Lettera Aperta ad Enrico Mentana

Filosofia

Gentile dott. Mentana,

ho seguito con interesse le vicende che l’hanno spinta a lanciare la querela nei confronti di Beppe Grillo, in seguito alle ignominiose dichiarazioni che quest’ultimo ha espresso sul suo blog. Premetto che io non sono né un giornalista né un politico, ma da filosofo e letterato mi ritengo un osservatore attento dei fenomeni sociali che si dipanano intorno a me. Mi sento perciò in dovere di indirizzarle queste righe per riflettere sull’accaduto in modo più approfondito di quanto la cronaca ufficiale oggi ci propone.
Se le sue parole sono state di certo legittime, dal momento che la calunnia di Grillo è non solo odiosa, ma anche fasulla e populista, vorrei riflettere insieme sull’effetto che le sue parole hanno avuto sull’opinione pubblica, il campo di battaglia dove si giocano le sorti politiche e sociali del nostro Paese.
Oggi Beppe Grillo si ritrova contro tutti i mezzi di informazione di massa: giornali, radio, televisione, tutti i giornalisti sono uniti in un sol coro a difendere con orgoglio la dignità di questa professione, l’onestà con cui viene portata avanti, la fatica e la professionalità che ne contraddistinguono l’operato. E questo, non vorrei mai essere frainteso, è assolutamente legittimo e comprensibile.
Ma, come in ogni riflessione che si rispetti, esiste un dato ulteriore da analizzare, che mi sembra venga posto colpevolmente in ombra in queste ore: Beppe Grillo vi ha portati esattamente dove voleva lui. 

Una Filosofia Contro i Cretini

Filosofia

Ha la Filosofia il diritto di dire al cretino: “Mi hai rotto i coglioni?”
Certo, quel diritto ce l’ha, più di chiunque altro!
Qual è la natura del Cretino? Come si manifesta la sua esistenza all’interno di un contesto sociale confuso come quello di oggi? Che odore ha il Cretino? E che lingua sparla? Come si riconosce un Cretino? Probabilmente dal fatto che lui non ti riconosce!
La Filosofia parla di doveri. Ma dov’eri tu, Filosofia, quando i Cretini prendevano la parola? Dov’eri tu quando i diritti erano tutti storti? Dov’eri e dove sei ora, quando l’idraulico mi dice: “Io ho una filosofia tutta mia” e io mica posso rispondergli: “Io ho un’idraulica tutta mia”? Dove sei, Filosofia?
Deve tornare a parlare, la Filosofia. Parlare non solo contro il Cretino, ma insieme all’intelligenza, alla compassione, alla conversazione, all’animo espanso!
La Filosofia deve tornare a parlare di senso, per evitare l’autista in contromano. Deve tornare a pensare alle parole e smettere di parlare di pensiero. Deve smettere la nostalgia d’altri tempi perché le serve l’indicativo, d’imperfetto ce n’è anche troppo. Deve rimettersi in marcia, ma smettendo di marcire. Quindi.

Ne vogliamo parlare dei Cretini che predicano l’incomunicabile, scrivendoci sopra libri di facile fruizione?
Vogliamo parlarne dei Cretini che parlano tanto dello spirito, e quando arriva il momento giusto non te ne offrono nemmeno un goccio?
Ne vogliamo parlare di quelli che hanno una loro filosofia, ma non ci pagano sopra le tasse?
E di quelli che vendono l’illuminazione facendoci un sacco di soldi che neanche l’elettricista più ricco del mondo? Di quelli, ne vogliamo parlare?
E delle Verità Eterne messe in sconto durante il black friday con spedizione gratuita, ne parliamo?
Dell’esame d’incoscienza dopo aver ascoltato un serial sui serial-killer, ne parliamo o no?
E che dire poi di quelli che parlano di bioetica ma non sono sicuri di essere vivi?
Parliamone insomma, dei grattacapi del pensiero, e diciamolo a quei capi di lavarsi un po’ di più e grattarsi di meno!
Ne vogliamo parlare degli anticoncezionali per le idee?
Parliamo anche del Pensiero Unico e delle molte trasmissioni televisive, ma magari potessimo parlare dei Molti Pensieri e dell’unica trasmissione televisiva che nessuno si caga.
Ne vogliamo parlare di chi non scende mai due volte nello stesso fiume perché si sta suicidando, o no?
Ne parliamo? Del femminismo degli urologi; del bilinguismo dei muti; del sonno campestre dei vigili urbani? Ne parliamo?
Parliamone di quelli che si prendono troppo sul serio quando ridono, di quelli che non sanno ridere se non prendendosi sul serio. Parliamone, dei seripositivi.
Parliamo soprattutto di Cretini, di quelli convinti di sé ma non persuasi del mondo; di quelli candidati alla presidenza del proprio parlamento individuale senza nemmeno un briciolo di contraddittorio; parliamone, dei risponditori automatici nelle università e di chi non ha il tempo di fare la domanda giusta; parliamone dei “mi piace” su Facebook e del “mi faccia il piacere” nella vita reale. Parliamone, dai.
Parliamone, di quelli che pretendono la libertà di opinione dimenticandosi del dovere di conoscere.

Diamo vita a una Filosofia Contro i Cretini, che sia prima di tutto una Filosofia Pro gli Intelligenti.

Ci vediamo stasera in LIVE per ridere con la testa.