Questo pezzo lo scrive un idealista convinto, un ottimista impenitente e irriverente, uno che non si è mai arreso al potere, non essendo tra quelli “così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”.
Questo pezzo lo scrive un colpevole, un manchevole, un non-candido né tantomeno santo, consapevole che per ritornare indietro da quel “di minor male in minor male”, dobbiamo procedere per un “di minor bene in minor bene”.
Ma se questo mondo lo vogliamo cambiare, dobbiamo cominciare a prenderci le responsabilità delle nostre decisioni, e non pretendere di commentare e criticare senza mai aver preso una responsabilità in vita nostra.
Arrivati a questo punto, bisogna fare qualcosa, ognuno di noi in ognuna delle nostre piccole vite. E se saremo in numero sufficiente per farlo, allora quel punto, domani, potrebbe essere un altro.
E potremmo persino andarne orgogliosi.

Darśana, tra Oriente e Occidente – 23/24/25 settembre

Nella solitudine il solitario divora se stesso.
Nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.

F. Nietzsche

L’unico ātman dimora in ogni essere,
come la luna si riflette nell’acqua.
Egli è visto come Uno
o molteplice.
Amritabindu Upanisad

Chi è io, in mezzo ai molti?
Darśana è l’indagine che rivela, è il mostrare il punto di vista nudo sul mondo. Darśana è la consapevolezza di essere uno tra i molti, molti nell’uno. Darśana è domanda e ricerca, discernimento ed esposizione.

Darśana è anche il nuovo seminario che terrò insieme a Luca Sadhaka, esperto di discipline spirituali orientali, il cui lavoro è disponibile anche sul suo canale YouTube Da Grande Voglio Fare il Buddha.

Darśana è il tentativo di ricomporre l’infranto: tra individuo e universo, tra uno e molteplice, tra anima e corpo, tra mente e materia. Darśana è un percorso che cerca di fornire gli strumenti per affrontare questa spaccatura tra me, che sono il particolare, e il resto, che è l’universale.

Darśana si terrà nel weekend del 23/24/25 settembre 2016, presso Casa La Lodola a Savigno (BO), e saranno 48 ore da trascorrere insieme, in un contesto disteso e amichevole in cui apprendere le idee che, tra filosofia occidentale e pensiero orientale, possono aiutarci nel migliorare il nostro rapporto con noi stessi e con il mondo.
48 ore tra amici del sapere, che si ritrovano attorno a un falò per raccontarsi delle storie.

Tra seminari e laboratori, tra giochi e momenti di dialogo, Darśana è un progetto importante, il tentativo di ricomporre un altro dualismo arbitrario: quello tra Oriente e Occidente. E lo faremo grazie alla filosofia.

I posti a disposizione sono 25 e la partecipazione all’intero seminario ha un costo di 160 euro che comprende vitto e alloggio per l’intero weekend! La prenotazione è obbligatoria e le iscrizioni aperte da oggi!

Per informazioni e iscrizioni, scrivete a: dalferro.ric@gmail.com

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Una Filosofia Contro i Cretini

Ha la Filosofia il diritto di dire al cretino: “Mi hai rotto i coglioni?”
Certo, quel diritto ce l’ha, più di chiunque altro!
Qual è la natura del Cretino? Come si manifesta la sua esistenza all’interno di un contesto sociale confuso come quello di oggi? Che odore ha il Cretino? E che lingua sparla? Come si riconosce un Cretino? Probabilmente dal fatto che lui non ti riconosce!
La Filosofia parla di doveri. Ma dov’eri tu, Filosofia, quando i Cretini prendevano la parola? Dov’eri tu quando i diritti erano tutti storti? Dov’eri e dove sei ora, quando l’idraulico mi dice: “Io ho una filosofia tutta mia” e io mica posso rispondergli: “Io ho un’idraulica tutta mia”? Dove sei, Filosofia?
Deve tornare a parlare, la Filosofia. Parlare non solo contro il Cretino, ma insieme all’intelligenza, alla compassione, alla conversazione, all’animo espanso!
La Filosofia deve tornare a parlare di senso, per evitare l’autista in contromano. Deve tornare a pensare alle parole e smettere di parlare di pensiero. Deve smettere la nostalgia d’altri tempi perché le serve l’indicativo, d’imperfetto ce n’è anche troppo. Deve rimettersi in marcia, ma smettendo di marcire. Quindi.

Ne vogliamo parlare dei Cretini che predicano l’incomunicabile, scrivendoci sopra libri di facile fruizione?
Vogliamo parlarne dei Cretini che parlano tanto dello spirito, e quando arriva il momento giusto non te ne offrono nemmeno un goccio?
Ne vogliamo parlare di quelli che hanno una loro filosofia, ma non ci pagano sopra le tasse?
E di quelli che vendono l’illuminazione facendoci un sacco di soldi che neanche l’elettricista più ricco del mondo? Di quelli, ne vogliamo parlare?
E delle Verità Eterne messe in sconto durante il black friday con spedizione gratuita, ne parliamo?
Dell’esame d’incoscienza dopo aver ascoltato un serial sui serial-killer, ne parliamo o no?
E che dire poi di quelli che parlano di bioetica ma non sono sicuri di essere vivi?
Parliamone insomma, dei grattacapi del pensiero, e diciamolo a quei capi di lavarsi un po’ di più e grattarsi di meno!
Ne vogliamo parlare degli anticoncezionali per le idee?
Parliamo anche del Pensiero Unico e delle molte trasmissioni televisive, ma magari potessimo parlare dei Molti Pensieri e dell’unica trasmissione televisiva che nessuno si caga.
Ne vogliamo parlare di chi non scende mai due volte nello stesso fiume perché si sta suicidando, o no?
Ne parliamo? Del femminismo degli urologi; del bilinguismo dei muti; del sonno campestre dei vigili urbani? Ne parliamo?
Parliamone di quelli che si prendono troppo sul serio quando ridono, di quelli che non sanno ridere se non prendendosi sul serio. Parliamone, dei seripositivi.
Parliamo soprattutto di Cretini, di quelli convinti di sé ma non persuasi del mondo; di quelli candidati alla presidenza del proprio parlamento individuale senza nemmeno un briciolo di contraddittorio; parliamone, dei risponditori automatici nelle università e di chi non ha il tempo di fare la domanda giusta; parliamone dei “mi piace” su Facebook e del “mi faccia il piacere” nella vita reale. Parliamone, dai.
Parliamone, di quelli che pretendono la libertà di opinione dimenticandosi del dovere di conoscere.

Diamo vita a una Filosofia Contro i Cretini, che sia prima di tutto una Filosofia Pro gli Intelligenti.

Ci vediamo stasera in LIVE per ridere con la testa.